San Antonio Spurs

Sognando LeBron James: ecco le 5 reali possibili scelte del Re!

Antonello Brindisi
09.03.2018 14:23
Nonostante il ritrovato entusiasmo che sembra aver pervaso la stagione dei Cleveland Cavaliers (la franchigia dell'Ohio si è resa protagonista di una sorprendente risposta emotiva dopo l'avvento della trade deadline), le recenti campagne mediatiche organizzate prima a Philadelphia e successivamente a Los Angeles nei confronti della Free Agency estiva di LeBron James, hanno inesorabilmente alimentato il già grande clamore mediatico generato dalla terza Decision del Re. Naturalmente, l'elevata possibilità contrattuale di poter arrivare al natio di Akron (pronto ad utilizzare la clausola di opt-out a proprio favore) ha destato l'attenzione dei General Manager NBA, avanzando così la candidatura di una lunga lista di franchigie interessate alle gesta del campione statunitense. In realtà la maggior parte di queste ipotesi si trasformano presto in delle vere e proprie utopie di mercato, stroncate dalle precise richieste tecniche comunicate da LeBron James e soprattutto dai marcati limiti salariali imposti dalla Luxury Tax. La grande stagione disputata da LeBron James (27.0 ppg, 8.4 rpg, 9.0 apg, 1.5 spg e 0.9 bpg nel corso di questa regular season) sembra infatti proiettare The Choosen One verso un faraonico rinnovo contrattuale (fattore derivato dall'innalzamento del tetto salariale imposto recentemente dalla NBA), pronto a garantire ipoteticamente un triennale da 110 milioni di dollari e una player option a proprio favore per un quarto anno (attualmente LBJ ha 33 anni, la player option proietterebbe così il giocatore oltre i 36 anni). A questo consistente esborso economico va sommato al conclamato interesse del Re nei confronti dei nuovi talenti generazionali presenti nella lega americana. La possibilità di poter svolgere un ruolo da "Cicerone" per i futuri All-Star sembra rappresentare ormai il principale obiettivo del fuoriclasse statunitense. Quest'inflessibile mix di esigenze riduce quindi il ventaglio di possibilità per il futuro del numero ventitre a sole 5 squadre:

CLEVELAND CAVALIERS

Ad oggi la franchigia dell'Ohio sembra poter rappresentare ancora la migliore opzione per il futuro di LeBron James grazie alla disponibilità economica di Dan Gilbert (attuale proprietario dei Wine & Gold) e al brillante ricambio generazionale offerto dalle trade imbastite nel mese di febbraio dal G.M. dei Cavaliers Koby Altman. Etichettata inizialmente come un autentico canto del cigno, la rivoluzione anagrafica condotta da Altman ha invece consegnato al Re dei talentuosi allievi (Jordan Clarkson, Larry Nance Jr e Rodney Hood) che, uniti alla futura first-round pick del Draft 2018 garantita dai Brooklyn Nets, potrebbero offrire le giuste garanzie per una proficua permanenza. Molto probabilmente sarà l'esito della postseason di Cleveland a decidere il destino del Prescelto. L'accesso alle Finals NBA potrebbe infatti rilanciare il progetto della dirigenza dei Cavaliers, pronta a questo punto a scommettere sulla linea verde dettata da LeBron James (clicca qui per saperne di più). L'animo della Quicken Loans Arena non può tuttavia definirsi quieto davanti ad un cammino più incerto che mai. Un'inaspettata delusione nei Playoffs potrebbe sancire l'ultimo atto di un connubio vincente, spingendo LBJ verso un secondo addio. Davanti ad uno scenario del genere la dirigenza dei Cavaliers, memore delle difficoltà patite dopo il trasferimento di James a Miami, potrebbe quindi correre ai ripari imbastendo una maxi-trade sul mercato per salvaguardare il proprio futuro.

HOUSTON ROCKETS

  La franchigia texana sembra pronta ad offrire tutte le garanzie richieste da James. La chiave di volta naturalmente è rappresentata dalla permanenza di Chris Paul (nonostante sia arrivato nel corso della Free Agency del 2017, CP3 ha mantenuto in essere il contratto stipulato precedentemente con i Los Angeles Clippers), non solo per il valore tecnico del giocatore quanto per la profonda stima che lega ormai da anni il playmaker di Houston al simbolo di Cleveland. A prescindere dalla crescente richiesta economica dei giocatori dopo l'innalzamento del tetto salariale, la dirigenza dei Rockets può comunque salvaguardare la propria candidatura offrendo ai Cavaliers un interessante asset tecnico composto da Ryan Anderson (20,4 milioni di dollari da percepire nel 2018/19), P.J. Tucker (7.9 milioni nel 2018/19) e Clint Capela (Restricted Free Agent a 3.4 milioni nell'estate del 2018) che andrebbe così a coprire l'attuale stipendio da 35 milioni annui percepito dal numero venititre in Ohio. Grazie a questo sacrificio nelle rotazioni degli uomini di coach Mike D'Antoni, la dirigenza texana potrebbe così trovare lo spazio salariale utile a trattenere Chris Paul e convincere al contempo James.

PHILADELPHIA 76ers

Non sono solo i cartelloni pubblicitari esposti a Philadelphia a spingere il Re verso la storica città della Pennsylvania quanto il forte interesse che lo stesso giocatore ha mostrato pubblicamente nei confronti del The Process guidato da coach Brett Brown. I recenti elogi mossi da LeBron James verso Ben Simmons (clicca qui per saperne di più) sembrano poter offrire più di un semplice rumors di mercato ai media americani, pronti a scommettere sulla candidatura di questi giovani e talentuosi Sixers.

La grande libertà economica garantita alla dirigenza di Philadelphia dai numerosi contratti da rookie offre inoltre tutte le garanzie necessarie a non oltrepassare i limiti imposti dalla Luxury Tax con l'arrivo del numero ventitre. I Cavaliers potrebbero così ottenere una solida e talentuosa base su cui ricostruire il proprio futuro grazie all'arrivo di Markelle Fultz (7 milioni annui), Robert Covington (16.6 milioni) e all'acquisizione di un paio di scelte protette per i prossimi Draft (ipoteticamente una first-round pick per il 2018 e una second-round pick per il 2019), nel caso di un'ipotetica sign-and-trade.

LOS ANGELES LAKERS

Dopo aver vinto l'agguerrita concorrenza dei Clippers, la franchigia gialloviola sembra sicura di poter puntare sulla propria storia e sul grande spazio salariale a disposizione per convincere LeBron James ad un clamoroso trasferimento nella Città degli Angeli. Oltre a poter garantire una solida base per il futuro con l'avvento cestistico di Brandon Ingram, Lonzo Ball e Kyle Kuzma, la dirigenza dei Lakers sembra pronta ad affiancare l'eventuale arrivo del Re con una seconda All-Star. Il nome più frequente è senza dubbio quello di Paul George, etichettato ormai come il figliol prodigo dell'imminente progetto tecnico dei californiani. Come è ormai già noto da tempo, Los Angels rappresenta uno degli scenari più frequenti nella vita privata di LeBron James, ma a differenza delle realtà sopracitate, la dirigenza di Los Angeles non sembra poter offrire le giuste contropartite utili a compiacere le richieste dei Cavaliers. Proprio per questo motivo l'intera città ha deciso di scendere in campo con una forte campagna di reclutamento nei confronti del Re, puntando con insistenza sulla volontà del giocatore.

SAN ANTONIO SPURS

L'ultima opzione percorribile sembra essere offerta dai San Antonio Spurs. Un possibile connubio sul parquet tra Kawhi Leonard (pronto a ripagare la fiducia riposta in lui dai texani con un estensione contrattuale) e LeBron James nell'attento scacchiere tattico di Gregg Popovich rappresenta sena ombra di dubbio la più grande suggestione possibile nell'attuale NBA. A quest'ipotesi (come nel caso di Philadelphia), va aggiunta la presenza di Dejounte Murray (giovane talento a cui LBJ sembra aver destinato un occhio di riguardo) nel roster dei neroargento, fattore che rende ancor più plausibile la candidatura degli speroni. Anche questa volta bisogna però tenere in considerazione la validità delle contropartite tecniche offerte alla dirigenza dei Cavaliers, pronta ad essere accontentata con i diritti di LaMarcus Aldridge (22,3 milioni), Rudy Gay (8,8 milioni) e Kyle Anderson (Restricted Free Agent a 3.2 milioni nel 2018). A prescindere da quale sarà l'esito di questa nuova Decison, il prossimo futuro della NBA sembra ancora nella mani del Prescelto. Con la consapevolezza di aver già impresso il proprio nome nella storia della NBA, LeBron James potrebbe dunque estendere il proprio regno grazie all'amore e l'attenzione nei confronti di una corretta evoluzione del Basket statunitense. Delle qualità morali che troppo spesso il fuoriclasse dei Cavaliers ha dovuto sacrificare in favore della preponderante fame di vittorie. Ormai dinanzi all'ultimo atto della propria carriera professionistica, il cuore pulsante del Re potrebbe quindi volgere verso il benessere delle nuove generazioni.

Commenti

La miniera d'oro dei Denver Nuggets: Paul Millsap!
#INFERMERIA: Carter-Williams out per il resto della stagione