Golden State Warriors

Kevin Durant: perchè continui a farti espellere?

L'arbitro Bill Kennedy ha rivelato i motivi che hanno portato alla quinta espulsione stagionale di KD, ma perchè il campione degli Warriors è così nervoso?

Emanuele
31.03.2018 10:23

Giovedì notte Kevin Durant ha fatto ritorno nello starting five dei Golden State Warriors, dopo l'infortunio del 13 marzo scorso, ma il match giocato contro i Milwaukee Bucks per l'ex OKC si è concluso prima del previsto. No, questa volta gli infortuni non c'entrano nulla, ma ha a che fare con un qualcosa in cui KD questa stagione è piuttosto recidivante: l'espulsione! Negli ultimi secondi del primo tempo infatti gli arbitri hanno deciso di spedire nello spogliatoio Durant anticipatamente per le continue proteste per una non chiamata.

A seguito dei continui contatti con i difensori avversari e i conseguenti falli non fischiati, il numero 35 dei Golden State Warriors ha insultato più volte gli ufficiali di gara. Tuttavia i media e alcuni fans si sono chiesti se il doppio fallo tecnico assegnato dalla terna arbitrale è stata la scelta giusta. Questa domanda ha portato il primo arbitro della terna Bill Kennedy a spiegare i motivi che ha portato Tre Maddox alla decisione di espellere l'ex MVP della lega:

"Il signor Durant è stato espluso a causa di due falli tecnici: il primo fallo tecnico è stato assegnato per volgarità. Dopo che il primo fallo tecnico è stato dato l'arbitro ha cercato di andarsene, ma quegli insulti si sono intensificati e per questo è stato assegnato un secondo fallo tecnico, con conseguente espulsione".

Questa reazione scomposta di KD ha permesso ai Bucks di espugnare la Oracle Arena con il punteggio finale di 116 a 107 e di consegnare matematicamente il primo posto della Western Conference agli Houston Rockets. Nel post-partita Durant ha espresso tutto il suo rammarico per non aver concluso la gara con i suoi compagni di squadra e non aver dato agli Warriors un risultato finale diverso. Anche perchè sin lì, Durant stava collezionando 17 punti, 6 rimbalzi e 3 assist in 17 minuti in campo.

"Mi è stato fischiato fallo, gli ho detto come mi sentivo e lui mi ha cacciato. È abbastanza semplice. Durante la partita stavo andando al ferro e ho subito un fallo che non è stato ravvisato. Poi ce n'era un secondo e non hanno fischiato neanche quello. Capita. Capita quando lasci che le tue emozioni irrompano nella partita. Insomma speravo di poter finire la gara ma sarò comunque all'allenamento domani"

I due falli tecnici presi dal campione in carica portano a 14 il totale stagionale e come stabilisce il regolamento della NBA, se Kevin Durant dovesse prendere altri due falli tecnici verrà squalificato automaticamente per una partita. Inoltre quella di giovedì notte è stata anche la quinta espulsione stagionale per lui, che tracciano un certo suo nervosismo, visto e considerato che in 10 anni di carriera NBA, prima di quest'anno, KD aveva ottenuto soltanto 2 espulsioni.

La domanda allora che tutti si pongono è perchè KD continua a farsi espellere? Cosa c'è dietro questo continuo nervosismo? La risposta l'ha offerta lo stesso Durant a Chris Haynes di ESPN. L'ala dei Golden State Warriors infatti ha attribuito tutti quei falli tecnici (ottenuti in questa regular season) all'ardente desiderio di vincere un secondo titolo NBA:

"Sono le mie emozioni ed è la mia passione per il gioco. Dopo aver vinto il titolo la scorsa stagione ho appreso che non era cambiato molto. Pensavo che avrebbe riempito un certo vuoto, ma non è stato così. In offseason ho realizzato che l'unica cosa che conta è questo gioco e quanto lavoro ci metti. Tutto il resto fuori dal campo, i social media, non è importante. Ciò che le persone dicono, come ti vedono, non è importante."

Fortunatamente Durant non dovrà aspettare molto a lungo per avere l'opportunità di riscattarsi dall'ennesima espulsione: questa notte la sua franchigia (che ha perso 7 delle ultime 10 partite) farà visita ai Sacramento Kings presso il Golden 1 Center, con la speranza che oltre a farci divertire, Durant possa anche concludere per intero il match insieme ai suoi compagni di squadra. 

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