Boston Celtics

Boston stringe i denti e guarda avanti: “Non abbiamo nulla da perdere!”

Posti dinanzi agli storici avversari di Philadelphia, la compagine dei Celtics si scrolla di dosso le pressioni e compie il 1° passo verso un confronto destinato a scrivere il prossimo futuro della NBA.

Antonello Brindisi
29.04.2018 15:08

Nonostante la reiterata emorragia interna al roster biancoverde, gli uomini di Brad Stevens continuano a stravolgere i pronostici NBA grazie a quell’ incredibile spirito di gruppo che si è oggettivato a pieno titolo nel tripudio di gara7. Dopo aver spezzato i sogni di gloria dei Bucks con un organico a dir poco decimato, Boston guarda con interesse all’imminente confronto con i Sixers, aprendo dunque il fatidico faccia faccia tra le due prosperose realtà della lega. I vari infortuni subiti nel corso della stagione dalla franchigia del Massachusetts hanno fortemente rivisitato le gerarchie della squadra, catapultando sotto i riflettori le tanto inesperte quanto giovani seconde linee dei Celtics, subito pronte ad affrontare il proprio destino con un formidabile mix di sfacciataggine e spensieratezza cestistica.

Boston sembra quindi pronta a sfruttare la propria emergenza tecnica indossando una sbalorditiva maschera pirandelliana, calandosi dunque nel ruolo di un’ inaspettata outsider dei Playoffs dopo aver iniziato la stagione con la ben più pesante effige di contender della Eastern Conference. Una metamorfosi kafkiana unica nel panorama NBA, figlia della forte risposta d’orgoglio dei Celtics davanti alle defezioni di Kyrie Irving e Gordon Hayward. Una transizione emotiva magistralmente gestita da un attento calcolatore come coach Brad Stevens, il cui più grande merito sembra ad oggi la lungimiranza e la sensibilità nel comprendere il lato umano dei propri giocatori e calarli nel ruolo ad essi più congeniale. Una spensieratezza perfettamente racchiuse nelle parole di Jaylen Brown, recente vittima dell’ennesimo infortunio nel roster biancoverde:

“Non abbiamo nulla da perdere, è questa la nostra forza. Possiamo scendere sul parquet e giocare con la testa sgombra da tutte quelle pressioni mediatiche che accompagnano i principali candidati al titolo NBA. Noi possiamo giocarci le nostre carte senza alcun rimorso, sappiamo cosa ci attende il prossimo anno ma ora abbiamo la grande occasione di guidare le ambizioni del TD Garden senza Kyrie Irving. Abbiamo la possibilità di dimostrare il nostro valore al mondo intero. Tutto questo è fantastico, possiamo ricavare il meglio da questa situazione!”

La chiave emotiva descritta dal giovane alfiere dei Celtics rappresenta, ironia della sorte, la principale forza motrice della rinascita mostrata dai Sixers. Paradossalmente ad oggi, quell’acerbo The Process che ha saputo convertire lo stupore generale in una emozionante ascesa sul parquet, si torva ora a dover affrontare la propria immagine speculare in una serie di Playoffs Uno scontro quindi particolarmente profetico, che sembra prevaricare le attuali ambizioni delle due franchigie, sfociando in una ben più ampia contesa per il dominio della Eastern Conference nel prossimo futuro.

Davanti ad un simile scenario, Brad Stevens può dunque testare l’effettiva validità del proprio sistema di gioco contro un avversario destinato a rappresentare, nell’avvenire, la principale nemesi del proprio corso, rispolverando di conseguenza quella leggendaria rivalità sportiva che ha forgiato la storia delle due gloriose realtà di Philadelphia e Boston. Una rivalità che riecheggia con immutato fervore tanto nel TD Garden quanto nel Wells Fargo Center, impaziente di trovare presto un concreto punto di sfogo. Quell’insperato momento sembra arrivato, proiettando sul campo uno scenario difficilmente ipotizzabile nelle molteplici previsioni della preseason, i 76ers conservano i favori della serie sui Celtics.

Un incredibile sentenza che, per quanto pessimista, rappresenta per la franchigia del Massachusetts un prezioso punto di riferimento sul quale basare il proprio avvenire. Davanti ad uno scenario del genere, il pensiero espresso precedentemente da Jaylen Brown acquista un duplice significato intrinseco, aggiungendo al precedente status di spensieratezza, un preciso messaggio nei confronti dei propri avversari. Un eventuale risposta positiva dei Celtics, privi dei principali interpreti del proprio gioco, sui ben più quotati e compatti Sixers, potrebbe infatti tracciare una prima linea di demarcazione tra i due processi di crescita, consentendo alla dirigenza di Boston di poter programmare accuratamente la rincorsa al titolo NBA del 2018/19.

I vertici della NBA, come mostrato dalla assidua presenza del Commissioner Adam Silver nei vari incontri del 1° turno disputato dai Celtics, sono pronti ad osservare con nutrito interesse il risveglio di quest’antica rivalità dell’Est. Trascinato dalla grande prestazione offerta nel corso del 1° turno dei Playoffs, è Terry Rozier ha concludere la discussione aperta da Jaylen Brown, mostrando con sentito orgoglio e altrettanta ingenuità, quell’incredibile trance agonistica che sembra aver pervaso le fila dei Boston Celtics:

“Noi siamo qui e siamo convinti di poter arrivare in fondo a questa competizione. Non miporta chi scende in campo, facciamo parte di un’unica famiglia che lavora senza tregua per costruirsi un futuro ricco di soddisfazioni. Siamo giovani e stiamo vivendo un sogno, non guardiamo alle assenze perché possediamo la chiave per il successo. L’empatia che caratterizza questo gruppo è incredibile e difficilmente replicabile. Tutti noi sappiamo di dover dare quel qualcosa in più per rimediare alle assenze di Kyrie e Gordon ma questa consapevolezza ci rende liberi di poter tentare”.

“Sono gli altri che si devono preoccupare di noi, non il contrario! Abbiamo già oltrepassato le aspettative risposte in ogni singolo giocatore di questa squadra quindi possiamo solo migliorarci. Le altre squadre invece rischiano di deludere le aspettative davanti alle difficoltà mostrate contro di noi. Questa è la nostra forza!”.

Davanti ad una serie di Playoffs priva di eccessive pressioni mediatiche, i Boston Celtics sono pronti a ribaltare il confronto emotivo con i Philadelphia 76ers facendo forza sull’entusiasmo donato dal TD Garden e la spensieratezza cestistica dei giovani interpreti biancoverdi. Due fattori che con ogni probabilità risulteranno determinanti sin dalla prima sfida della serie in programma questa sera tra le mura amiche dei biancoverdi. Le due scuole di pensiero portate avanti da Brad Stevens e Brett Brown sono dunque pronte all’inevitabile collisione, entrambe intenzionate a porre la propria firma a capo delle future gerarchie della Eastern Conference.

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