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Marco Belinelli sta sorprendendo anche se stesso

15.11.2017 16:41
Verso fine settembre avevamo avuto l’intuizione di accostare Marco Belinelli ad un ottimo Sangiovese di Romagna, come a dire che il campione nostrano più “invecchia” e più diventa “buono”, proprio come il vino che si produce nella sua terra nativa (clicca qui). A 31 anni compiuti Il Beli è giunto alla sua undicesima stagione NBA e sta sorprendendo tutti, forse anche se stesso, sotto la sapiente guida di Mike Budenholzer, coach degli Atlanta Hawks. Nelle 14 gare sinora disputate, Marco Belinelli sta facendo registrare il suo massimo in carriera per punti segnati (12.3 di media), assist (2.3 di media), palle rubate (1.3 di media), percentuale dalla lunga distanza (46.1%) e percentuale dalla linea del tiro libero (91.3%), a dimostrazione di una raggiunta maturità cestistica, ma anche personale. Noto soprattutto per essere mortifero al tiro, anche quando è costretto a prenderlo in condizioni di precario equilibrio, in questo inizio di stagione Belinelli sta altresì mostrando una spiccata attitudine difensiva, come dimostrano, tra le altre cose, le 1.3 palle rubate di media a partita (considerando che la sua media in carriera è 0.6). Pur uscendo dalla panchina, coach Mike Budenholzer sta impiegando Marco Belinelli per 26.0 minuti di media a partita (quarto assoluto negli Hawks) e l’Italiano lo sta ripagando con le statistiche sopracitate, che nello specifico lo classificano di squadra al quarto posto per punti segnati, al terzo posto per assist, al sesto posto per palle rubate, al secondo posto per percentuale dalla lunga distanza (considerando chi ha giocato almeno 10 partite) e al primo posto per percentuale dalla linea del tiro libero (considerando chi ha giocato almeno 10 partite). Molti ricorderanno come nella stagione 2013/2014 (la sua prima tra le fila dei San Antonio Spurs) Marco Belinelli sia stato invitato a partecipare all’All-Star Game nella gara del tiro da 3 punti, forte di una percentuale stagionale dalla lunga distanza pari al 43.0% (fino ad oggi suo massimo in carriera). Sappiamo benissimo, inoltre, come quella gara andò a finire, con uno strepitoso (e per certi versi incredulo) Belinelli che sconfisse allo spareggio finale il più quotato Bradley Beal. Alla luce della strepitosa percentuale che Il Beli sta attualmente tenendo da dietro l’arco dei 3 punti non è assolutamente remota, quindi, la possibilità che venga invitato a partecipare alla gara del tiro da 3 punti del prossimo All-Star Game, che si terrà a Los Angeles dal 16 al 18 febbraio del prossimo anno. Sognare è lecito, ma prima occorre mettere i piedi ben saldi a terra, perché per quanto la stagione di Marco Belinelli sia stata sin qui straordinaria, è pur vero che la sua squadra sta affrontando una stagione piuttosto negativa (record di 2 sole vittorie e ben 12 sconfitte), dove, per l’appunto, l’impatto del giocatore nativo di San Giovanni in Persiceto rappresenta una delle poche note positive della stagione. Se, come sembra, gli Atlanta Hawks non dovessero qualificarsi per i prossimi playoffs sarebbe un vero peccato per Marco Belinelli veder sfumare la possibilità di giocare una delle sue ultime postseason da protagonista. Al momento il nostro Marco sembra essere felice nel suo ruolo di “chioccia” dei giovani Atlanta Hawks, ma è pur vero che in NBA gli scambi sono sempre dietro l’angolo, quindi chissà se il nostro Marco non approdi alla corte di una contender?!

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