Ovest

Durant non cerca scuse: “Devo essere più calmo”

Federico Guido
06.12.2017 14:28
A chi è capitato di guardare le partite dei Golden State Warriors quest’anno non sarà sfuggito, oltre agli abituali cali di tensione che accompagnano e si alternano sistematicamente ai parziali di pura onnipotenza cestistica che caratterizzano le performance dei campioni NBA in carica, l’eccessivo e apparentemente ingiustificato nervosismo che, sottoforma di espulsioni, sta serpeggiando tra quelli della Baia. Livingston, Curry, Durant: tutti di recente, nelle ultime uscite, hanno trovato il modo di farsi mandare anticipatamente sotto la doccia, a volte protestando direttamente con gli ufficiali di gara, a volte rimanendo vittima delle provocazioni e della malizia dei rivali di giornata. È questo ad esempio il caso di KD35, espulso nel finale dell’ultimo match contro i Pelicans per essersi invischiato in un battibecco con DeMarcus Cousins, un altro che propriamente, a livello di trash talking, non le manda a dire. Per il nativo di Washington è arrivata così la terza espulsione in diciotto gare disputate, un numero spropositato se si pensa che prima di questa stagione in 10 anni di carriera Durant era stato spedito negli spogliatoi dagli arbitri solo una volta. Un comportamento in generale davvero poco degno per l’ultimo MVP delle Finals che ieri ha tenuto a chiarire la situazione e fare il punto sul suo atteggiamento tenuto in campo finora, deponendo apparentemente l’ascia di guerra:
Devo essere più concentrato, rimanere più calmo. Non posso permettere a nessuno di togliermi dal mio gioco. Sono nella lega da diverso tempo e specialmente uno come Cousins sappiamo quanto sia esuberante ed emotivoSappiamo che gioca in quella maniera e per questo non posso farmi coinvolgere. Lui è quello che è, io devo essere io”.
Queste le parole pronunciate dall’ex Oklahoma City Thunder riguardo a quanto successo nei secondi finale del match dello Smoothie King Center, dove per fortuna di Golden State l’espulsione non ha influito sul risultato finale, come del resto accaduto anche in occasione degli incontri contro i Magic (vittoria) e Grizzlies (sconfitta). Una situazione questa che, pur restando grave quanto fatto da Durant, lo stesso giocatore ha voluto sottolineare mostrandosi, pur nella cattiva condotta, piuttosto lucido:
Ogni volta che son stato espulso mi sono assicurato che fossimo a fine gara. Non ho creato casini come invece sarebbe successo nel primo o nel secondo quarto: se voglio fare qualcosa mi assicuro di essere a fine partita”.
Di certo, da qualsiasi cosa sia dettato il nervosismo, non è questo il Durant che piace ai tifosi e così, sperando di vederlo finalmente più tranquillo, non resta che osservare con curiosità le prossime gare degli Warriors e chiedersi: riuscirà KD a concentrarsi solo sul gioco?

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