Story of the Game

Cinque aneddoti che non conosci sul mondo NBA!

Dagli animali nei palazzetti ad un ospite particolare ad un addio al nubilato: ecco cinque fatti divertenti che riguardano i protagonisti del mondo NBA!

Stefano Castiglia
08.04.2018 10:20

 

Molte, troppe cose sono accadute dentro e fuori al parquet di gioco, i protagonisti di queste avventure sono sempre loro, i nostri beniamini della NBA. Racconteremo le storie di giocatori, giornalisti e proprietari che hanno segnato in qualche modo, un momento divertente o storico.

I New Jersey Nets e i criceti

Decisamente la storia più assurda ed esilarante che potremmo associare a una franchigia NBA. Protagonisti i New Jersey Nets, il suo ufficio comunicazione e marketing e.. dei criceti! Il popolo del New Jersey non andava spesso a supportare la propria squadra locale al palazzo, l’allora Izod Center era sempre vuoto e triste, quindi quei geni del male dei Nets trovarono la formula perfetta: per ogni bambino sotto i dieci anni che si fosse presentato accompagnato dai propri genitori a una partita della franchigia dei New Jerseyan, avrebbe ricevuto in dono un bellissimo criceto.

La notizia spopolò e subito ci fu un boom di vendite dei tagliandi per assistere allo spettacolo dei Nets. Così venne il pomeriggio della partita ma, come tutte le storie con un bel lieto fine, accade il disastro: si narra che tra i trecento criceti pronti da distribuire, ce ne sia stato uno particolarmente “violento”. Vista la sua natura, non ci pensò due volte a rompere l’involucro in cui erano stati depositati e dare la libertà al suo peloso popolo. Il tutto a pochi minuti prima dell’apertura dei cancelli.

Ovviamente i pargoli, appena entrati al palazzo chiedono subito il piccolo roditore come omaggio, ma gli steward spiegano l’accaduto e invitano tutti i visitatori a prendersene pure due se mai li avessero trovati tra i corridoi o qualsiasi altra parte dell’Izod Center. Si fece una ricerca nei giorni a seguire, ma dei criceti nessuna traccia. I Nets più avanti fecero sempre queste promozioni di questo genere, ma prestando più attenzione a dove lasciare gli animali da donare ai bambini.

Manu Ginobili: il “cacciatore di vampiri"

31 ottobre 2009, nella notte di Halloween si sfidano i San Antonio Spurs contro i Sacramento Kings (partita poi finita 113 a 94 per i texani) e accade qualcosa che va quasi nel soprannaturale: come risaputo, la sera del trentuno ottobre di ogni anno si festeggia appunto Halloween, la festa dei morti che tornano in vita per qualche ora durante le ore notturne. Sappiamo anche che i vari simboli di questa antica festa pagana sono zombie, vampiri, ragnatele etc etc.. Nel primo quarto della partita, uno di questi si è manifestato direttamente nell’ AT&T Center di San Antonio: un pipistrello entra e sorvola il parquet di gioco. Coyote, la mascotte degli Spurs, si arma di retino e gironzola per il campo di gioco tentando di intrappolarlo senza successo (nel 2015, stessa scena, ma con esito positivo), ma con un riflesso felino, Manu Ginobili lo cattura in volo e lo consegna direttamente in mano a un poliziotto che poi libererà fuori dal palazzo.

Strani riti prepartita

Ci sono tante superstizioni a cui credere, dal gatto nero che attraversa la strada al passare sotto una scala. In NBA ci sono tantissimi giocatori che hanno dei rituali particolari prepartita o durante la partita stessa, come ad esempio Rajon Rondo, prima di ogni match si concede del tempo facendosi cinque docce consecutive. Oppure Jason Terry, un collezionista di pantaloncini visto che la notte prima di una partita, dorme con i calzoncini della squadra avversaria. Ray Allen prima di una partita si rasava e luccicava la testa pelata e per sua maestà Michael Jordan era doveroso mangiarsi una bistecca di sei etti, se volessimo fare il calcolo sarebbero quasi 50kg di bistecche a stagione, playoff esclusi!

Portland Trail Blazers: "Rip City"

Chi non si è chiesto perché i Portland Trail Blazers si sono dotati del soprannome "Rip City"? Non certo un nomignolo allegro per una squadra NBA, ma andiamo a vedere da dove proviene.

In una delle ultime gare del campionato (sconfitta contro i Lakers del 18 febbraio 1971), l'allora speaker del palazzetto, Bill Schonely, festeggia esclamando "Rip City! All right!" quando Jim Barnett realizza un canestro incredibile tirando da lontanissimo (a quel tempo non c'era ancora la linea dei tre punti): “Rip City”, espressione che lo stesso Schonely ha ammesso essere stata assolutamente istintiva ("rip", "strappare, lacerare" in italiano, ricorda il fruscio generato dal pallone che accarezza la retina), è diventato uno dei nomignoli della città.

 

Boris Diaw: l’amicone di tutti

Servirebbe un articolo intero e non un semplice paragrafo per poter descrivere le mirabolanti avventure di Boris Diaw. Innanzitutto è presidente del Bordeaux Basket, squadra di basket che milita nella serie B francese. Ha scritto un libro che fa parte di una raccolta della National Geographic sulla vita degli animali della Savana. Ama il caffè a tal punto da avere una macchinetta accanto al suo armadietto.

Una volta Ginobili su Twitter chiese ai suoi followers un consiglio su quale macchina da caffè dovesse comprare: subito pronta la risposta del giocatore francese con “La Prodigio Silver della Nespresso!” elencadone tutti i pregi. Ancora oggi, negli USA, è considerata la miglior interazione su quel social.

Ha firmato il suo rinnovo con gli Spurs a bordo di una barca a vela e un mese prima di questa firma, si ritrovò nel lago Travis, twittò la sua posizione e delle ragazze che si trovavano lì per un addio al nubilato hanno cominciato a urlare il suo nome, finchè, dopo qualche minuto, Boris le raggiunse a nuoto, festeggiando e dando un bacio casto alla sposa.

Commenti

Luka Doncic alla conquista della prima scelta nel Draft 2018: speranza o realtà?
UFFICIALE: Golden State da fiducia a Quinn Cook per il resto della stagione!