Utah Jazz

Gli Utah Jazz e l'altra faccia della medaglia

La banda di coach Snyder presenta una solida difesa del ferro, ma nell'altra estremità del campo...

23.03.2018 23:03

Ormai da qualche tempo nello Utah si respira un’aria di senerità e di carica soprattutto per le gesta che il piccolo Donovan Mitchell sta compiendo. In realtà, come è evidente, la grande gioia che questa stagione sta regalando non deve essere solo dovuta alla presenza del papabile rookie dell’anno, bensì anche alla capacità dei Manager degli Utah Jazz per aver ricostruito in poco tempo un nucleo futuribile e già competitivo.

La perdita di Gordon Hayward non ha di certo scoraggiato i ragazzi di coach Snyder, che, soprattutto da gennaio in poi, stanno dimostrando la loro fama di vittorie e la loro voglia di playoffs. Gli Utah Jazz sono infatti la seconda squadra della NBA per palle rubate a partita ogni 100 possessi, dietro solo ad OKC che però dispone di due superatleti come Paul George e Russell Wesbrook. Inoltre i Jazz dispongono di una ferrea difesa, terza per punti concessi agli avversari, ovvero solamente 104 ogni 100 possessi, dietro solamente ai Boston Celtics a agli Spurs.

Ovviamente la difesa dei Jazz ha vissuto un notevole ed esponenziale miglioramento soprattutto dopo l’arrivo di Jae Crowder. Ritornato finalmente come era un tempo, Crowder sta permettendo ai Jazz di giocare un basket nettamente migliore grazie ad un record di 14-2 dal suo arrivo. Con lui in campo i Jazz subiscono solamente 80.1 punti per 100 possessi e fanno abbassare le percentuali degli avversari addirittura al 39.6%, quando i Phoenix Suns, ovvero coloro che hanno la peggior percentuale al tiro della Lega, tirano con il 49.3%.

L’evoluzione di Crowder ci fa però capire quanto l’ambiente, le circostanze e, soprattutto, i compagni di squadra possano condizionare ed influenzare le prestazioni individuali e corali. L'ex Cavs ha infatti trovato un gruppo unito in cui ciascuno riesce a dare il proprio contributo costruttivo. L’esempio più lampante è quello di Joe Ingles che ha da poco superato il record di franchigia per triple effettuate in una stagione.

In attacco il faro infatti è stato spesso proprio Ingles, poiché la perfetta chimica fra Rubio, Mitchell e Gobert non è stata ancora trovata. Non a caso i jazz sono uno dei peggiori attacchi della Lega, spesso carenti nei Fastbreak Points, ma soprattutto nelle situazioni di “stallo” della partita. Se Mitchell non è in giornata o non è sul campo, i Jazz difficilmente riescono a trovare dei punti nei 24 secondi.

Se Utah non dovesse trovare dei piccoli miglioramenti nelle prossime nove partite, il viaggio alla prossima postseason subirebbe un rinvio di almeno un anno. Attualmente la banda di Snyder presenta un record di 41-32 e siedono all'ottavo e ultimo posto disponibile per i playoffs. Dietro di loro ci sono i Denver Nuggets con 40-33, che pian piano si stanno avvicinando e alla fine potrebbero dar vita a quello "scherzetto" di cui la franchigia del Colorado è stata vittima la scorsa stagione.

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