Ovest

Altro che Julius Randle, è Kyle Kuzma a ricordare un grande campione

Guido Boldoni
24.11.2017 11:33
Draft 2014, un anno particolare, alla numero 7 i Los Angeles Lakers chiamano un ragazzone dei Kentucky Wildcats che di mestiere fa l’ala grande: Julius Randle! Tra lo stupore e la felicità di essere riusciti a chiamarlo alla numero 7 - nonostante nelle previsioni era previsto come 4 o 5 - la dirigenza accoglie con convinzione la sfida di crescere in casa un giocatore che a tanti ricordava un campione assoluto della NBA, attualmente in forza ai San Antonio Spurs: LaMarcus Aldridge. Detto così fa sorridere, molto probabilmente perché il giocatore di oggi non è neanche un lontano parente “cestistico” del campione ex Blazers. La forza fisica, il gioco in post e l’abilità difensiva del giocatore dei Lakers ricordava ai più coraggiosi il primo Aldridge. Ma oggi, purtroppo abbiamo un giocatore, che anche a causa dell’esplosione di Kyle Kuzma è quasi a rischio trade. Dopo il terribile infortunio che lo ha tenuto fuori tutta la stagione da rookie, Julius Randle non ha migliorato il suo gioco e a modernizzare il suo ruolo, non riuscendo, tra le altre cose, a ritagliarsi minuti come centro, nelle rotazioni di Luke Walton. La verità è che oggi seppur con le dovute differenze di natura fisica Kyle Kuzma ricorda Aldridge molto più di Randle, anche se sul parquet, in prospettiva, potrebbe rappresentare la sua evoluzione. Quello che più piace agli addetti ai lavori e a coach Walton è sicuramente l’intraprendenza del ragazzo, la sua voglia e le sue motivazioni che gli stanno permettendo di essere una delle sorprese in assoluto più gradite di questo inizio di regular seasonIl fatto che  stia seguendo un programma specifico per aumentare la massa muscolare, (alla Antetokoumpo ed Embiid per intenderci), è un chiaro segnale che la società punta sul ragazzo e sta cercando di costruirlo sotto tutti i punti di vista per dargli quanto prima un'identità migliore anche per la fase difensiva. Non c’è ancora il gioco in post, ma c’è una certa pulizia nella meccanica di tiro e un’abilità a creare soluzione offensive che contraddistingue solo un grande giocatore. In più il tiro da dietro l’arco di Kuzma sembra in prospettiva migliore di quello del campione degli Spurs. Riuscirà Kuzma a diventare più forte di Aldridge? Per questa risposta bisognerà aspettare qualche anno, ma intanto godiamoci il "talentino" dei Los Angeles Lakers.

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