Mercato NBA

Jimmy Butler punta i piedi e chiama Kyrie Irving!

Antonello Brindisi
04.07.2018 21:00

Tanto tuonò che piovve in quel di Minneapolis, realtà NBA tutt’ora con il fiato sospeso davanti al possibile addio di Jimmy Butler. L’ex fuoriclasse della Windy City sembra infatti intenzionato ha rifiutare la ricca estensione contrattuale offerta dalla dirigenza dei T-Wolves. Alla base di questa decisione sembra annidarsi la forte contrapposizione caratteriale tra il numero ventitre dei lupi e Karl-Anthony Towns (astro nascete dello starting-five di coach Thibodeau), reo di un evidente rigetto verso la leadership imposta sul parquet dal ventottenne texano.

Oltre al conclamato rapporto d’amicizia e stima reciproca che lega Kyrie Irving e Jimmy Butler (22.2 ppg, 5.3 rpg, 4.9 apg e 2.0 spg nel corso dell’utlima regular season), la presenza di coach Brad Stevens rappresenta senza ombra di dubbio la più grande suggestione possibile nelle scelte del giocatore, desideroso di poter prendere parte ad un sistema di gioco corale che fa dell’equilibrio nelle due fasi di gioco la propria carta vincente. La resilienza del TD Garden sembra quindi corrispondere perfettamente allo spirito di competizione richiesto a gran voce da Jimmy G Buckets nella locker room del Target Center.

L’inesauribile agonismo del fuoriclasse dei T-Wolves sembra inoltre l’innesto più congeniale negli schemi del tecnico biancoverde, pronto ad innestare l’energia e il talento del prodotto di Marquette nella solida fase di contenimento dei Celtics, donando contemporaneamente quel killer instinct che è mancato a Boston dopo gli improvvisi forfait di Gordon Hayward (costretto a saltare l’intera stagione NBA dopo pochi minuti dall’esordio in maglia biancoverde) e soprattutto di Kyrie Irving.

La dirigenza dei Timberwolves rimane dunque sgomenta davanti al rifiuto di Butler ad un rinnovo quadriennale da circa 110 milioni di dollari. Pur conservando un anno di contratto per la stagione 2018/19 da 19.8 milioni, la franchigia del Minnesota si vede ora costretta a sondare le offerte provenienti dal mercato, così da scongiurare un beffardo addio da UFA nel corso della Free Agency del 2019. Alla finestra sembrano affacciarsi proprio i Boston Celtics che, secondo il noto giornalista del Chicago Sun-Times Joe Cowley, possono vantare al momento su un vero e proprio jolly: Kyrie Irving. Lontani dalle indiscrezioni dei media americani, le due All-Star si sono confrontate quotidianamente via smartphone, stipulando una chiara alleanza cestistica.

Stando a quanto riportato dallo stesso Cowley, le pressioni congiunte di Jimmy Butler e Uncle Drew potrebbero giungere ad una clamorosa conclusione:

“Diverse fonti all’interno della NBA hanno confermato la presenza di assidui contatti tra Jimmy Butler e Kyrie Irving. L’obiettivo è chiaramente quello di poter giocare insieme tra le fila dei Boston Celtics entro la stagione 2019/20. Con ogni probabilità Danny Ainge tenterà di firmare Butler nel corso di questa finestra di mercato, tuttavia esiste anche la possibilità che la dirigenza attenda la naturale conclusione del contratto al termine della stagione 2018/19".

"Entrambi i giocatori hanno fiducia nelle capacità di Brad Stevens e nelle potenzialità dei Celtics per il prossimo avvenire. A tal proposito, il progetto è quello di costruire un backcourt d’elite in grado di mantenere i biancoverdi al vertice della NBA per un arco di tempo soddisfacente”.

Dalle rivelazioni di Cowley traspare dunque la volontà dei Celtics di rispondere agli ultimi colpi di mercato dei Golden State Warriors (pronti a schierare uno starting-five da All-Star Game grazie alla firma di DeMarcus Cousins) e alla Decision 3.0 presa da LeBron James in favore dei Los Angeles Lakers (evento che ha già portato la firma di numerosi profili, in ultimo Rajon Rondo). Portare Jimmy Butler in Massachusetts è un compito piuttosto arduo anche per un G.M. dalle competenze di Danny Ainge, sopratutto se si tiene conto dell’incedibilità di due prospetti come Jayson Tatum e Jaylen Brown: pensiero ripetuto anche nel corso dei velleitari incontri sostenuti con la dirigenza dei San Antonio Spurs riguardo Kawhi Leonard.

La possibile chiave di volta dell’affare Butler è rappresentata dunque dal valore economico di Marcus Smart, pedina fondamentale nello scacchiere delle contropartite biancoverdi. La point-guard dei Celtics è un RFA di questa Free Agency, fattore che porterà dunque un cospicuo aumento salariale nell’imminente contratto che attende la firma del numero trentasei. Ad oggi il suo stipendio è di 6 milioni di dollari annui ma con ogni probabilità, questa cifra sarà grossomodo raddoppiata, toccando quota 12 milioni circa. Il primo passo per la dirigenza di Boston è quello di ri-firmare il giocatore, spedendolo subito dopo tramite sign and trade a Minneapolis. Insieme a Smart dovrebbe fare lo stesso tragitto Marcus Morris, giocatore attualmente a bilancio per la prossima stagione per 5.3 milioni. A questo pacchetto di contropartite si andrebbe ad aggiungere la pick al 1° giro del Draft 2019 proveniente da Sacramento.

Una proposta valida agli occhi della dirigenza dei T-Wolves, perfettamente consapevole del possibile addio in vista dell’estate del 2019 senza alcun ricavo. Mentre Minneapolis trema davanti ad una probabile diserzione, Boston sogna il proprio All-Star Team, pronta a prendersi la corona vacante della Eastern Conference e a sfidare i giganti dell’Ovest.

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