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Omri Casspi e il sorriso ritrovato grazie a Steve Kerr

09.11.2017 18:04
Questa notte i Golden State Warriors sono riusciti a piegare la resistenza dei Minnesota Timberwolves nonostante l'assenza di uno dei giocatori più forti della squadra, ovvero Kevin Durant. Quando manca un top player del genere è evidente che in molti dalla panchina sono pronti a vedere il proprio minutaggio aumentato, e devono dimostrare al coach di valere un posto nella rotazione. Fra coloro che sono riusciti in tale obiettivo, almeno per il momento, rientra sicuramente Omri Casspi, ala tiratrice (ma non solo) arrivata proprio quest'estate. Stanotte Casspi si è guadagnato 20 minuti ed ha decisamente ripagato la fiducia di Steve Kerr. 13 punti, 3 rimbalzi, 3 stoppate, 2 palle rubate e un assist sono i numeri di Omri che però non bastano, come spesso accade, a definire il suo impatto sul match. Ovviamente il suo plus-minus è positivo (+9), ma se molti pensavano che fosse un giocatore utile soltanto per tirare da tre punti, in queste settimane ha fatto vedere anche altro. Infatti non ha quasi mai sofferto il talento offensivo di Wiggins e compagni in fase difensiva, potendo quindi restare in campo più a lungo e mettendosi in ritmo in contropiede. Inoltre, è molto intelligente nel muoversi senza palla e spesso viene pescato dai compagni mentre taglia, potendo concludere a canestro per due punti facili oppure riaprire per un compagno libero. Le sue parole su quest'inizio di stagione non possono che essere positive, in particolare per un allenatore che è riuscito a valorizzarlo, anche perché Kerr sa come ci si comporta con i giocatori che escono dalla panchina, vista l'esperienza avuta ai Bulls di Jordan.
"Non riesco neanche a spiegarlo. E' la prima volta per me, lui sa davvero come prendermi. Quando arrivi in una squadra abituata a vincere titoli come questa sai a cosa vai incontro, ed è veramente importante per me come individuo avere una relazione simile con l'allenatore. Penso che lui mi abbia capito fino in fondo. E' veramente un'ottima persona, mi sto divertendo molto".
Il feedback del proprio allenatore è altrettanto importante per un ragazzo che gioca pochi minuti e Kerr lo elogia, come ha fatto da quando è arrivato nella Baia, al pari di Nick Young.
"Una partita del genere [senza Durant] permette a ragazzi come Omri e Nick (Young) di entrare in campo e avere diversi minuti. Fa bene alla squadra, al morale e anche allo sviluppo dei singoli."
Non è certo un caso che coach Kerr fosse sicuro sin dall'inizio che Casspi si sarebbe integrato alla perfezione nel sistema di Golden State. In carriera ha giocato per molte squadre, come Houston, Cleveland, Sacramento ecc. ma in nessuna di queste è riuscito a esprimere il suo gioco, sia per limiti suoi, sia per la mancanza di un sistema offensivo che lo valorizzasse come fa quello degli Warriors; ecco di seguito altre parole dell'israeliano.
"Sento come se, per la prima volta in carriera, senza nulla togliere alle altre squadre per cui ho giocato nel passato, possa giocare a basket senza pensare troppo. Posso tagliare e fare il genere di cose che fanno i "role player". Mi sto divertendo, adoro tutto ciò e voglio che continui così. Voglio continuare a giocare forte e a fare quel che serve."
Nonostante nelle prime uscite stagionali sia rimasto spesso seduto, Casspi ha aspettato in silenzio il suo turno consapevole che avrebbe potuto dire la sua, e lo ha fatto per la prima volta nel match vinto in rimonta contro i Washington Wizards. Quella volta Draymond Green fu espulso e Kerr dovette dare fiducia all'ex New Orleans, il quale non tradì le aspettative e anzi, inizio a ritagliarsi un piccolo spazio. Al momento riesce persino a stare avanti al tanto acclamato Young nelle gerarchie e siamo certi che continuerà a farsi valere anche nel prosieguo della regular season.

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