Chicago Bulls

Chicago Bulls: scocca l'ora di Bobby Portis!

26.02.2018 14:54

Una delle sorprese più piacevoli in casa Chicago Bulls fin qui è sicuramente l'ottima stagione di Bobby Portis. L'ala dell'Arizona, insieme agli altri due giovani Lauri Markkanen e Kris Dunn, sta tenendo a galla la franchigia dell'Illinois (al momento dodicesima nella Eastern Conference) a suon di ottime prestazioni. Insomma, dopo un paio di stagioni al di sotto delle aspettative, Portis sembra aver finalmente trovato la sua dimensione ideale. Selezionato dai Bulls con la 22esima scelta al Draft 2015, ha disputato una rookie season tutto sommato positiva pur avendo avuto pochissimo spazio per poter esprimere appieno le sue potenzialità. Ha giocato, infatti, una media di solamente 17.8 minuti a partita, ma è comunque riuscito a chiudere l'annata 2015/2016 con 7.0 ppg. All'inizio della stagione successiva ha trovato maggior spazio nelle rotazioni di coach Fred Hoiberg, ma sul finire della regular season il suo minutaggio è nuovamente calato.

Ciò nonostante è risultato decisivo nella vittoria di Chicago in gara-1 del primo turno di playoffs contro i Boston Celtics con una performance da 19 punti e 9 rimbalzi. Quel successo si è poi rivelato inutile ai fini della serie (i Bulls persero 4-2 e furono eliminati) ma sembra comunque aver segnato una svolta fondamentale nella carriera del giovane cestista. Nella stagione in corso, infatti, il numero 5 dei Bulls sta viaggiando con 13.0 punti (15.8 nelle ultime 10 partite, quasi il doppio rispetto alla sua media in carriera) e 6.4 rimbalzi di media. Il tutto condito dal career-high da 38 punti (entrando dalla panchina) messo a segno nella sconfitta contro i Philadelphia 76ers di giovedì scorso. Questi numeri, però, non sono frutto del caso, bensì dell'aumento del suo minutaggio in campo. D'altronde Portis è passato dai 15.6 minuti di media dello scorso anno ai 24.8 delle ultime 10 gare dove ha dimostrato di poter essere un elemento importantissimo nella panchina di Chicago. Un concetto che è stato espresso anche da coach Hoiberg:

“Amo l'approccio di Bobby, la sua sicurezza, la sua aggressività”

Coach Hoiberg vede in Portis un sesto uomo, ovvero un giocatore capace di spaccare la partita subentrando dalla panchina. Finora il prodotto dell'Università dell'Arkansas ha mostrato di trovarsi a suo agio in questo ruolo e, almeno per ora, essere o meno nello starting five non sembra importargli più di tanto:

“Non mi interessa essere un titolare finché posso aiutare lo stesso a chiudere la partita. Riesco a dare molto entrando dalla panchina”

Insomma, Bobby Portis vuole giocare ma è comunque consapevole che il bene della squadra viene prima di tutto. Certo che se continua così sarà bene per la squadra farlo giocare il più possibile. D'altro canto il ragazzo ha delle potenzialità incredibili e non vede l'ora di metterle in mostra tutte. Noi, invece, moriamo dalla voglia di gustarcele.

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