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Indiana scalda i motori: il futuro è già in casa?

05.11.2017 18:56
Nonostante un mercato estivo che sembrava aver ridimensionato le aspettative per il proprio futuro, gli Indiana Pacers (contro ogni pronostico) sono riusciti a rinnovare con successo il proprio roster . Coach Nate McMillan era stato infatti costretto a salutare il 54% dei minuti giocati nella stagione 2016-2017, rinunciando contemporaneamente a Paul George, Jeff Teague e Monta Ellis: praticamente il "cuore pulsante" della franchigia. Lo spettro di una lunga e difficile rebuilding era quindi già pronto a posarsi sulla Banker Life Fieldhouse ma le grandi prestazioni di Vicotor Oladipo e Domantas Sabonis (giocatori arrivati in estate tramite la trade che ha spedito PG13 ad Oklahoma City), unite alla conferma del promettente Myles Turner (profilo ritenuto incedibile dalla dirigenza) sembrano poter oltrepassare il fatidico "anno zero", consegnando alla platea di Indianapolis una squadra già pronta ad essere protagonista nella caotica corsa alla post season tutt'ora in corso nella Eastern Conference. Privi dei continui isolamenti di PG13, i Pacers stanno ribaltando i pronostici attraverso un gioco solido e ben diverso da quello messo in mostra nella scorsa stagione. Indiana ha infatti aumentato esponenzialmente la velocità del gioco, sviluppando particolarmente un efficace gioco in transizione ed una ricerca spasmodica dei fast break point, rinunciando alla gran parte dei tiri in isolamento ricercati nel recente passato. Il numero di possessi recitava infatti nella scorsa stagione una media di 98.1 possessi per partita mentre in questo avvio di stagione, la percentuale è drasticamente aumentata con una media di 103.1. Tutto questo non solo ha creato un maggiore flusso di gioco ma anche garantito una maggiore probabilità di andare a canestro e far avanzare il punteggio. I ragazzi di McMillan infatti sono nella quinta posizione della lega per punti realizzati con il 111.2 %. Il loro attacco in sostanza, funziona statisticamente meglio di realtà come OKC, Detroit, Boston e Houston. Note meno liete arrivano dalla difesa che, con 105 punti subiti a partita può e deve sicuramente migliorare dato che il rim-protector della squadra, Myles Turner, ha potuto prendere parte solamente a due partite in queste prime tre settimane di NBA a causa di una commozione celebrale (ad oggi il problema è stato risolto, con il giocatore che è già tornato in campo nella sfida persa due giorni fa contro i 76ers).  I Pacers stanno infatti attuando un gioco conforme a quelle che la nuova filosofia del gioco, riguardo ad esempio il tiro oltre l'arco dei 3 punti: caratteristica tattica in cui la squadra di McMillan è piuttosto attenta ad osservare i propri doveri. Di conseguenza, gli Indiana Pacers "sacrificano" un' adeguata copertura del pitturato per negare il più possibile le conclusioni dall'arco degli avversari, caratteristica che costringe i giallo-blu a concedere oltre i 50.9 punti a partita, statistica in cui solo gli Orlando Magic (altra franchigia rivelazione di questo inizio stagionale) riescono a far peggio con una media di 51.3. I risultati di Indiana quindi sono principalmente dovuti al gioco corale che tutti i giocatori stanno cercando di praticare sul campo. Se però da un lato il gruppo risulta la causa principale di queste vittorie, l'individualità di alcuni giocatori va assolutamente ribadita e sottolineata, poichè risulta parte integrante degli iniziali successi di questa squadra. Aspettando quindi il definitivo apporto e ritorno di Myles Turner (11 pts; 9 reb; 1 stl; e 3 blk; per lui nel riotno in campo contro Philadelphia), McMillan può intanto coccolarsi le prestazioni di Oladipo e Sabonis. Il primo sta viaggiando a 24 punti di media con il 49% da tre punti ed in 32 minuti per partita, candidandosi così al Most Improved Player dell'anno mentre il figlio di Arvydas, ha soli 21 anni, sta viaggiando con una doppia doppia di media da 13 punti e 10 rimbalzi. I tifosi dei Pacers possono quindi essere ben soddisfatti di questo avvio. Forse il più preoccupato in questo momento è Sam Presti, il G.M. dei Thunder che durante il mercato ha fin troppo sottovalutato Oladipo e Sabonis. La domanda fatidica resta però sempre la stessa: riusciranno questi Pacers ha mantenere la solidità e la fiducia nei propri mezzi mostrata in questo avvio di stagione? Se gli uomini di McMillan sapranno rispondere positivamente a questa domanda i Playoffs potrebbero non rappresentare più una chimera.  

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