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Chicago Bulls: il finale è sempre amaro

08.12.2017 14:28
L'inizio di stagione dei Chicago Bulls è stato e continua ad essere a dir poco pessimo: la squadra è attualmente relegata all'ultimo posto della Eastern Conference con un record di 3-20, tra l'altro perdendo tutte le ultime 10 gare. A dirla tutta il roster non sembra essere competitivo e sembra peccare di inesperienza, fattore fondamentale per ciò che analizzeremo a breve: i Bulls infatti sono una squadra che crolla nei finali di partita e questo si è potuto notare nel corso dell'ultimo incontro disputato contro gli Indiana Pacers. Infatti i primi 3 quarti e mezzo di partita giocati dai ragazzi di Fred Hoiberg sono stati di buon livello, prima del crollo finale negli ultimi minuti di gara, in cui c'è stata la rimonta della squadra di casa. I Pacers nel 4° quarto hanno travolto Chicago per un punteggio di 29-13, mettendo in risalto tutti i limiti di un roster che comunque fino a quel punto aveva percentuali come il 40% di tiro da 3 punti e 50% dal campo. E' emblematica anche la scena dell'ultimo possesso, con Valentine che si trova a brancolare nel buio col pallone in mano, senza un'idea precisa. E non è nemmeno l'unica volta in cui si è verificato un finale di questo tipo: anche contro i Denver Nuggets c'è stata una scena simile, con protagonista sempre il solito Valentine, che da una rimessa negli ultimi due secondi di gara si è messo a "slalomeggiare" da fondo campo senza passare la palla, arrivando ad un tiro forzato e sbagliato. La vera pecca che è stata messa in evidenza da questi episodi dunque è la mancanza di lucidità che sembrano avere i giocatori una volta arrivati nel momento decisivo di un incontro, e il dito si è ritrovato inevitabilmente puntato contro l'head coach Fred Hoiberg, il quale ha provato a difendersi così:
"E' tutta questione di preparare un piano partita insieme. I ragazzi devono essere pronti a scendere in campo e giocare un incontro e prepararsi per giocare insieme e fare uno sforzo. Questo dobbiamo fare, preparare ogni partita nello stesso modo ogni sera"
Il punto focale della questione sembra essere proprio questo: il giocare insieme e il coordinare gli sforzi sono l'unica arma per sopperire ad una franchigia in sviluppo e senza superstar in dotazione. Aver perso Jimmy Butler è una tegola in testa per dei ragazzi che hanno meno di 30 anni e che sembrano essere senza leader tecnici ed emotivi, che siano in grado di togliere le castagne dal fuoco in qualsiasi momento. I Bulls sono cambiati molto dalla scorsa stagione ed hanno un roster giovanissimo che per forza di cose sul più bello si scioglie, quindi il rimedio a questa situazione è il tempo: le ossa si faranno a poco a poco, ma dovrà essere di primaria importanza anche l'apporto del coach Hoiberg per dare un'impronta ad una squadra che sembra correre a vuoto, senza una luce.

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