Golden State Warriors

La rabbia di Steve Kerr: "Con questa difesa non si va lontano!"

L'head coach dei Dubs torna a puntare il dito contro la scarsa intensità difensiva della propria squadra.

Antonello Brindisi
09.04.2018 21:17

Nonostante la forte reazione d’orgoglio mostrata dai propri uomini nella trasferta di Phoenix (incontro terminato 117 a 100), il pesante swap subito nel corso della regular season contro gli Indiana Pacers sembra aver comunque destabilizzato la leadership dei campioni in carica, scatenando l’ira di coach Steve Kerr. La scarsa propensione all’abnegazione difensiva mostrata nelle ultime 10 partite disputate da Golden State (parziale di 5-5) ha visibilmente scosso l’allenatore dei Dubs, pronto a tornare sulle pesanti parole rilasciate nel post-partita di Indianapolis, con il chiaro l’intento di ribadire ulteriormente le ragioni del proprio disappunto così da risvegliare emotivamente i propri giocatori in vista dei Playoffs.

Tramite il proprio tormento interiore, Steve Kerr ha infatti risvegliato la fame di vittoria dei proprio roster, apparso piuttosto reticente dietro l’alibi delle pesanti assenze nel proprio starting-five. Una pericolosa propensione emotiva che torva il proprio riscontro oggettivo nello scarso affiatamento difensivo mostrato recentemente dai Dubs, giudicato senza mezzi termini dallo stesso head coach, ridicolo ed alquanto imbarazzante. Il capo-allenatore statunitense, ha così ribadito l’assoluta necessità di ritrovare un’efficacia di contenimento degna delle prime 5 difese della NBA. Un obiettivo giudicato, al momento, piuttosto distante davanti alle ultime prestazioni sul parquet:

“Quando parlavo di un atteggiamento ridicolo ed offensivo verso in nostri tifosi, mi riferivo in particolar modo alla nostra difesa. Forse non mi sono spiegato bene l’ultima volta. La verità è che abbiamo smesso di riversare la nostra energia e il nostro entusiasmo nella fase di contenimento, producendo dei risultati non certo soddisfacenti come potete constatare voi stessi. Al momento la nostra difesa non è al livello delle prime 5 franchigie, così risulta difficile andare avanti nei Playoffs”.

“Dobbiamo prendere atto della realtà dei fatti per tornare al più presto al nostro livello. Non possiamo permetterci di giocare così nel corso della postseason, attualmente siamo in difficoltà contro qualunque squadra. Siamo vittime di una difficoltà che ci siamo imposti da soli, dobbiamo ritrovare il nostro gioco per difendere adeguatamente il titolo del 2017!”

Steve Kerr mostra così la propria leadership emotiva nella gestione dell’ingombrante roster dei Golden State Warriors, mostrando così l’ennesima affinità caratteriale con il proprio mentore, il leggendario Gregg Popovich, primo capostipite del peculiare rapporto empatico che intercorre nella locker room dei Dubs. A rispondere di questa pesante critica è stato Draymond Green, principale baluardo difensivo nonché ago della bilancia fondamentale nell’impatto emotivo dei Dubs sul parquet:

“Niente da dire sulle parole del coach, non siamo ancora al nostro massimo esponenziale. Abbiamo una difesa troppo lacunosa e sinceramente, non credo che quest anno abbiamo mostrato una difesa degna delle prime 5 franchigie NBA. Dobbiamo ritrovare la concentrazione prima dell’inizio della postseason. Se ritroviamo la nostra filosofia di gioco possiamo guardare al nostro obbiettivo senza curarci dei progressi dei nostri avversari”.

Vedremo se l’ossessione tattica e la grinta caratteriale espressa con impeto da Steve Kerr riuscirà a risvegliare la fame di vittorie dei tanti campioni di Golden State, così da allontanare definitivamente i fantasmi del 2016. In attesa del pieno recupero di Stephen Curry, gli Warriors sono ora chiamati all’impresa più complicata della propria stagione: sconfiggere se stessi e confermarsi nuovamente sul tetto della NBA.

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