Orlando Magic

L'evoluzione di Aaron Gordon: da schiacciatore a tiratore

13.11.2017 12:42
13 febbraio 2016: Aaron Gordon si "siede" in aria a circa 2 metri e 30 centimetri di altezza realizzando una delle migliori schiacciate di sempre. Il tutto però non gli basterà per vincere il premio dello Slam Dunk Contest dell'All-Star Game di Toronto, bensì per affermarsi, in maniera riduttiva, in tutto il mondo come prettamente uno schiacciatore e non come un giocatore di basket in grado di fare la differenza sul campo. Ora, quasi due anni dopo quella strabiliante serata, Gordon sta dimostrando a tutti l'esatto contrario poiché la differenza sul campo la sta facendo eccome! Dopo infatti un inizio scoppiettante in cui Nikola Vucevic ha certamente attirato su di sé tutte le attenzioni, Gordon si è messo in mostra per essere il vero leader di questi Orlando Magic che ora si trovano quinti nella NBA con 8 vittorie e 5 sconfitte. Al suo quarto anno nella Lega, la scelta numero 4 del Draft 2014, sta migliorando in quasi tutte le statistiche viaggiando, in queste 11 partite, a 19 punti e 7.7 rimbalzi in 31 minuti a partita. Oltre però ad aver migliorato se stesso, e soprattutto gli uomini di Frank Vogel, l'ex Arizona Wildcats ha evoluto il suo gioco in un particolare aspetto: il tiro da tre punti. Se infatti un anno fa si poteva accettare l'omologazione totale che si faceva a Gordon con il "mondo" degli schiacciatori ora tutto questo è categoricamente errato. Ad oggi il giocatore dei Magic è primo nelle percentuali da tre punti nella NBA, con un sontuoso 55%, con 4.7 tentativi ad allacciata di scarpe, mentre nella passata stagione il giocatore dei Magic ha viaggiato con il 28% da tre.
"La gente non mi ha mai visto come un tiratore, ma sinceramente non me ne è mai importato. Io continuo a giocare come meglio credo e penso di essere in grado di segnare da qualsiasi posizione."
Sono queste le parole di Gordon che, dopo tre anni di pura esperienza, sembra pronto per diventare il fulcro dei suoi Magic, tanto in difficoltà in queste recenti stagioni. Ad essere convinto di tutto questo è proprio il coach Vogel, affermando che questo miglioramento non sia assolutamente casuale:
"Allenamento, fatica e salute. Sono questi i fattori che rendono un Gordon un ottimo giocatore. In questi anni non è stato fortunato, ha avuto molti infortuni che hanno intaccato l'impatto che avrebbe potuto avere già prima qui ad Orlando."
E' Vogel dunque ad essere il primo a credere nei propri ragazzi che dopo anni altalenanti, in cui i vari Oladipo, Ibaka sembravano potessero essere gli uomini su cui ricostruire un futuro migliore, si ritrovano con un Gordon nuovo e con l'atteggiamento da leader, fattori che saranno fondamentali per poter raggiungere finalmente i playoffs.

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