Mercato NBA

Superman bussa alla Casa Bianca: Washington firma Dwight Howard!

Dopo aver concluso ufficialmente il buyout con i Nets, il pivot statunitense ha raggiunto un accordo con i Washington Wizards. Firmato anche Jeff Green, in uscita da Cleveland.

Antonello Brindisi
04.07.2018 12:42

I tasselli del mosaico, fronte Washington DC, cominciano a trovare il proprio spazio congeniale. Il perenne esodo di Dwight Howard (4 franchigie in altrettante stagioni NBA) si arricchisce dunque di un nuova tappa, sottolineando l’estenuante ricerca di riscatto covata da Superman dopo i fasti vissuti tra le fila degli Orlando Magic. Il sacrificio di Marcin Gortat (passato alla corte dei Clippers dopo la trade intavolata con Austin Rivers) consente così a coach Scott Brooks di ottenere il perfetto partner di gioco da affiancare al talento di John Wall.

La serrata corte del playmaker degli Wizards nei confronti di DeMarcus Cousins (amico fraterno con cui l’idolo della Capital One Arena ha condiviso l’esperienza collegiale nei Kentucky Wildcats) si è conclusa con un forte senso d’amaro in bocca, in seguito alla recente firma di Boogie con i Golden State Warriors. Il benestare di Howard ha così attenuato il senso di delusione che aleggiava nelle ultime ore tra le fila del The District, rilanciando le ambizioni di Bradley Beal e dello stesso Wall.

Una All-Star all’insperata ricerca di un riscatto personale, questa è ad oggi la descrizione calzante del nuovo acquisto degli Wizards. Dopo aver sorretto sulle proprie spalle i sogni di gloria dell’Amway Center nelle ormai datate Finals del 2009, la carriera del fuoriclasse di Atlanta ha subito numerose battute d’arresto. Dalla deludente stagione vissuta nei Los Angles Lakers, caratterizzata dalle continue ripicche personali, all’inconsistente triennio texano prodotto con gli Houston Rockets. Il ritorno a casa, in Georgia, non ha prodotto i risultati sperati, spingendo Howard ad accettare la corte degli Charoltte Hornets.

Probabilmente galvanizzato dalla presenza di Michael Jordan e dalla ricerca di un gioco old-style perseguita da coach Clifford, Howard ha ritrovato nella stagione passata delle medie eccellenti (16.6 ppg, 12.5 rpg e 1.6 bpg), coadiuvando queste cifre ad una ritrovata efficacia difensiva: gli avversari hanno prodotto una percentuale di realizzazione del 57.9% nel pitturato e del 54.1% all’interno del perimetro.

Una rinascita che ha generato di fatto l’interesse di Washington, pronta a legarsi ad Howard tramite un contratto annuale da 5.3 milioni di dollari (mid-level exception contract). Ormai trentaduenne, Superman dovrà quindi mostrare a pieno titolo, la propria crescita caratteriale: vera e propria zavorra che ha irrimediabilmente caratterizzato la carriera in NBA del pivot statunitense. Il nemico da battere per Dwight Howard, non si trova sul parquet ma davanti ad un semplice specchio. Come mostrato dall’esperienza empirica provata prima nei Lakers e successivamente nei Rockets, la Kryptonite di Superman è un mix di una carente fame di vittorie e un fastidioso individualismo tattico.

A questa preoccupante propensione caratteriale va sommato l’ormai celebre Guerra Fredda messa in atto nella Città della Disney contro il proprio allenatore del tempo, Stan Van Gundy. Una battaglia di nervi che trovò il proprio culmine nel mancato abbraccio davanti alle telecamere del post partita, evento poi seguito dalle dimissioni presentate dal tecnico alla dirigenza dei Magic.

L’impatto con lo spogliatoio dei Washington Wizards appare sotto la forma di una duplice scommessa se, oltre al burrascoso passato di Howard, si pone l’attenzione al recente confronto che ha definitivamente incrinato i rapporti interni al gruppo guidato da Brooks. I principali protagonisti di questa faida furono proprio i sopracitati Wall e Gortat (a cui va aggiunta la partecipazione di Beal), a testimonianza del fervore caratteriale dei beniamini della Capital One Arena. Il corretto connubio tra il talentuoso e battagliero backcourt titolare degli Wizards e lo spigoloso approccio di Superman è più che mai incerto.

Considerando la possibile ascesa di Washington in quest’arida Eastern Conference, le principali All-Star della franchigia potrebbero creare una produttiva alchimia di gruppo lasciando così in secondo piano le proprie questioni personali. Un’ipotesi incentivata direttamente dallo stesso John Wall, subito pronto a dare il benvenuto al nuovo compagno di squadra:

“Siamo tutti entusiasmati dall’arrivo di Dwight. Personalmente lo ritengo uno dei miglior pivot in circolazione nella lega. E’ un campione ed è abituato a reggere le pressioni delle grandi occasioni. Il suo arrivo ci darà sicuramente quella marcia in più per migliorare il nostro percorso nei Playoffs".

"Possiamo arrivare alle Finals ne sono certo! Non vedo l’ora di poter scendere sul parquet per affinare la nostra intesa. Inoltre è arrivato anche Green. Ora siamo nettamente più forti rispetto alla precedente stagione. Abbiamo dalla nostra parte una grande fonte di esperienza e abbiamo mantenuto la giusta fame di vittorie”.

Come anticipato dalla parole di Wall, anche Jeff Green ha sposato la causa di Washington firmando un contratto annuale al minimo salariale di 2.4 milioni di dollari. Insomma Washington ha deciso di puntare sui talenti già presenti nel roster (Wall, Beal e Porter Jr. su tutti), rinforzando lo zoccolo duro a propria disposizione con una preponderante dose d’esperienza, soprattutto in ottica Playoffs. Vedremo se l’innesto di Dwight Howard riuscirà a cambiare il volto degli Wizards, garantendo quel salto di qualità a lungo inseguito nelle ultime stagioni all’ombra della Casa Bianca.

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