Boston Celtics

Boston, è il momento di rispondere all’appello!

Nonostante le pesanti assenze, i Celtics sono pronti a riscattare la propria leadership nel 1° turno dei Playoffs facendo leva sui propri punti di forza.

Antonello Brindisi
14.04.2018 17:54

L’imminente sfida trai i Boston Celtics (numero 2 del tabellone) e i Milwaukee Buks (numero 7 del tabellone) sembra rappresentare una delle sfide più combattute ed equilibrate dell’intera Esteren Conference, costringendo così gli uomini di coach Brad Stevens all’ennesima ardua battaglia in difesa della propria leadership. Posti dinanzi ad un tanto ostico quanto rinnovato avversario, i giovani campioni del TD Garden sono ora chiamati a rispondere concretamente all’ennesima prova di maturità, così da proteggere i propri sogni di gloria e rivendicare il proprio status da testa di serie del tabellone.

Il testa a testa risulta infatti estremamente incerto tanto per le pesanti defezioni biancoverdi (Kyrie Irving e Gordon Hayward saranno costretti a guardare la postseason dall’infermeria mentre Marcus Smart dovrà saltare almeno il 1° turno prima del proprio rientro sul parquet), quanto per la transizione tecnica e tattica attraversata da Milwaukee nel corso della stagione. Esigenze che di conseguenza, rendono piuttosto fittizio lo score ottenuto dal confronto diretto tra le due franchigie (la regular season ci ha consegnato una serie in perfetto equilibrio, 2-2). L’andamento ottenuto da Joe Prunty non sembra essersi discostato molto dal lavoro svolto precedentemente da Jason Kidd ma il cambio-allenatore deciso dalla dirigenza del Wisconsin, sembra aver reintrodotto una filosofia di gioco decisamente più tradizionale rispetto alle tante innovazioni passate.

Inoltre non bisogna dimenticare che due protagonisti di questa serie, Eric Bledsoe per i Bucks (arrivato in corso d’opera dai Phoenix Suns) e Gregg Monroe per i Celtics (ironia della sorte, il pivot biancoverde aveva iniziato la propria stagione tra le fila di Milwaukee), hanno raggiunto tardivamente il proprio posto in questo confronto. La sfida ormai alle porte, risulta così un vero e proprio rebus statistico, fortemente condizionato dal nuovo starting-five plasmato da Brad Stevens e dal classicismo cestistico reintrodotto da Joe Prunty.

Il pericolo numero uno come era ben lecito immaginarsi è ovviamente Giannis Antetokounmpo. Pesare di poter fermare The Greek Freak appare piuttosto utopico, soprattutto tendendo in considerazione la media di 33.5 ppg (con il 54% dal campo), 10.8 rpg e 5.0 apg mantenuta dal giocatore nei 4 incontri disputati contro Boston. Nonostante questo pericoloso mix di avversità ed incertezze tattiche, la storica resilienza biancoverde sembra pronta a pervadere le gesta della giovane compagine dei Celtics, pronta a mostrare il proprio valore facendo forza sul carisma e sull’esperienza dei propri leader: Brad Stevens sulla panchina e Al Horford sul parquet.

Il compito di limitare lo strapotere fisico di Giannis Antetokounmpo spetterà infatti alle due colonne portanti del roster biancoverde. L’head coach dei Celtics dovrà infatti fare sfoggio del suo grande acume tattico per imbrigliare i Bucks nelle complicate rotazioni della propria difesa. La capacità di saper leggere la partita ed adattare la propria fase di contenimento alle esigenze del momento, sembra essere ancora una volta la carta vincente nelle strategie di Brad Stevens, pronto a guidare, azione dopo azione, i cambi difensivi della propria squadra. Il tecnico di Boston ha dimostrato di essere una delle menti più eccelse del panorama NBA, sempre pronto a coinvolgere emotivamente il proprio roster, donando ad ogni singolo giocatore il giusto ruolo da ricoprire a seconda delle esigenze richieste.

Questa straordinaria capacità di lettura del gioco dovrà essere necessariamente supportata dalla migliore versione sul parquet di Al Horford, preziosa chiave di volta per il successo della propria squadra. Oltre a rappresentare il perno imprescindibile della propria difesa, l’ex giocatore degli Hawks dovrà guidare i movimenti dei propri compagni, spesso brillanti nella copertura perimetrale ma piuttosto lacunosi contro le penetrazioni avversarie nel pitturato. A questa pericolosa propensione della difesa biancoverde si deve quindi accostare la grande efficacia dei Bucks nella produzione dei punti nell’area limitrofa al canestro (64.1%, 3° nella NBA) e l’incredibile fatturato di Giannis Antetokounmpo nella restricted area, 13.3 ppg (record assoluto dopo i 14.6 ppg fatti segnare da Shaquille O’Neal nella stagione 2002/03).

Al Horford dovrà quindi farsi carico della maggiore copertura sul fuoriclasse di Milwaukee, rappresentando la migliore antitesi del proprio avversario sia per esperienza che come confronto fisico. Un fattore tattico sottolineato dai precedenti incontri nella regular season, dove il pivot biancoverde si è trovato a marcare Antetokounmpo 94 volte su 223 possessi. Il numero quarantadue dei Celtics dovrà quindi guidare i costanti aiuti difensivi di Aron Baynes, Marcus Morris e Gregg Monroe verso il perimetro della propria area, limitando così l’efficacia offensiva dei Bucks (8° attacco della lega nel mid-range e peggior squadra nella produzione dall’arco dei 3 punti).

Il secondo dogma cestistico da osservare rigorosamente tra le fila dei Celtics è la produzione costante di punti nella fase offensiva, un argomento piuttosto delicato per il roster biancoverde sopo la sanguinosa defezione di Kyrie Irving. Molto dipenderà dall’efficacia a canestro dei sorprendenti Jaylen Brown e Jayson Tautm, rispettivamente la 2° (14.8 ppg) e la 3° opzione (14.3 ppg) nell’attacco di Brad Stevens nel corso delle partite disputate contro Milwaukee.

A queste due certezze va aggiunta la variabile tattica proposta da Terry Rozier, al momento principale detentore dello spot di playmaker, pronto a sovvertire l’equilibrio della serie nei PO grazie ad un inaspettato apporto di energia e talento. Nonostante le evidenti difficoltà sul parquet senza Irving (103 ppg segnati ogni 100 possessi nelle 22 partite disputate senza Uncle Drew), i precoci beniamini del TD Garden sono riusciti ad arrestare la flessione psicologia, producendo un parziale di 14 vittorie e 8 sconfitte (6-5 contro le squadre presenti nei PO). L’attacco dei Celtics, senza Kyrie Irving, può reggere l’impatto con la dura realtà dei Playoffs? La risposta al momento sembra un orgoglioso si.

La maturità e di conseguenza la leadership del gruppo biancoverde sembra passare direttamente dall’incerta efficacia offensiva più che dall’ormai comprovata solidità difensiva, peculiarità in cui Boston ha più volte dimostrato la propria efficacia nel corso di queste stagioni.

Il cammino della franchigia del Massachusetts appare quindi legato indissolubilmente alla piena affermazione dei propri giovani talenti (Jaylen Brown e Jayson Tatum su tutti). Contrariamente al velo di pessimismo che si è venuto a creare al di fuori del TD Garden, gli uomini di Brad Stevens sono pronti a rivendicare le proprie ambizioni di successo. Forgiati rapidamente da un destino quantomai avverso, le promesse appena ventenni dei Boston Celtics sono pronte a domare la carica dei Milwaukee Bucks, rilanciando ancora una volta l’orgoglio ed il valore di un progetto tecnico troppo spesso sottostimato dal giudizio dell’elitè NBA.

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