Houston Rockets

Clint Capela: un'esplosione targata Mike D'Antoni!

Clint Capela ha avuto una crescita impressionante a partire dalla sua stagione da rookie di appena 3 anni fa. Non è la prima volta che D'Antoni riesce a valorizzare giocatori come lui.

Gabriele Scaglione
27.04.2018 09:10

Con la vittoria interna contro i Minnesota Timberwolves, gli Houston Rockets di Mike D'Antoni hanno chiuso la serie sul 4-1 e adesso attendono in semifinale di Western Conference la vincente dell'apertissima sfida tra Utah Jazz e Oklahoma City Thunder. James Harden e compagni non hanno tradito le aspettative e si sono dimostrati ancora una volta una macchina da punti pressoché perfetta.

L'emblema dell'attuale superiorità dei Rockets è senza dubbio il terzo quarto di Gara-4, con i razzi che sono stati capaci di mettere a segno addirittura 50 punti in appena 12 minuti di gioco (2° miglior parziale di sempre); l'emblema della crescita esponenziale che questa franchigia ha avuto negli ultimi anni, invece, ha un nome e un cognome ed è Clint Capela.

Il 24enne svizzero è sbarcato in NBA nel 2014 e lo ha fatto a fari spenti, venendo selezionato solamente con la 25esima chiamata. Nella sua prima stagione nella lega ha giocato solamente 12 partite, con un minutaggio medio inferiore ai 10 minuti e con poco meno di 3 punti e 3 rimbalzi di media. Insomma, come e quanto una 25esima scelta qualunque.

Ma Capela non è una 25esima scelta qualunque. Dopo una prima annata non entusiasmante, infatti, il numero 15 dei Rockets non è finito nel dimenticatoio come molti; anzi, sotto la spinta di D'Antoni ha lavorato sodo e ha avuto una crescita graduale e sorprendente che lo ha portato, nel giro di un paio d'anni, ad essere uno dei giocatori più dominanti della NBA nel suo ruolo.

E qui arriviamo ai giorni nostri, all'exploit definitivo del pivot svizzero. Nella regular season appena conclusasi Capela è sceso in campo in 74 occasioni, riuscendo a mantenere addirittura una doppia doppia di media: 13.9 punti e 10.8 rimbalzi. Numeri pazzeschi se raffrontati a quelli che avevano caratterizzato la sua stagione da rookie di appena 3 anni prima.

Non è finita qua, nei Playoffs il 24enne di Ginevra ha alzato ulteriormente la propria asticella, arrivando ad avere una media di 15.8 punti e 14.2 rimbalzi di media nella serie contro Minnesota, chiusa con una prestazione monstre da 26 punti e 15 rimbalzi in Gara-5. Il contributo di Capela, però, non è puramente statistico.

Lo svizzero, infatti, è un giocatore fondamentale anche nel gioco in pick'n'roll di cui D'Antoni fa largo uso, avendo degli attaccanti formidabili quali Chris Paul e James Harden. Ma attenzione, Capela non è solamente un bloccante; al contrario, è in grado anche di aprirsi benissimo sul pitturato, dove viaggia con la miglior percentuale al tiro della lega: 65,4%.

In altre parole stiamo parlando di una macchina devastante, che in questo momento ricorda molto un altro giocatore altrettanto caro all'ex coach dei New York Knicks: Amar'e Stoudemire. L'ex ala piccola dei Phoenix Suns, alla sua prima stagione con D'Antoni, aveva dei numeri molto simili a quelli di Capela nella scorsa stagione (la prima del coach del Wyoming sulla panchina dei Rockets).

Specialmente a rimbalzo il loro apporto è stato pressoché identico: 8.7 per lo svizzero, 8.8 per Stoudemire. Il secondo ebbe poi una carriera gloriosa, il primo, invece, ha ancora parecchi anni davanti e se continua a crescere potrebbe diventare veramente inarrestabile. Insomma, i Golden State Warriors sono avvisati; se vogliono fermare Houston prima dovranno fermare Clint Capela.

 

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