NCAA & Draft

Luka Doncic alla conquista della prima scelta nel Draft 2018: speranza o realtà?

Tra testimonianze e ricorsi storici, la point-guard slovena è pronta a dare la caccia alla 1° scelta assoluta nonostante l’ingombrante presenza di DeAndre Ayton e lo scetticismo dei media americani.

Antonello Brindisi
07.04.2018 21:15

Dopo aver incantato il mondo intero nella marcia trionfale della Slovenia nell’Europeo 2017, Luka Doncic si è presto ripetuto con una stagione da protagonista assoluto alla guida del Real Madrid. La rapida crescita cestistica del talento classe 1999, testimoniata da una grande stagione in Eurolega (la squadra iberica si è già qualificata per la postseason con il record di 19-11), sembra poter lanciare definitivamente la candidatura del gioiello di Lubiana verso la vetta del Draft 2018.

Una vera e propria corsa controcorrente per il giovane playmaker, evidentemente penalizzato dalla mancata esperienza del basket americano, fattore spesso sottolineato dai media statunitensi in favore della ben più appetibile DeAndre Ayton. Anche se l’antico pregiudizio dei General Manager nei confronti dei cestisti provenienti dall’Europa sembra ormai aver ceduto il passo ad una sempre più arrembante globalizzazione dei roster NBA, la mancata partecipazione di un giovane atleta ad un percorso di crescita nel sistema collegiale statunitense appare comunque un limite estremamente difficile da oltrepassare.

Se a questo pregiudizio tecnico si aggiunge un’incredibile bacino di talenti da cui poter scegliere il proprio figliol prodigo, ci si può rendere conto di quanto sia complicata l’ascesa di Luka Doncic nel prossimo Draft. Oltre al tanto acclamato DeAndre Ayton infatti, la classe esordiente del 2018 può vantare un grande numero di giovani promesse: dalle qualità e l’efficacia nel frontcourt di Marvin Bagley III e Mohamed Bamba all’istinto e le proprietà di palleggio di Collin Sexton e Trae Young nel backcourt.

Nonostante le tante difficoltà presenti sul proprio cammino, il fuoriclasse del Real Madrid può vantare un formidabile impatto in Eurolega nel corso di questa stagione (16.9 ppg, 4.8 rpg, 4.6 apf, 1.2 spg in 25.40 minuti di media sul parquet), conservando ancora la possibilità di conquistare da protagonista assoluto l’ambito trofeo. Doncic potrebbe dunque sfruttare questo importante canale preferenziale per il proprio destino in NBA, come mostrato recentemente anche da Bogdan Bogdanovic, talento dei Kings che ha legato il proprio destino d’oltreoceano alla vittoria in Eurolega ottenuta qualche mese prima con il Fenerbahce Spor Kulubu.

L’esperienza accumulata in un’ intensa stagione d’elite in Europa, sembra infatti rappresentare un soddisfacente curriculum per molti G.M. NBA, pronti ad offrire , sempre più frequentemente, una concreta chance di successo alle eccellenze del Vecchio Continente. Una tendenza sottolineata ampiamente nell’ultimo Draft, con il contemporaneo arrivo di un nutrito gruppo di giovani promesse europee come Ante Zizic, Daniel Theis, Frank Ntilikina, il già citato Bogdan Bogdanovic e Lauri Markkanen. A questa lista si aggiunge inoltre, quasi in veste di storico ambasciatore, l’esperto Milos Teodosic.

Constata quindi la piena efficienza della scuola europea, non resta che controbattere alla principale critica mossa dai media americani e, in linea di massima, dallo scetticismo generale del panorama NBA: la fragilità emotiva di un talento ancora adolescente davanti alle responsabilità che comporta la National Basketball Association. La travagliata esperienza vissuta da Ricky Rubio nei Minnesota Timberwolves rappresenta infatti un limpido precedente storico nella memoria delle 30 franchigie statunitensi. Luka Doncic è legato al talento spagnolo dal medesimo ruolo, quello di point-guard, e soprattutto dalla precoce età condivisa all’esordio in NBA. Temendo un impatto piuttosto simile a quello patito da Rubio, i G.M. potrebbero quindi virare verso dei giocatori già formati, relegando il giovane sloveno nei bassifondi del 1°turno del Draft.

A sorpresa la critica mossa dai media statunitensi è stata screditata da una voce interna alla stessa NBA. In difesa del proprio connazionale si è espresso Goran Dragic, All-Star dei Miami Heat che ha condiviso lo storico Europeo del 2017 con il talento di Lubiana. Interpellato pubblicamente sul futuro del proprio compagno di nazionale, l’idolo dell’AmericanAirlines Arena si è rivelato il principale sponsor di Luka Doncic nella corsa alla 1° scelta assoluta del Draft 2018:

Voi non conoscete bene Luka, lui è diverso dai suoi coetanei e in generale, dai giovani talenti che avete visto passare in questi anni. E’ vero giocare in NBA ti cambia la vita e molto spesso le promesse che sono state caricate troppo dal peso delle aspettative, si sono lentamente bruciate. I precedenti storici che avete visto però non possono garantirvi niente. Dovete osservare Doncic sul parquet per capirne il peso specifico che riveste nella propria squadra”.

Non è un ragazzo normale e a settembre ne avete avuto la prova certa. Sinceramente penso che solo un folle scarterebbe Luka. E’ il pilastro perfetto su cui basare il proprio futuro. Ha una propensione innata nel leggere la partita e possiede un bagaglio tecnico sbalorditivo per la sua età. Sa come incidere in una partita e questo lo aiuterà a proteggersi dall’eccessiva pressione che comporta una posizione di rilievo nel Draft”.

Penso che molte franchigie lo stiano monitorando da vicino, pronti ad usufruire della scelta fortunata nella Lottery per accaparrarselo”.

Dopo aver sfruttato il prezioso assist di Goran Dragic, Luka Doncic è pronto a caricarsi sulle spalle il proprio destino, pronto a dare un seguito alle gesta mostrate con la propria Nazionale e tra le fila del Real Madrid, consegnando agli iberici il trofeo dell’Eurolega così da entrare in NBA dalla porta principale. Il duello a distanza con DeAndre Ayton per la conquista del Draft 2018 è appena iniziato.

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