Los Angeles Lakers

LeBron James a LA per la città o per la squadra?

Un anonimo giocatore della lega si è pronunciato, facendo intendere quali siano le opinioni principali su questa mossa di mercato

Riccardo Poletto
30.07.2018 09:53

Durante questa Free Agency abbiamo forse assistito alla manovra del secolo: il giocatore più forte del pianeta Terra è approdato nella squadra più famosa e più affascinante del mondo (al pari dei Boston Celtics). Il tempo ci rivelerà se questa mossa è stata una trovata di marketing o una manovra per competere ad alti livelli, ma è già ora certo che questa operazione sia la più importante fatta quest'estate.

 

Ovviamente, oltre agli articoli dei giornalisti, anche i colleghi non hanno potuto fare a meno di commentare questo trasferimento. Un anonimo giocatore della Western Conference ha parlato con Dave McMenamin e Ohm Youngmisuk di ESPN, affermando che:

"Voleva andare a LA. Loro devono solo occuparsi di non mandare tutto all'aria. Jerry West lo ha detto, e io sono d'accordo: non è andato ai Lakers, è andato a Los Angeles".

Questo pensiero riprende quanto detto da Jerry West poco tempo fa. L'ex giocatore proprio dei purple-and-gold, nonché executive dei Clippers, aveva infatti dato più merito alla città che alla franchigia per il trasferimento del Re:

"Con tutto il rispetto per i Lakers, che hanno gestito tutto bene, LeBron non era un free-agent difficile da firmare. LeBron voleva venire a LA e ai Lakers".

"Sta pensando alla sua famiglia. Ha una casa qui. Ha un figlio ["Bronny" Jr., 13 anni] che vuole mandare in una scuola a Los Angeles. Sarà una celebrità, sicuramente, ma è un posto in cui, in poco tempo, può essere se stesso. E questo non puoi farlo dappertutto".

La posizione di Jerry West è chiarissima: bravi i Lakers, ma James è stato convinto dalla città più che dal livello cestistico della squadra. E quest'opinione è effettivamente supportata dalla realtà dei fatti, dal momento che LeBron ha rinunciato a squadre come i Rockets o i Sixers, in cui le chance di vincere un titolo sarebbero state molto più alte rispetto a quelle che ora ha in California.

In secondo luogo, anche la decisione di andare ad ovest potrebbe essere una discriminante che mostra come James abbia fatto la sua scelta andando oltre il superficiale lato sportivo, ma pensando anche alla sua famiglia e rendendosi conto che Los Angeles è il posto giusto per far crescere i propri figli con serenità. Incontrare più volte squadre come Golden State, Houston, Oklahoma City o i Jazz non è comodo come trovarsi davanti solo Boston, Toronto o Philadelphia. La competizione è alta, e forse nemmeno James riuscirà a farcela questa volta.

Anche rimanendo a Cleveland, il Re avrebbe avuto una chiara opportunità di ritornare alle Finals. Con l'aggiunta del promettente Collin Sexton e con la risistemazione del roster, sarebbero stati molti di meno gli ostacoli da superare per andare fino in fondo nella post-season.

Ma James ha fatto un'altra scelta, che testimonia quanto detto da Jerry West: il 23 ha trovato un posto ideale in Los Angeles, e ormai il 33enne ha deciso di mettere al primo posto la sua famiglia. La scelta dei Lakers è una naturale conseguenza del suo volere il meglio per la sua famiglia, che lo metterà alla prova come non mai il prossimo anno.

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