Ovest

I Golden State Warriors lanciano un altro sconfortante segnale ai Cleveland Cavaliers

Simone Romani
16.01.2018 18:23
Tutti erano disposti a guardare oltre i problemi dell'ultimo periodo. Golden State Warriors contro Cleveland Cavaliers, era questo quello che contava adesso. Una semplice partita di Regula Season, per molti, ma non per le due franchigie. In soli tre anni, la semplice sfida che vede opporsi East contro West, è diventata simbolo di dominio. Le due compagini arrivano al match in modi completamente differenti. I Cleveland Cavaliers, vengono dal periodo più brutto che la franchigia abbia mai vissuto negli ultimi tre anni. Hanno perso otto delle ultime undici partite giocate, le ultime due anche in Back to Back. Messi al tappeto prima dai Minnesota Timberwolves, e subito dopo dai Toronto Raptors. Sono al 29° posto come difesa, senza contare l'inserimento di Isaiah Thomas, che sicuramente da una mano in fase offensiva, ma non è un colosso nella fase passiva del gioco. Dall'altra parte invece i Golden State Warriors fanno i Golden State Warriors. Vincono, e fanno capire che anche quest'anno la situazione non sembra cambiata. Nonostante le continue preoccupazioni per la caviglia di Stephen Curry, che torna a far tremare l'intera Baia, gli Warriors hanno fatto registrare una striscia di 13 vittorie consecutive in questa stagione, prima del consueto calo di concentrazione. Ma la storia di queste due franchigie ci dice che questa partita non fa riferimento soltanto alle statistiche.
"A volte queste rivalità sono la cosa migliore per una squadra che sta lottando per il titolo. Ognuno vuole vincere per decretare il suo dominio sull'altra."
Queste le parole di coach Steve Kerr, che ha ragione ancora una volta. Infatti già dai primi possessi, i Cleveland Cavaliers giocano meglio di quanto avessero fatto nelle ultime apparizioni sul parquet. Ma purtroppo questo non basta, la difesa organizzata dei Golden State Warriors, ed un attacco pronto a fare il suo mestiere, abbattono i Cleveland Cavaliers che si vedono sconfitti per 118-108.  Stephen Curry 23 punti, Kevin Durant 32 punti e Klay Thompson 17 punti, passano sopra una Cleveland che si vede ancora una volta messa alle corde da una difesa insufficiente. Sono addirittura 31 gli assist di squadra, che fanno immaginare quanto la palla sia volata da una mano all'altra senza che la difesa dei Cavs avesse tempo di pensare cosa fare. Tutto questo sotto gli occhi di Lebron James che si vede logorato dall'ennesima prestazione da 32 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 3 stoppate. Un'altra partita alla LeBron James. Tutti giusti i numeri riportati. Ma alcuni fanno più male di altri. Questa vittoria dei Golden State Warriors segna un altro divario impressionante. Non per il punteggio, ma per il fatto che quest'anno i Cavs non hanno vinto nessuna delle partite giocate contro di loro in questa regular season 2017/18. A questo punto bisognerebbe chiedersi se i Cleveland Cavaliers possono ancora definirsi i loro rivali al titolo. Già le parole di LeBron James dopo la sconfitta alle Finals dello scorso anno, dichiaravano l'assoluta onnipotenza dei Golden State Warriors. Ma a sentire ciò che ha detto ieri sera, sembra che veramente non ci sia più speranza per nessuno (almeno per ora):
"Non siamo la squadra che vorremmo essere quando inizierà la post season. I playoffs possono iniziare domani per loro, e sarebbero pronti a partire. Per noi... non credo sia la stessa cosa."

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