Free Agency

Le protagoniste della Free Agency 2018

Spazio salariale alla mano diamo uno sguardo a chi potrebbe dominare il prossimo mercato dei free agents

Riccardo Poletto
21.03.2018 15:39

Come di consueto, a un certo punto della stagione l'attenzione smette di posarsi sul basket giocato e va a cercare conforto nei futuri colpi della free agency. I tifosi di squadre che non stanno disputando una stagione all'altezza, dopo aver mandato giù la delusione, provano infatti a fantasticare sulle manovre che potrebbero impreziosire i roster delle franchigie NBA.

Parlare di free agency quest'anno è ancora più interessante, dal momento che non sono pochi i nomi bollenti che figurano nelle liste degli svincolati: LeBron James, Paul George, Kevin Durant e Chris Paul sono solo alcuni di questi. Mentre gli ultimi due molto verosimilmente rifirmeranno con le rispettive franchigie, i primi due sono i due All-Star di gran lunga più attesi a giugno.

Molto spesso, però, ci si dimentica che le franchigie NBA hanno una chiara e decisa restrizione per quanto riguarda gli stipendi dei propri giocatori: il salary cap. Ci sono delle squadre che, pur non essendo ai vertici della lega, non possono partecipare attivamente alle trattative nella offseason a causa di pesantissimi contratti che bloccano il cap (vedi Noah e i New York Knicks). Ci sono invece delle squadre che hanno uno spazio salariale molto ampio, che saranno di certo impegnate a rinnovare il proprio roster e potranno farlo senza dover rinunciare a qualcosa per mancanza di spazio salariale.

Considerando questi aspetti, vediamo quali sono le franchigie che potrebbero dominare il prossimo mercato dei free agents:

Brooklyn Nets

Nonostante la non ottima regular season, i Nets sono riusciti a rinascere dal nulla degli scorsi anni. La franchigia è stata a lungo la peggiore della lega, ma in questa stagione è riuscita a rialzare la testa e a far vedere qualcosa che può dare speranza agli sfiduciati tifosi. Brooklyn ha ridato una seconda giovinezza a giocatori che si pensavano ormai finiti come DeMarre Carroll e Spencer Dinwiddie, simbolo di serenità nell'ambiente e di assenza di pressione.

Quella bianconera non è una piazza affascinante come quella dei Lakers o dei Celtics, ma c'è un progetto chiaro e una voglia di tirarsi fuori dai bassifondi della lega che potrebbero spingere più di qualche buon giocatore ad interessarsi all'ambiente. I Nets hanno il vantaggio di presentarsi alla free agency con uno degli spazi salariali più ampi tra tutte le squadre NBA. Mettendo in conto che Carroll verrà probabilmente scambiato, e che quindi verrà ceduto un contratto abbastanza dispendioso, la franchigia sarà decisamente libera di agire nella prossima offseason. Chissà che, nel silenzio, la società non possa piazzare qualche colpo pesante...

Possibili colpi di Brooklyn 

Dando un'occhiata al roster dei Nets si nota che c'è bisogno di due entrate nel reparto esterni. Il reparto lunghi è blasonato ed è stato impreziosito dall'arrivo di Jahlil Okafor. Avery Bradley potrebbe essere una buona aggiunta, principalmente per mettere una falla allo scarso impegno difensivo di Russell. Vista la sacrificabilità di Carroll, poi, è possibile che i Nets si mettano alla ricerca di un'ala capace di portare sostanza nella parte difensiva del campo e che abbia punti nelle mani. L'identikit del colpo perfetto sarebbe quello di Paul George, vale a dire il più corteggiato dell'intera lega. Un'alternativa più accessibile sarebbe Jabari Parker, che sarà un'interessante profilo da seguire con attenzione: l'unico dubbio sarebbe quello dei reiterati infortuni che il giocatore ha subito nelle ultime stagioni.

Denver Nuggets

Nonostante la discreta stagione disputata dai Nuggets, l'obiettivo playoffs sta sfuggendo dalle mani di Jokic e compagni, che non riescono ad inanellare più di una vittoria di fila e a prendere posto tra le prime 8 della classe ad ovest. Il progetto di Denver sembra ormai ben avviato, e perciò non sarà strettamente necessario entrare con prepotenza nella free agency 2018: Jokic ha il miglior plus-minus della lega tra i lunghi, nonostante gli infortuni di Millsap e sembra poter dare un grosso apporto alla causa futura. Inoltre Murray si sta rivelando una dolce scoperta.

Tuttavia è chiaro che questo non è abbastanza: il progetto societario non potrà mai andare in porto se non verrà piazzato il colpo decisivo che potrà aiutare la squadra a fare il salto di qualità. C'è da dire che i Nuggets sono tutt'altro che una brutta opzione per i vari free agent che dovranno scegliere il proprio futuro, avendo già dimostrato la validità del proprio progetto. La franchigia ha poi uno spazio salariale più che sufficiente per firmare dei buoni innesti, e l'ingaggio di Paul Millsap nella scorsa free agency fa ben presagire per quanto riguarda la prossima.

Possibili colpi dei Nuggets

Gli obiettivi che i Nuggets si porranno dovranno dipendere dalle esigenze dei giocatori già presenti in squadra. Denver ha bisogno di efficienza offensiva dalla panchina, dato che l'attacco cala drasticamente senza Jokic. Una buona opzione potrebbe essere l'innesto di Dwyane Wade, affidabilissima riserva che però non basterebbe alla causa. Quello di Zach Lavine è un profilo interessante: il suo gioco senza palla si sposerebbe con la visione di Nikola Jokic e permetterebbe di inserire uno tra Harris e Murray nel secondo quintetto, impreziosendolo. Anche Carmelo Anthony potrebbe fare al caso dei Nuggets, ma la questione sarebbe molto meno semplice di ciò che si pensa, dato che l'attuale Thunder dovrebbe rifiutare una player option ad Oklahoma City per accettare di giocare come secondo violino o, addirittura, come sesto uomo.

Utah Jazz

Non lasciatevi trarre in inganno dalla sorprendente stagione degli Utah Jazz: in pochi si sarebbero aspettati di vederli nella posizione in cui si sono piazzati. Il merito va alla scoperta del rookie Donovan Mitchell, alla chimica creatasi tra Rubio e Gobert, all'innesto di Jae Crowder, ma soprattutto al magistrale lavoro di coach Snyder, grazie al quale Utah è riuscita a diventare una squadra ostica per tutte le altre franchigie. Proprio questa sorpresa rende i Jazz una piazza convincente agli occhi di tutti quanti: i giocatori sono in sintonia, la dirigenza è seria e il clima è ottimo.

Questo sembrava impensabile dopo la partenza di Gordon Hayward, vera stella della squadra fino allo scorso anno. I Jazz sono diventati una vera e propria sorpresa, sulla quale peraltro in pochi avrebbero mai scommesso. Ma la cosa ancor più sorprendente è che la squadra ha una concreta possibilità di fare movimenti sul mercato dei free agent: non ci sono contratti particolarmente pesanti, tranne quello molto ingombrante di Rudy Gobert (102 milioni di dollari fino al 2020/21). I Jazz non arriveranno a piazzare dei colpi che potrebbero ribaltare gli equilibri della lega, ma potrebbero attirare l'attenzione di molti buoni giocatori che possono mescolarsi con la squadra senza però bloccare la crescita di Mitchell.

Possibili colpi dei Jazz 

Ricordando che i Jazz, pur essendo molto agevolati dal loro cap, non sono nella condizione di operare dei colpi pesanti, bisogna cercare degli innesti nel reparto ali e un cambio per Gobert vista la completezza della sezione guardie. Nonostante si possa almeno tentare l'innesto importante di uno tra George e James, bisogna pensare ad una soluzione ben più semplice. Il nome di Jabari Parker è un nome allettante, come è altrettanto degno di nota quello di Aaron Gordon, che questa estate sarà libero dall'impegno preso con i Magic. Più difficile, ma comunque fattibile sarebbe il profilo di Carmelo Anthony, che ha la potenzialità di essere il tassello mancante della già buona macchina dei Jazz.

Philadelphia 76ers

Non è certo un nome nuovo quello dei Philadelphia 76ers, che non hanno mai nascosto di voler agire pesantemente nella free agency, addirittura cercando di reclutare LeBron James. Philadelphia è in lotta per il terzo posto ad est e si è dimostrata una squadra con un potenziale limpido, tanto da essere diventata una delle squadre di cui si parla maggiormente in tutta la lega, anche grazie a Joel Embiid e Ben Simmons, due dei migliori prospetti della NBA. Non sarebbe una sorpresa apprendere che qualche All-Star guardi a Philadelphia come una possibile meta per la prossima stagione.

I contratti da rookie di Markelle Fultz e dei due sopracitati permettono ai Sixers di avere uno spazio salariale di gran lunga maggiore rispetto a quello delle squadre con un record peggiore, fatto che presenta la possibilità di cercare subito di inserire dei nomi importanti con un progetto a breve termine per vincere subito, prima che i giovani arrivino a poter chiedere dei contratti più onerosi, della serie: "meglio un uovo oggi, che una gallina domani".

Possibili colpi dei 76ers 

Philadelphia ha la più ampia scelta possibile e può permettersi di pronunciare nomi del calibro di LeBron James e Paul George. Mentre il primo potrebbe elevare ancor di più la crescita di Ben Simmons, ma allo stesso tempo potrebbe metterlo in ombra, il secondo si incastrerebbe a meraviglia con tutti i giocatori già presenti a Philadelphia. George è un buon tiratore, un ottimo difensore, un grande atleta e può anche giocare senza la palla nelle mani: potrebbe essere visto quasi come un Robert Covington migliore, il quale sta tra l'altro facendo benissimo ai Sixers quest'anno. Nel caso in cui Philadelphia decidesse di non rifirmare JJ Redick, sarebbe importante trovare una guardia tiratrice affidabile, magari da fare uscire dalla panchina (mantenendo così Covington in quintetto). Per intenderci, uno come Wesley Matthews o Tyreke Evans, che ha migliorato il tiro pesante.

Los Angeles Lakers

In questo 2018, parlare di free agency equivale a parlare di Los Angeles Lakers. Insieme ai Sixers, sono i losangelini ad essere i più chiacchierati quando si parla di mercato. Sicuramente la causa è da ricercare nel loro immenso spazio salariale, dovuto ai contratti da rookie di Lonzo Ball, Kyle Kuzma e Brandon Ingram.

Quella dei gialloviola è poi una delle franchigie più titolate della storia NBA e forse la più affascinante dell'intera lega. Dall'altra parte, la tradizione di campioni che caratterizza i Lakers può mettere pressione. Chi vuole diventare veramente grande, però, deve per forza misurarsi con le leggende del passato: è così che i giocatori possono trovare nuove motivazioni.

Possibili colpi dei Lakers 

Senza la rifirma del contratto di Isaiah Thomas, i Lakers riusciranno a fare spazio per due giocatori di alta fascia (per non citare la possibile impresa del GM Pelinka di piazzare il contratto di Luol Deng). I nomi sono sempre i soliti: George e James, James e George. Anche in questo caso l'innesto di George sarebbe meno problematico rispetto a quello di LeBron, dato che Lonzo ha grande potenziale e bisogna metterlo nella condizione di esprimersi nel migliore dei modi. Nonostante la possibilità di firmare entrambi gli All Star, ci sarebbe la possibilità di sceglierne solo uno dei due per organizzare una trade che potrebbe portare a Los Angeles nomi come Davis o Lillard. Con un occhio di riguardo a DeMarcus Cousins (attualmente fermo ai box per infortunio). Come colpo decisamente minore, i Lakers dovranno trovare un sostituto per Caldwell-Pope e uno per Julius Randle se le loro strade dovessero dividersi: sono comodi i nomi di JJ Redick, Danny Green Aaron Gordon.

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