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ESCLUSIVO: Intervista a Valerio Bianchini, da Steph Curry a Marco Belinelli!

05.02.2018 20:27
Lo storico allenatore italiano Valerio Bianchini ha recentemente presentato a Bologna il suo ultimo libro “Le mie bombe” e noi di Gazzetta NBA lo abbiamo incontrato questa domenica al Palazzetto dello Sport di Roma, durante una partita casalinga della sua amata Virtus. 3 campionati italiani, 1 Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni. Questi sono solamente alcuni dei prestigiosi trofei presenti nel palmarès di Valerio Bianchini, un allenatore di pallacanestro che ha scritto la storia del basket italiano conquistandosi, tra le altre cose, la stima indiscussa di giocatori come Carlton Myers e Antonello Riva. Cogliendo l'occasione abbiamo posto qualche domanda sulla NBA a Valerio Bianchini, ecco cosa ci ha risposto: Coach Bianchini, molti dicono che Stephen Curry sia la punta dell'iceberg di una generazione il cui stile di gioco sta distruggendo il basket tradizionale. Lei è d'accordo con questa linea di pensiero? Sicuramente il basket è cambiato. Steph Curry è la punta dell'iceberg di un movimento che è cominciato con l'abuso del tiro da tre. Se a ciò si aggiunge l'estrema fisicità che c'è in area, dove è difficile andare a tirare senza prendersi delle grosse stoppate, diventa abbastanza comprensibile che la palla venga sparata fuori. Secondo lei questa è un evoluzione o un involuzione del gioco? E' un evoluzione ma molto particolare perché in realtà il basket ha sempre avuto un processo evolutivo in cui i sistemi di gioco cambiavano in funzione della fisicità dei giocatori e delle idee degli allenatori. Ora è diverso, adesso la gente riempie i palazzetti per vedere le prodezze individuali dei giocatori e non i meccanismi di gioco delle squadre. Si parla di un possibile approdo di LeBron James ai Golden State Warriors. Il suo eventuale arrivo nella Baia di San Francisco renderebbe la lega poco interessante o potrebbe avere un impatto negativo sullo spogliatoio dei Warriors? Apparentemente il campionato diventerebbe meno interessante ma alla fine le partite bisogna sempre giocarle e soprattutto vincerle. Per quanto riguarda il suo possibile impatto negativo sullo spogliatoio bisognerebbe essere ad Oakland e chiedere ai giocatori di Golden State cosa ne pensano di un possibile arrivo di James. Chiudiamo con un po' di Italia. Si parla di un interessamento dei Philadelphia 76ers per Marco Belinelli. Lei cosa pensa che farà viste le difficoltà incontrate ad Atlanta? A Belinelli innanzitutto bisogna fare tanto di cappello perché ha avuto il coraggio di lasciare l'Europa, dove poteva giocare anche in grandi squadre visto il suo talento, per provare l'avventura oltreoceano. All'inizio ha avuto qualche difficoltà ma poi ha raggiunto il massimo a San Antonio dove c'è un contesto di gioco più europeo. Ora la concorrenza è forte per giocatori come lui perciò penso che adesso cercherà di fare una carriera utile anche dal punto di vista economico.

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