Golden State Warriors

La storia insegna ai Warriors: basta isolamenti!

I Warriors hanno effettuato molti meno passaggi del solito nella serie contro Houston: un problema da risolvere in vista delle Finals.

Alessio Bonavoglia
30.05.2018 15:10

I Golden State Warriors sono, per la quarta volta consecutiva, assieme ai Cleveland Cavaliers, alle NBA Finals. Mai come questa volta però, la squadra allenata da Steve Kerr è andata vicina all'eliminazione. La serie contro gli Houston Rockets, vinta per 4-3 grazie a una Gara 7 che ai Dubs mancava dalle finali (perse) del 2015-2016, è stata uno scoglio duro da superare. Adesso c'è ancora LeBron, anzi, probabilmente il LeBron più forte di sempre. Per battere questo LBJ, solo la forza del collettivo, il gioco di squadra, può essere l'arma di Golden State. E quindi Durant e compagni necessitano un cambiamento di rotta, anzi un ritorno in carreggiata.

Se prendessimo in esame alcune partite della serie contro la squadra di D'Antoni, noteremmo come i Warriors si siano passati pochissimo la palla. La media degli assist stagionali è 29,3 per partita; in Gara 4 ne hanno effettuati solo 14, e in Gara 5 invece 18. Un dato alquanto preoccupante, al quale coach Kerr ha tentato di porre rimedio.

Un episodio particolare può testimoniarlo: in Gara 5 l'allenatore ha preso da parte KD, dicendogli di fidarsi dei propri compagni, citando anche l'episodio delle Finals del '93 quando Phil Jackson disse a Jordan la stessa cosa. Dopo quel consiglio, Jordan passò la palla e i Bulls vinsero l'anello grazie alla tripla di Paxson. Mentre Durant quella partita la terminerà con 0 assist, solo 23 passaggi totali e la conseguente sconfitta.

Durant nella serie ha alzato notevolmente il numero degli isolamenti: in tutta la serie ne ha fatti in media 11,3, mentre la media stagionale era di 3,6. Ma non è solo il numero 35 il problema: tutta la squadra, dai 6,9 isolamenti di media in regular season, è passata ai 19,2 nella serie contro i texani. Numeri che potrebbero far preoccupare.

Anche se la "colpa" potrebbe essere attribuita alla difesa di D'Antoni e ai cambi difensivi che in tutta la stagione hanno funzionato a meraviglia, le altre squadre che hanno giocato contro Houston in questa post-season hanno comunque effettuato più assist dei californiani: contro la media di 19,4 assistenze dei Dubs, i Minnesota Timberwolves (22.4) e gli Utah Jazz (20.6), che però sono uscite sconfitte.

Inoltre i Warriors avevano sempre superato i 300 passaggi a partita nelle 8 gare (tutte vinte) di questi Playoffs: contro i Rockets il numero è sceso drasticamente, non superando mai tale cifra. LeBron è praticamente da solo, ma sappiamo che contro di lui non si scommette mai. Durant, Curry e co. hanno un vantaggio rispetto a James: una squadra solida e decisamente più valida alle spalle, su cui poter contare. Ora starà a Steve Kerr rimettere in carreggiata i suoi, per far sì che il sogno del terzo anello in quattro anni possa diventare realtà.

Commenti

TIMEOUT | Marcus Smart: corri Marcus, corri!
Cleveland trattiene il fiato: Kevin Love salta gara1?