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Andrew Wiggins potrebbe lasciare i Minnesota Timberwolves?

Le perplessità della dirigenza di Minneapolis unita all'insoddisfazione del giocatore, potrebbero spingere Wiggins ad un clamoroso ritorno a casa

Guido Boldoni
27.04.2018 17:04

Dopo l'improvviso addio di Jamal Crawford (pronto a sondare il mercato dei Free Agent nell'imminente mercato estivo), in casa T-Wolves continua a tenere banco il presunto malcontento di Andrew Wiggins nel sistema offensivo di coach Thibodeau. Stanco di essere considerato come una sorta di gregario di lusso e relegato inesorabilmente a rappresentare il terzo violino del proprio starting-five, la 1° scelta assoluta del Draft 2014 potrebbe dunque decidere di lasciare il folto branco di Minnesota

Sembra davvero difficile da credere ma la notizia viene proprio da un giornalista, Brian Boake, molto vicino a una delle squadre già accostata in passato al giovane talento ex Kansas, i Toronto Raptors. Nonostante la trattativa sembra piuttosto incline a rappresentare un fantasioso capitolo del fantabasket estivo, la franchigia canadese sarebbe pronta a concretizzare i propri sondaggi di mercato, tentando quindi di riportare a casa il proprio figliol prodigo.

Uno scenario che, data l'evidente difficoltà dei Raptors nella crescita del proprio progetto tecnico (ancora una volta apparso inerme al cospetto dello strapotere di LeBron James), starebbe lentamente prendendo forma nei piani estivi della dirigenza canadese. La grande crescita fatta segnare dalla second unit di Toronto sembra aver dato nuovo vigore alle future ambizioni dell'Air Canada Centre ma al momento, gli uomini di coach Dwane Casey non sembrano ancora pronti per rispettare il valore e le responsabilità nei Playoffs inerenti ad una realtà che ad oggi, rappresenta la principale testa di serie della Eastern Conference

In parallelo, se i Toronto Raptors aspettano di conoscere l'esito della propria postseason per tracciare finalmente una importante linea di demarcazione nel proprio futuro, anche i Minnesota Timberwolves sembrano vagare incessantemente nel proprio marasma tattico alla ricerca di un nuovo equilibrio di gioco. Dopo il pesante esborso economico attuato la scorsa estate, i deludenti risultati ottenuti nel corso della regular season e in parte ai playoffs, uniti alla grande affinità cestistica trovata da Jimmy Butler e Karl-Anthony Towns (ad oggi il vero cuore pulsante della franchigia), sembrano aver fortemente ridimensionato le responsabilità e la crescita di Andew Wiggins.

Sempre secondo Boake, le dichiarazioni di un altro giornalista vicino alla franchigia di Minnesota (Jim Souhan), potrebbero rappresentare nel prossimo futuro un'autentica disponibilità alla cessione del ventitreenne da Thornhill:

"Nonostante l'ostracismo dai Playoffs dei T-Wolves sia finalmente giunto al proprio termine, la dirigenza della franchigia non sembra pienamente soddisfatta dal risultato svolto dalla squadra. Tom non è certo in discussione ma probabilmente, è necessario adoperare qualche accorgimento nell'attuale roster per dare il giusto impulso di crescita ad un giovane organico. Le aspettative erano diverse e il calo mostrato nel corso della regular season non può essere ignorato".

"Siamo entusiasti della crescita mostrata dai nostri migliori talenti e dalla capacità di Jimmy Butler di risultare subito decisivo per le sorti di Minnesota ma bisogna chiedersi se quest'organico necessità di un ulteriore upgrade per mostrare tutto il potenziale a propria disposizione. Sicuramente la Free Agency del 2018 sarà osservata con particolare attenzione dai T-Wolves".

Secondo Souhan infatti la franchigia potrebbe pensare di dare via Wiggins per dare ancora maggiore libertà a Jimmy Butler e Karl-Anthony Towns di costruire la manovra offensiva della propria squadra attorno al proprio talento. La stagione di Andrew Wiggins (17.7 ppg, 4.4 rpg e 2.0 apg) non sembra garantire le prospettive di crescita stabilite in precedenza, fortemente caratterizzata da un marcato chiaroscuro nelle prestazioni sul parquet del giocatore, spesso restio ad incidere nei momenti chiave della propria stagione. Le difficoltà tecniche mostrate dall'ex prospetto dei Cavaliers, sommate all'insofferenza mostrata dal giocatore nelle resposabilità concordate con coach Thibodeau, potrebbero quindi determinare la soprendente cessione del numero ventidue di Minnesota.

Considerando i Toronto Rapotrs come principale opzione di mercato per Wiggins, sarà dunque opprtuno attendere il termine dei Playoffs per capire le reali intenzioni della franchigia canadese, intenzionata probabilmente a rivalutare il proprio organico dopo la forte contrapposizione emotiva che ha contraddistino prima la regular season (chiusa tra l'entusiamo generale dell'Air Canada Centre per la conquista della 1° posizione della Eastern Conference) e successivamente una postseason (tutt'ora in corso) contraddistinta dalle note difficoltà emotive di un gruppo ormai ben consolidato (a prescindere dalle attuali difficoltà mostrate contro Cleveland, i Raptors hanno manifestato i propri limiti di leadership anche nella serie disputata nel corso del 1° turno dei PO)

Bisogna però considerare il valore di mercato di Andrew Wiggins, che ha firmato un'estensione da cinque anni con i T-Wolves per un totale di 150 milioni di dollari. Uno tra i primi indiziati a lasciare il Canada potrebbe essere senz'altro Serge Ibaka, abituato peraltro ad essere "utilizzato" come pedina di scambio. La sua solidità sia difensiva che offensiva potrebbe portare più certezze a coach Thibodeau, ma la strada è piuttosto lunga.

Infatti le differenze legate ai due contratti (Ibaka guadagnerà 21 milioni di dollari il prossimo anno) e il poco spazio salariale dei due team non facilitano certo il compito dei GM. Ad ogni modo, con l'inserimento delle dovute contropartite (difficile, al netto dei vari free agent da rinnovare, capire chi potrebbe essere scambiato) lo scambio sarebbe tecnicamente possibile. Resta da vedere quindi se, davanti all'esigenza comune di una nuova possibilità di crescita, il percorso di Andrew Wiggins e dei Minnesota Timberwolves si separerà per davvero, come ipotizzato da Boake.

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