Timeout

TIMEOUT | Rajon Rondo: lo scienziato prestato al basket

Un talento che ha sempre diviso le folle, tra chi ne riconosce il genio e chi invece ne critica l'irrazionalità...

Alberto Pacini
17.07.2018 13:32

New Orleans, 27 dicembre 2017.

Come ben sappiamo, l'NBA non si ferma mai, per questo motivo anche nei giorni immediatamente successivi alle feste natalizie, come in questo caso, si ha la possibilità di assistere allo spettacolo del basket americano. La partita che sta per andare in scena non è esattamente la sfida più emozionante dell'anno, per usare un eufemismo, ma il pubblico di casa è comunque ben presente per far sentire il proprio calore.

I Brooklyn Nets, dopo un inizio anno disastroso, si preparano già a regalare un'altra ottima scelta al prossimo Draft ma soprattutto non sembrano assolutamente in grado di fermare i Pelicans delle due torri Cousins e Davis. La gara, come previsto, si rivela senza storia e saltando nell'ultimo quarto ci ritroviamo col risultato di 110-86 e poco meno di sei minuti da giocare. Dopo l'ennesimo semplicissimo appoggio regalato dalla difesa ospite stavolta a Jrue Holiday, il quale ringrazia ed incrementa il vantaggio di altri due punti, uno sconsolato Atkinson richiama i suoi in panchina, chiamando TIMEOUT!

Il morale delle due squadre è ovviamente agli opposti, da una parte i giocatori che a capo chino cercano di ascoltare il loro coach, dall'altra una serie di high-five e di pacche sulle spalle tra sorrisi e grida di incitamento. Effettivamente la partita per i padroni di casa sta andando nel migliore dei modi, con quattro dei cinque giocatori partiti in quintetto abbondantemente sopra la doppia cifra. Anthony Davis a quota 33, DeMarcus Cousins a 27, 20 anche per Jrue Holiday e 'solo' 18 per E'Twaun Moore.

Quindi si parla di AD? Ah no? Allora di DMC? No, neanche. La nostra attenzione cade incredibilmente sull'unico giocatore in quintetto che non ha raggiunto i dieci punti. Precisamente di punti ne ha fatti solamente 2, ed il suo nome è Rajon Rondo. Egli rappresenta la straordinaria dimostrazione di come lontano dai riflettori si possa incidere tanto quanto qualsiasi altra superstar.

La sua storia parte da lontanissimo, esattamente da Louisville, un paese situato a est degli Stati Uniti, nel Kentucky. La strada si fa subito in salita per il piccolo Rajon, quando il padre decide di abbandonare lui ed i suoi tre fratelli unicamente nelle mani della madre. Già la situazione economica non era delle migliori, ma dopo la fuga del marito, mamma Amber si ritrovò davvero in grande difficoltà. Per riuscire a crescere i ragazzi, dovette irrigidire i suoi turni in fabbrica fino a non essere praticamente mai a casa.

Amber continuò a lavorare finchè tutti i figli non arrivarono alle scuole superiori, di modo da riuscire a garantirgli un futuro. Rajon era largamente il più introverso di tutti, con un carattere molto particolare. Dimostrava infatti un'intelligenza fuori dal comune, che grazie alle sue mani molto più grandi del normale, gli garantirono la chiamata degli allenatori della squadra di baseball e di football della scuola. Come quarterback era fenomenale, disegnando delle traiettorie perfette per i ricevitori, ma anche come lanciatore faceva faville, rendendo i suoi lanci imprendbili.

Fortunatamente dopo un primo periodo, anche il coach della squadra di basket si rese conto del talento di quel ragazzo e decise di chiamarlo in squadra. Dopo i primi allenamenti di prova, Rondo si innamorò del basket e decise di mollare qualsiasi altro sport per dedicarsi completamente alla palla a spicchi. In brevissimo tempo iniziò anche a giocare le partite di campionato, ed ancora più velocemente a deciderle.

Se per gli spettatori sugli spalti e per i compagni era un idolo, per il coach della squadra lo era molto meno. Spesso infatti, Rajon leggeva il gioco molto prima di chiunque altro ed imponeva il suo ritmo alla gara, mettendo da parte le direttive dell'allenatore. La squadra andò 38-0 in stagione e quell'indisciplinato playmaker fece registrare il record scolastico di assist, ma il coach desiderava solo che lui se ne andasse.

E lo farà, perché arriverà il momento del college, dove Rondo non potè che scegliere Kentucky, tornando di fatto a casa. La stessa identica situazione si riproporrà anche lì però, con coach Bibby che sarà costretto a litigare molteplici volte con Rajon proprio per gli stessi motivi, accusando la sua point-guard di non impostare le azioni offensive in maniera ordinata e razionale. La sua eccessiva intelligenza in campo gli stava dando non pochi problemi, ma Rondo sembrava sempre più sicuro di ciò che stava facendo, ed i numeri gli davano nettamente ragione.

Dopo le controverse esperienze scolastiche e collegiali, arriva finalmente il momento dell'NBA. I Phoenix Suns lo draftano alla numero 21 e lo scambiano immediatamente con i Boston Celtics, che in brevissimo tempo si renderanno conto di avere tra le mani qualcosa di veramente grande. Gli anni al TD Garden saranno i migliori della sua carriera, guidando anche i biancoverdi ad un clamoroso titolo ai danni dei Lakers di Kobe Bryant.

I 'big 3' Pierce, Allen e Garnett vennero giustamente osannati dai tifosi, ma è anche necessario ammettere che il vero motore di quella squadra e motivo per cui arrivarono a vincere fu proprio Rondo. Purtroppo in seguito quei Celtics si sfaldarono ed il nostro Rajon rimase praticamente da solo.

Nel corso di quegli anni, Brian Scalabrine si ritirò ed entrò a far parte dello staff di Golden State. In una partita proprio contro Rondo e compagni, il numero 9 biancoverde dette ancora una volta una grandissima dimostrazione della sua smisurata intelligenza. Durante l'esecuzione di due tiri liberi, l'head coach dei Warriors Mark Jackson chiama uno schema denominato '42 cross' per il possesso successivo.

Rajon, che era proprio accanto alla panchina, si gira di scatto e sussurra '42 cross, 42 cross...' fissando nel vuoto. Dopo qualche secondo se ne uscì con 'Voi non avete quella giocata' e ridacchiando se ne torna nella metà campo difensiva. Aveva ragione, quello schema era solamente un bluff per confondere i Celtics, ma l'estrema intelligenza e l'incredibile studio dei particolari di Rondo avevano buttato tutto all'aria.

Dopo Boston solamente un lungo peregrinaggio tra Dallas, Chicago, New Orleans, per citarne alcune, e una carriera che sembra indirizzarsi verso una triste fine anticipata. Anche in questi anni però, Rondo non abbandonerà mai le sue abitudini e la sua etica del lavoro. Le sue cinque docce nei giorni delle partite rimarranno un rito immancabile, e la sua incredibile voglia di vincere lo porterà, dopo ogni cambio di casacca, a chiedere immediatamente i filmati di ogni singolo giocatore nel roster, di modo da studiare ed imparare a memoria i movimenti e le tendenze di ogni compagno.

Adesso però, il suono rimbombante della sirena ci comunica che il timeout è finito, e che dobbiamo lasciar rientrare in campo Rajon con i suoi compagni. I suoi Pelicans vinceranno largamente segnando ben 128 punti, ma nel tabellino finale il nostro protagonista farà segnare solamente 2 miseri punti. Grave, gravissimo errore fermarsi a quella statistica, perché scorrendo tra i suoi numeri si può notare come quella sia la sua miglior partita dell'anno.

 Con 25 assist ha appena frantumato il record di franchigia e riscritto la storia di New Orleans, ma esce dal campo comunque come un operaio che ha appena finito il turno di lavoro, probabilmente voglioso di andarsi a fare la sesta doccia giornaliera. Un giocatore che si può amare o odiare, ma che senza ombra di dubbio rimarrà nella storia del Gioco.

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