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Lauri Markkanen: il rookie che ci stupirà tutti!

29.10.2017 15:06
Siamo a Vantaa, Finlandia, 2007. Un ragazzino sul "cemento" appena fuori casa , sta spalando la neve per poter finalmente giocare a basket e ricevere qualche insegnamento dal padre Pekka Markkanen:  atleta che ad Helsinki e non solo, ha mostrato di saper giocare a pallacanestro più che dignitosamente. Il piccolo Lauri spera proprio che qualche blocchetto di ghiaccio rimasto attaccato sul campetto non fermi il suo allenamento, fondamentale per mostrare al padre la propria capacità al tiro (sebbene abbia solo 10 anni). In realtà Lauri Markkanen non poteva chiedere di meglio che crescere in un ambiente tanto amichevole quanto asfittico per poter maturare lentamente il proprio talento cestistico. Il ragazzo è infatti cresciuto molto lontano da quei quartieri difficili e ostili come Inglewood o il Bronx (tanto per citarne due a caso), background che purtroppo accomuna una gran parte delle giovani promesse d'oltreoceano, vivendo di conseguenza una crescita, non solo cestisticamente parlando, graduale e senza troppe pressioni. In pochi anni Markkanen si ritrova dall'essere un semplice ragazzino di 180 centimetri all'essere alto circa 213 centimetri. In una piccola cittadina come Vantaa (paese con circa 200 000 abitanti) l'associazione sportiva di basket non poteva che credere in lui. Così Lauri iniziò a circa 18 anni, ad addentrarsi nel vero mondo della palla a spicchi. All'Europeo U20 arriva il "primo squillo" della propria carriera, grazie ad un torneo giocato con l'apporto di 25 punti e 8 rimbalzi di media a partita. La chiamata dal basket d'oltreoceano non tarda certo ad arrivare: nel 2016 gli Arizona Wildcats selezionano il talento finlandese, reduce da due stagioni con la ToPo Helsinki. Nel suo unico anno da rookie, Markkanen viaggia con la media di 15 punti e 7.2 rimbalzi a partita, aiutando la propria squadra anche dall'arco dei tre punti con un 40% di realizzazione e riuscendo così a trascinare i suoi Wildcats fino ai quarti di finale della March Madness (sfida successivamente persa contro Xavier University) La chiamata dalla NBA arriva  puntuale "come un orologio svizzero" e, nella notte del 23 Giugno 2017, i Chicago Bulls (tramite i diritti acquisiti dai Minnesota Tiberwolves nell'affare Jimmy Butler) selezionano con la settima scelta assoluta Lauri Markkanen, con l'intento di affidare la propria rebuilding ad un gruppo di giovani profili di valore come il promettente finlandese. Senza dubbio una conclusione imprevedibile, influenzata certamente dalla volontà del coach dei T-Wolves Tom Thibodeau, allenatore fermamente deciso ad implementare l'ascesa dei talentuosi Karl-Anthony Towns e Andrew Wiggins con il supporto di un "All-Star" già certo: Jimmy Butler. Di conseguenza ad oggi, tutti gli abitanti della Windy City e i nostalgici di Michael Jordan e Derrick Rose possono godersi questo talento puro, protagonista di avvio decisamente entusiasmante. Nelle prime 4 gare disputate infatti, Lauri Markkanen in 34 minuti ha viaggiato a 15.8 punti, 10 rimbalzi di media, tirando con un pazzesco 40% da tre punti con 7.5 tentativi da oltre l'arco. Ovviamente i dati sono assolutamente da prendere "con le pinze" dato che il talentuoso ventenne è agli albori della propria carriera in NBA. La difesa di Lauri è molto spesso troppo rinunciataria, mostrando una struttura fisica "undersize" che non gli permette di difendere e attaccare in post contro i grandi rimbalzisti della NBA. Se dovesse "mettere su" un po' di massa muscolare, parleremmo di un giocatore ancor più completo. Intanto nello stato dell'Illinois, tutti i tifosi dei Bulls sono pronti a coccolarsi Lauri Markkanen. In un presente molto probabilmente avaro di soddisfazioni, Chicago può quindi guardare al futuro con un pizzico d'entusiasmo in più, certa di poter contare nei prossimi anni su un giocatore dalle grandi prospettive.

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