Ovest

Steve Kerr striglia Golden State: "Così perdiamo la nostra dignità!"

Antonello Brindisi
01.02.2018 14:14
La sconfitta rimediata dai Golden State Warriors nel corso della trasferta alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City (gli Utah Jazz si sono imposti con il netto punteggio di 129 a 99) ha consegnato forse la prestazione più deludente della stagione dei Dubs, infiammando "come benzina sul fuoco" l'animo di Steve Kerr. Il virtuoso tecnico dei californiani non ha certo digerito la risposta emotiva dei propri giocatori, lanciando un tanto rabbioso quanto inedito "campanello d'allarme" nella locker room degli attuali campioni in carica. Un passo falso non propriamente consono al flusso di gioco messo in atto con estrema costanza dallo "stellare" starting-five su cui può contare la franchigia della Baia di San Francisco. Seppur fisiologicamente consona (dato il record stagionale di 40 vittorie e 11 sconfitte, l'interruzione della win-streak a sole tre vittorie è pienamente giustificato), la roboante debacle subita contro gli Utah Jazz non può essere archiviata come un semplice "incidente di percorso" a causa di molteplici fattori sia di carattere tattico che emotivo. Golden State è infatti apparsa estremamente inefficace nella fase di contenimento, le difficoltà mostrate dall'ultimo detentore del Defensive Player of The Year Draymond Green (il leader emotivo dei Dubs ha terminato la propria prestazione con un deludente -23 di plus/minus complessivo) sono probabilmente la rappresentazione esaustiva dello scarso agonismo messo sul parquet dagli Warriors, propensione che ha permesso a Utah di terminare in vantaggio ogni quarto della sfida (i Dubs avevano registrato un distacco di 13 punti all'intervallo senza però offrire la consueta risposta nel secondo tempo e terminando così l'incontro con un gap di 30 punti). La serata "poco fortunata" al tiro di Stephen Curry (4 su 13 dal campo, 30.8%) e Kevin Durant (5 su 13 il suo score, 38.5%) ha così oscurato la vena realizzativa mostrata da Klay Thompson (l'unica stella a brillare nella serata degli Warriors grazie ad un ottimo 12 su 17 a canestro, 70.6%), condannando la franchigia californiana ad una "sanguinosa" sconfitta. Un'irrealistica difficoltà a canestro testimoniata, tra i tanti dati a disposizione, dalle deficitarie percentuali dall'arco dei tre punti (20% la media realizzativa della squadra). Una propensione emotiva del tutto riluttante, priva di qualsiasi sentore di coinvolgimento emotivo e spirito di sacrifico. Davanti alla superficialità mostrata dalla propria squadra, Steve Kerr ha reagito con forza ed emotività professionale nel corso dell'intervista di rito del postpartita, apostrofando duramente i giocatori e mettendo in risalto le caratteristiche principali di quella "filosofia del basket" appresa a San Antonio dal proprio mentore Gregg Popovich (clicca qui per saperne di più). Così come mostrato dall'head coach dei nero argento, Steve Kerr ha attaccato pubblicamente i propri uomini con l'obiettivo di smuovere l'orgoglio dei singoli tramite delle pesanti considerazioni:
"Siamo stati ridicoli, abbiamo giocato senza il cuore e il risultato ci ha pesantemente ridimensionato. Quello che ho visto questa sera è una squadra che si è fatta prendere a calci in culo dal primo minuto della partita, una vergogna. Siamo i campioni in carica e abbiamo il dovere di onorare il nostro status, ma giocando in questa maniera possiamo solo che perdere la nostra dignità. Ripeto, abbiamo assistito ad una partita ridicola senza intensità in difesa e senza mordente in attacco...avevamo le sembianze di gusci vuoti senza un'anima".
Vedremo se le parole del proprio allenatore sortiranno l'effetto sperato nell'animo dei campioni in carica, pronti ad offrire una versione totalmente opposta alla squadra velleitaria ed approssimativa vista nella trasferta di Salt Lake City. La risposta probabilmente arriverà venerdì sera nel corso della sfida in programma all'Oracle Arena contro i Sacramento Kings. Una partita inizialmente comune ma che, alla luce dei fatti odierni, sembra potersi trasformare nella "moneta di Giano" della stagione di Golden State. Sarà quindi la "coscienza di gruppo" a tracciare il sentiero dei Dubs, pronti a sconfiggere i propri limiti e a confermarsi ancora una volta sul tetto del mondo.

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