Infermeria

I Philadelphia 76ers devono preservare Joel Embiid!

Nonostante le polemiche del giocatore sui social network, i Sixers non vogliono rischiare l'integrità fisica del The Process.

Guido Boldoni
19.04.2018 16:47

La situazione legata all’ infortunio di Joel Embiid, vittima di un reiterato problema nelle ossa orbitali dell'occhio sinistro, è sicuramente uno degli argomenti più caldi di questo 1° turno dei Playoffs. Nonostante il pivot camerunese abbia espresso tutta la sua evidente frustrazione sui social network, c’è da sottolineare che la posizione dei Philadelphia 76ers non può che essere assolutamente condivisibile. The Process è in prospettiva uno dei giocatori più forti dell’intero panorama NBA e i Sixers sanno bene che al di là del risultato dei Playoffs 2018 preservare la salute delle proprie giovani stelle (ad oggi tutt'altro che baciate dalla buona sorte) sia il fattore imprescindibile per il futuro della franchigia.

Vittima di ben due fratture nella sezione orbitale dell'occhio nel giro di 5 anni , i potenziali rischi generati da un nuovo contatto fisico non sono certo da sottovalutare. Una nuova frattura potrebbe infatti compromettere definitivamente la vista del giocatore nella parte sinistra del viso, occludendo i nervi ottici a seguito d una forte instabilità e disconnessione perimetrale della sezione ossea circostante. Ragion per cui  la dirigenza di Philadelphia sta bloccando preventivamente il rientro del giocatore, preferendo al miglior quintetto contro i Miami Heat, la salute di un patrimonio cestistico come Joel Embiid.

Di certo possiamo affermare che gli Heat sono una squadra molto fisica e in match così importanti e competitivi come le singole gare dei Playoffs, il rischio di un eccessivo contatto fisico è altissimo. Tra le altre cose, tra Hassan Whiteside e Joel Embiid non corre buon sangue dopo gli screzi avuti durante la regular season e un'eventuale resa dei conti potrebbe quindi mettere in serio pericolo la salute del giocatore.

Ovviamente c’è una parte dei tifosi che, dopo anni di bassifondi, invoca a gran voce il nome di Embiid per provare ad arrivare quantomeno alla Finali di Conference visto che la fiducia è tanta e gli avversari appaino più che mai in difficoltà.

Joel Embiid, come ricordiamo, ha saltato i primi 2 anni in NBA a causa di un reiterato infortunio che ha successivamente limitato l'avvento del pivot anche nella prima stagione da protagonista sul parquet. Coach Brett Brown si è visto spesso costretto a circoscrivere il minutaggio concesso proprio per permettere un inserimento graduale ad un giocatore dall’enorme talento ma altrettanto incline agli infortuni (basti pensare al suo ultimo anno di college a Kansas). Oggi i Philadelphia 76ers sono all’inizio di un percorso che può portarli in due anni a dominare la Eastern Conference e magari diventare la principale contender grazie a giocatori del calibro di Ben Simmons, Markelle Fultz e lo stesso Joel Embiid. Una possibilità certo ardua da raggiungere ma, considerando le attuali difficoltà dei Cleveland Cavaliers, quantomai realizzabile nel corso di un breve arco di anni .

Oggi Philadelphia può centrare un grande risultato ad Est, alimentando forse i propri sogni di gloria fino alle Finals NBA ma, davanti ad un così promettente avvenire, è necessario chiedersi dunque se l'attuale speranza sia più importante del prossimo futuro che attende questi giovani Sixers. La dirigenza della franchigia, in comune accordo con Brett Brown, sembra aver preso la propia decisone, a prescindere dalla forte volontà di Joel Embiid. L'appuntamento per vedere finalmente The Process in una gara dei PO potrebbe dunque slittare alle Semifinali di Conference, Miami permetendo.

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