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Perchè LeBron James ha scelto Kyrie Irving per il prossimo ASG?

26.01.2018 18:12
Nel pomeriggio di ieri (notte in Italia) la TNT, emittente televisiva statunitense, ha trasmesso per prima le scelte dei due capitani dell'All-Star Game: Stephen Curry e LeBron James. Purtroppo sono state mostrate soltanto le squadre già formate, dato che la lega ha preferito non rendere pubblico questa sorta di draft, così da evitare tensioni con i giocatori scelti per ultimi. Il nuovo format ha comunque avuto molto successo dato che tutti ne stanno parlando (alcuni criticandolo), perché alcune decisioni dei due capitani non sono certo passate inosservate. In particolare, è stato James a finire nell'occhio del ciclone per aver scelto il suo ex compagno, Kyrie Irving, che la scorsa stagione ha richiesto una trade proprio per giocare lontano da James e provare ad affermarsi in un'altra squadra. Molte voci hanno accompagnato la regular season secondo cui il rapporto fra i due, prima molto buono, si fosse spezzato da quando Kyrie ha lasciato Cleveland. Addirittura, un'indiscrezione portata avanti da Joe Vardon di Cleveland.com racconta come Irving avrebbe minacciato la dirigenza dei Cavs di operarsi al ginocchio durante la stagione se non lo avessero scambiato. Non sappiamo quanto ciò possa essere vero, ma a quanto pare a James non interessano le chiacchiere, e lo conferma nell'intervista di poche ore fa:
"Ho soltanto scelto i migliori giocatori possibili. e poter giocare di nuovo a fianco di Kyrie e kevin love è sempre speciale. giusto per avere un altro weekend in memoria dei vecchi tempi in cui giocavamo insieme. kyrie era disponibile, è una delle migliori point guard della lega, per cui è stata una scelta facile per me."
Effettivamente, guardando i due roster, sembra proprio che LBJ non abbia badato a tensioni sentimentali nello scegliere il suo team. Non a caso, sono presenti due ex compagni (e amici) come Kevin Durant e Russell Westbrook, i quali hanno condiviso una lunga esperienza ad Oklahoma City prima che KD si trasferisse a Golden State. Il rapporto tra i due non è certo idilliaco, così come quello fra Durant (sì, ancora lui) e DeMarcus Cousins, incrinatosi più del solito poche settimane fa quando i due sono stati espulsi nel match del 5 dicembre scorso. Ma insomma come ha fatto intendere anche lui, James non si è certo fatto nessun problema di questo tipo, formando quella che sembra la squadra più forte. Attenzione però, perché quello che succederà in campo lo scopriremo soltanto il 18 febbraio in quel di Los Angeles, in occasione della tanto attesa partita delle stelle.

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