Cleveland Cavaliers

King James: l'acchiappa fantasmi!

Altro giro, altro tiro, altro record per LeBron, all'inseguimento di Michael Jordan e del suo quinto MVP

Niccolò Pascale
29.03.2018 21:31

Ricordo una celebre citazione del grande Frederic Chopin:

"Ogni difficoltà su cui si sorvola diventa un fantasma che turberà i nostri sogni". 

Niente di più vero, però nel nostro caso succede un po' tutto il contrario. Il fantasma è la motivazione in più, quella forza interiore che ti permette di superarle quelle difficoltà. E nei sogni non ci sono paure, ma solo obiettivi e traguardi da pianificare.  Il fantasma, in questa circostanza, è il signor Michael Jordan, icona del basket e definito da tutti gli amanti del gioco il GOAT, ovvero il più forte giocatore di tutti i tempi

Colui che invece cerca e trova motivazioni dal "ghost" è Mr LeBron James, da tutti definito "Il Prescelto" fin dalla tenera età di 16 anni. Nell'agosto del 2016 il Re dichiarò:

"La mia motivazione è questo fantasma che sto inseguendo. Il fantasma ha giocato a Chicago".

Tutto chiaro no? 

E dopo che lo scorso anno LeBron ha superato MJ in punti totali nei playoffs, nella nottata di ieri, lo ha eguagliato in una statistica tanto particolare quanto incredibile da pareggiare. Jordan aveva lasciato ai posteri ben 866 partite consecutive, in regular season, con almeno 10 punti segnati. Sì, ottocentosessantasei! Vale a dire che dal 1986 al 2001 "His Airness", in ogni singola partita, ha messo a referto almeno 10 punti. Sbalorditivo.  

Nella notte, allo Spectrum Center, guarda caso di Charlotte, il cui proprietario è l'ex 23 di Chicago, LeBron James ha raggiunto quell'impensabile striscia di partite. Alzata di JR Smith, schiacciata come a voler distruggere il canestro e punti 9 e 10 nel secondo quarto di gioco. 866 anche per il Re, dal 6 gennaio del 2007 ad oggi. Ma non è tutto. Perchè se sei il King ti piace fare le cose in grande

Al suono della sirena i suoi Cavaliers battono gli Hornets per 118-105 e mantengono la terza posizione a Est, buttando un piede e mezzo fuori dai playoffs proprio Charlotte.  E LeBron? King James corona il suo record realizzando 41 punti, 10 rimbalzi e 8 assist. Il tutto sotto gli occhi del fantasma. 

"Ogni volta che sono nella stessa conversazione con Mike e altre leggende, mi fa capire che sto facendo la cosa giusta. Ringrazio tutti i miei compagni e tutti i miei allenatori. E anche grazie a loro che posso festeggiare questo traguardo. Sono molto orgoglioso. Ma non sono i record a motivarmi a 33 anni. 

La mia motivazione è l'amore per il gioco (oltre al fantasma). Dovevamo riprenderci a tutti i costi dal brutto ko di Miami dell'altro ieri. Sono stati bravi a toglierci dalla nostra comfort zone e siamo venuti qui per riscattarci subito e tornare immediatamente alla vittoria".

Detto, fatto! 

L'ultima partita di Cleveland di questo mese sarà domani, alla "Q" contro i Pelicans di Anthony Davis. Ed il nostro Re, perché ormai LJ è il Re di tutti, ci arriverà con una "March Madness", è proprio il caso di dirlo,  da 15 partite con 37 minuti, 31.3 punti, 9.6 rimbalzi e 9.5 assist a partita di media. Disumano. 15 games, di cui 6 senza coach (Ty Lue ha problemi di salute), 13 senza Kevin Love (il suo secondo violino), che lo portano senza fatiche, direttamente al discorso MVP

Riconoscimento che fino a qualche mese fa, era quasi nelle tasche di James Harden e di tutto il bene che stava e sta facendo alla Lega e ai suoi Rockets. Ma LBJ è così: a lui piace inviare in qualche modo messaggi, che siano alla Lega oppure ai suoi rivali. Della serie: "Io sono qui, vi aspetto! Senza Kyrie, senza Thomas, senza coach, it doesn't matter... Dovrete passare sul mio corpo (1.5 milioni di dollari all'anno per la cura di esso) se vorrete buttarmi fuori".

Chiaro e conciso. E non solo a parole, bensì con i fatti. E che fatti! 

Mi piacerebbe chiudere con una dichiarazione di Colin Cowherd, giornalista e opinionista di un programma sul basket americano chiamato "The Herd":

"Non mi sento in colpa perchè vado da Starbucks, non ho problemi a dire che mi piacciono gli U2, posso dire di aver ascoltato solo una volta Taylor Swift, guardo spesso The Bachelor e non mi sentirò mai colpevole votando LeBron James MVP e non James Harden." 

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