Miami Heat

Dwyane Wade: corpo e mente sono arrivati al capolinea?

Simone Romani
28.02.2018 15:30

Giocare ancora una volta, e farlo al meglio delle possibilità sono le domande che assalgono la mente di Dwyane Wade. Finalmente ritornato nella "sua" South Beach, nella notte delle folli trade, Flash, soprannome che lo ha reso leggenda a Miami, sembra investito dai pensieri. A 36 anni, stupefacenti aggiungerei, e alla quindicesima stagione, ogni passo che Dwyane Wade fa sul parquet è un pezzo di storia che si aggiunge. Approdato nuovamente ai Miami Heat, l'ex Chicago e Cleveland ha accettato senza nessuna discussione di vedersi tagliare molti minuti in campo. Anche perchè, come attesta la sua carta d'identità, i tempi in cui Flash vinceva il titolo di MVP delle Finals nel 2006, sono ormai facenti parte della storia del gioco. Ma questo non sembra risultare un problema, visto che, con il bagaglio di esperienza accumulato è ancora capace di sfoderare prestazioni da 27 punti.

Il problema però non è il quantitativo di punti che Wade riesce ad accumulare sul suo tabellino. La somma delle prestazioni di questa stagione, che lo hanno portato ad avere una media di 11.2 punti, 4.0 rimbalzi e 3.4 assist a partita, poco gli interessa. La cura del suo corpo e della sua mente, ormai logori dalle infinite battaglie di alto livello, sono le cose che più gli premono. Soprattutto se si fa un passo a ritroso nella storia, e si guarda alla moltitudine di infortuni che la parte inferiore del corpo ha subito. Quelle ginocchia che hanno fatto la differenza negli anni migliori, sono diventate l'oggetto di riflessione su cui Wade ragiona giorno dopo giorno. Le parole che il nativo di Chicago ha rilasciato a Barry Jackson del Miami Herald, non lasciano presagire nulla, ma indirizzano la mente verso le possibili soluzioni:

"Devo assolutamente verificare il mio stato mentale alla fine della stagione. devo vedere se Voglio mettere di nuovo la stessa grinta. Invecchiando, l'allenamento cambia, lo stile di gioco cambia. posso affrontare un'altro anno al massimo della mia condizione, senza abbandonare i compagni a metà? questo è il mio più grande dubbio."

Questa è la realtà, il corpo potrà anche sorreggere un'altra stagione, ma non come la mente si aspetta di farlo. Per un giocatore come Dwayne Wade, che ha infranto record, vinto infinità di titoli, e che si è guadagnato il rispetto di tutti, il problema non è giocare a metà della sua consueta velocità. Ma proprio la sua mentalità da campione lo porterà a valutare questo, perchè una stagione corsa a metà della velocità è inutile correrla.

Commenti

Marcus Smart l'arma a sorpresa dei Boston Celtics
UFFICIALE: Trevor Booker lascia Philadelphia e si unisce ai Pacers!