Toronto Raptors

Anunoby e Kuzma: gli steal of the draft a colpi di career high!

Federico Guido
22.12.2017 18:05
Ventisette e Ventitre uniti, nella stessa notte, dal medesimo destino. Il primo è il numero della scelta con cui all’ultimo draft NBA è stato selezionato Kyle Kuzma, numero 0 dei Los Angeles Lakers, salito prepotentemente alla ribalta nelle ultime ore per la performance balistica messa a segno nella vittoria 122-116 sul campo degli attuali numero uno della lega, gli Houston Rockets. I 38 punti (arrivati anche grazie ad un brillante 7/10 dall’arco) con cui ha fermato la striscia vincente di 14 successi di James Harden e compagnia non solo hanno ulteriormente aumentato il numero e il tono entusiasta dei suoi estimatori, ma più concretamente hanno rappresentato per il prodotto di Utah anche il proprio career high, ovvero quella che può essere considerata la prima e importante tacca del proprio percorso di crescita nella lega. Il caso ha voluto che molto più in sordina e lontano dai riflettori anche un altro atleta abbia messo a segno, a distanza di poche ore, il proprio personale record di marcature, a una latitudine e contro un avversario decisamente meno nobili e affascinanti cestisticamente parlando del Texas e dei Rockets. Il riferimento è ai 20 punti messi a referto da Og Anunoby in Nord Carolina contro Charlotte, avversario giovedì notte di quei Toronto Raptors che hanno selezionato il ventenne da Indiana con la pick numero 23 a giugno. Entrambi quindi prodotti usciti dalla stessa classe del draft, Kuzma ha dovuto convivere quasi fin da subito con aspettative diverse e più alte rispetto al collega finito in Canada per via della stellare Summer League dove, volente e nolente, in ogni caso è riuscito a mettersi subito sulla mappa. Anunoby invece, arrivato ai Raptors con la nomea e le stimmate del buon difensore (e in questo il fisico e la sua apertura alare di 220 cm hanno sicuramente influito), progressivamente sta dimostrandosi capace di ritagliarsi uno spazio ed avere un peso anche nella metà campo offensiva, dove nel mese di dicembre il numero 3 canadese sta risultando particolarmente efficiente. Il career high contro gli Hornets in questo senso rappresenta nient'altro che la ciliegina su una torta costruita con grande determinazione da Og gara dopo gara. Dai 6.6 punti di media in poco più di 19 minuti di utilizzo a novembre infatti Anunoby, dal primo del mese corrente, ha incrementato la propria produzione a quasi 9 punti di media tirando con un pazzesco 57.6% da tre punti, statistica questa che lo rende automaticamente il terzo giocatore di tutta la lega per percentuale nel tiro pesante fra coloro che in 25 o più minuti sul parquet tentano almeno 3 conclusioni di media a gara. Questo combinate a quelle spiccate doti difensive fondate su un talento fisico-atletico già piuttosto evidente stanno trasformando il giovane nativo di Londra in una chiave per il successo dei Raptors in entrambe le fasi di gioco. Un assunto questo che può trovare supporto nella differenza delle cifre prodotte dalla franchigia canadese con e senza di lui in campo: la sua presenza sul parquet infatti consente ai canadesi di realizzare 117 punti su 100 possessi (offensive rating più alto fra i giocatori di Toronto con più di 200 minuti giocati finora), di subire 98.5 punti su 100 possessi (terzo valore in squadra) per un net rating di 18.6 (primo). Numeri ovviamente positivi che vengono confermati anche quando si guarda a come e quanto Anunoby riesce a influire sui propri compagni quando schierato in campo. A proposito basta evidenziare come tre dei migliori cinque quintetti dei Raptors per punti subiti su 100 possessi vedono il giovane inglese sul terreno di gioco e come tre degli stessi cinque risultino anche i migliori per net rating. La voce che però fra tutte sta sorprendendo maggiormente in questo magico dicembre fin qui per Og è quella che riguarda il tiro da tre, fondamentale in cui in soli tre mesi tra i pro il giovane inglese ha mostrato i progressi più evidenti tanto da valergli da parte dei leader della squadra, DeMar Derozan e Kyle Lowry, l’amichevole soprannome di “Ray Allen”. Cosa che, se da un lato ovviamente non rappresenta più che uno bonario scherzo da parte dei suoi due compagni, dall’altra non può che stimolare il numero 3 biancorosso, il quale anche da quanto dichiarato alla stampa (“Sia all’high school che al college, sapevo tirare, ero bravo. Sono calato alla fine della mia carriera universitaria a Indiana, ma continuavo a sapere di esser in grado di tirare”) ha sempre avuto e continua ad avere fiducia nel suo tiro. Un elemento, la fiducia, che non manca certamente anche al suo compagno al draft, Kuzma, chiamato quattro scelte dopo di lui: entrambi, se continueranno a lavorare sul proprio gioco e a mostrare la stessa confidenza e voglia di emergere di questo periodo, c’è da aspettarsi che abbiano un impatto sempre maggiore per le proprie franchigie non solo nel presente, ma anche nel futuro più prossimo, che per tutti e due si annuncia decisamente roseo, in fondo, lo possiamo annunciare già da adesso: sono loro le steal of the draft di questa stagione di NBA.

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