Oklahoma City Thunder

Carmelo Anthony: "Ho scelto OKC per vincere, non mi accontento!"

Dopo 5 anni di astinenza Melo finalmente torna a giocare i playoffs: sarà lui la chiave per vincere contro Golden State?

Matteo Panzettini
10.04.2018 19:31

Gli Oklahoma City Thunder sono la squadra più incostante, sorprendente ed imprevedibile della lega, capace di alternare gloriose vittorie a ridicole sconfitte. 

La squadra capitanata da Westbrook, ad inizio stagione, non è sembrata in grado di compiere il salto di qualità sperato, ovvero di puntare ai vertici della Western Conference e di conseguenza all'apice della lega. La franchigia è rimasta ancorata ad un metaforico limbo che vede da una parte i bassifondi della lega, le squadre in fase di tanking e rebuiliding, e dall'altra gli aspiranti al titolo NBA, i vari Houston e Golden State, capaci di vincere e di conquistarsi un posto ai playoffs con svariate partite d'anticipo.

Ma nell'Oklahoma non tutto è perduto, e le speranze stanno prendendo il posto delle illusioni e dei pregiudizi. In estate le aspettative che circondavano la squadra blu-arancio erano alte, probabilmente eccessive, ma non sempre basta aggiungere due All-Star quali Paul George e Carmelo Anthony ad un gruppo di giocatori già consolidato, per far svoltare da subito la situazione a proprio favore. Serve tempo per trovare l'alchimia giusta, per far si che ognuno trovi il proprio ruolo all'interno del complicato meccanismo sempre in movimento quale una squadra NBA. 

Ciò è confermato dalla prima parte di stagione dei Thunder: 14 vittorie nelle prime 29 partite. Non si può mettere in dubbio il talento dei nuovi innesti, poichè entrambi hanno rappresentato il giocatore chiave e di maggiore importanza delle loro ex franchigie, rispettivamente Pacers e Knicks. Il difficile risiede nella convivenza in campo tra codesti giocatori: PG, Melo e Russ hanno sempre gestito un elevato numero di possessi nella loro carriera, e accordare chiunque era e resta una mera utopia. 

La squadra appartiene al numero 0, Mr. Tripla doppia, è lui il leader emotivo e tattico del gruppo. Il compito dei nuovi arrivati era di aiutare il playmaker a raggiungere il titolo tanto agognato; a differenza di George, che pare aver accettato il ruolo di secondo violino del team, Anthony non è riuscito ad inserirsi a pieno regime all'interno della mentalità imposta dal coach Billy Donovan.

Dopo una settimana da dimenticare (clicca qui per saperne di più) il numero 7 sembra aver ritrovato il giusto stato emotivo e aver capito ciò che davvero è importante, per sè e per i compagni: vincere il titolo. A seguito di una ottima prestazione al Toyota Center, stadio di casa dei Rockets, Melo ha rilasciato importanti parole in ottica futura

"Io e George abbiamo scelto OKC in estate pensando al quadro generale della situazione: all'anello NBA. 

Durante la stagione regolare abbiamo avuto qualche urto e qualche sbandamento, ma siamo al corrente di ciò che abbiamo fatto e ciò che siamo in grado di fare. Dobbiamo essere preparati per il finale di stagione, e stanotte lo abbiamo dimostrato.

Il livello della nostra concentrazione era altissimo: negli scorsi 2-3 giorni abbiamo avuto momenti incredibili, anche in allenamento. In questi casi è tutto in discesa per noi."

Parole pronunciate a seguito di una vittoria in casa dei Texani per 108-102: Houston era imbattuta tra le mura di casa da 20 partite. Nonostante questi ultimi avessero poco o nulla da dimostare, poichè già qualificati ai PO con la prima posizione in cassaforte, una sconfitta non giova al morale del gruppo. Melo al termine della partita ha messo a referto una prestazione da 22 punti con il 50% dal campo (7/14), medesima ottima percentuale dal tiro dei tre punti (3/6).

A rinvigorire la fiducia del numero 7 vi è un notevole record personale: con la prestazione di stanotte, a fronte degli Heat, Anthony ha mandato a bersaglio 168 triple in stagione regolare, massimo in carriera per canestri da tre punti realizzati. Nonostante un calo delle cifre personali (11 punti con 4/11 dal campo e 1/5 da tre per Melo), la squadra ha saputo ottenere una vittoria sul campo dei Miami Heat per 115 a 93, autati dalla solita partita da MVP di Westbrook.

Grazie all'ultima vittoria Oklahoma ha raggiunto matematicamente i playoffs: è la settima volta negli ultimi 8 anni, secondi solo ai sempiterni Spurs. Dopo 5 anni di astinenza Anthony tornerà a giocare una partita di playoffs: l'ultima volta fu il 20 maggio 2013, un altra era...

Nonostante nel selvaggio West non vi sia certezza alcuna (sette squadre distanziate al massimo due partite), i probabili futuri avversari dei Thunder si ipotizza siano i Golden State Warriors. A dispetto della classifica, la sfida è molto più complessa di quanto possa sembrare: l'assenza di Steph Curry (clicca qui per maggiori info) rappresenta una lancia spezzata in favore di OKC, come confermato dalle partite tra le due franchigia negli ultimi mesi. Due vittorie di una e due vittorie dell'altra nei precedenti scontri, sinonimo del valore della squadra. Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, e non saremo sorpresi se Carmelo Anthony si rivelasse la chiave per vincere la serie contro i campioni in carica...

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