San Antonio Spurs

Gregg Popovich non vuole alibi: "Facciamo finta che Leonard non esista"

Alessio Bonavoglia
15.11.2017 15:35
A volte può sembrare addirittura noioso e ripetitivo parlare dei San Antonio Spurs e del loro allenatore Gregg Popovich. Insomma, ogni anno sembra essere l'ultimo di un Era che ormai va avanti da 20 anni, ma puntualmente, ogni anno, coach Pop e la sua armata stupiscono. Stupisce sempre coach Pop, arrivato, grazie alla vittoria dei suoi SAS in casa dei Dallas Mavericks, a 500 vittorie in trasferta in carriera, terzo di sempre dietro Don Nelson (517) e Pat Riley (520). Di queste 500, 3 sono arrivate in questa stagione, che non ha ancora visto all'opera due giocatori fondamentali per gli Spurs: Kawhi Leonard e Tony Parker. Il francese, leader dello spogliatoio assieme a Ginobili, è quasi pronto per tornare all'azione. Parker, dopo il brutto infortunio rimediato al quadricipite sinistro (clicca qui) durante la Semifinale di Conference contro gli Houston Rockets, potrebbe tornare in campo tra la fine di Novembre e i primi di Dicembre. Mentre per quanto riguarda Leonard, la situazione è un po' diversa. Il 30 Settembre, i San Antonio Spurs hanno reso noto l'infortunio della loro stella, una tendinopatia del quadricipite, che l'avrebbe costretto a stare lontano dal parquet per un po' (clicca qui). La franchigia texana non ha mai fissato una data di ritorno, anche se sembra che il recupero sia più lento del previsto, ed è per questo che la domanda che Gregg Popovich sente più spesso è: "Quando tornerà Leonard?".
"Dobbiamo far finta che Leonard non esista. A nessuno importa se abbiamo perso un buon giocatore, no? Tutti vogliono batterci. Quindi non mi fa bene dire: "povero me" oppure chiedersi: "quando tornerà?" Adesso dobbiamo giocare, e ci sono altri giocatori in grado di occupare quei minuti. Dobbiamo capire chi e in che modo, e saremo in grado vincere in maniera diversa".
Parole importanti quelle di coach Pop, che in questa maniera sta riuscendo a dare fiducia e minuti a tanti giocatori del suo roster. Al posto di Leonard in queste prime 14 partite, ha giocato da titolare Kyle Anderson, ai suoi massimi in carriera di media per quanto riguarda punti (8.3), rimbalzi (6.5), assist (2.5) e stoppate (.92). Mentre per quanto riguarda il ruolo lasciato momentaneamente da Parker, ci hanno pensato due tiratori a dividersi il posto, con 7 partenze nel quintetto a testa: il fedelissimo Patty Mills e il giovane sophomore Dejounte Murray. Entrambi hanno una media di poco più di 8 punti per partita. Inoltre, Bryn Forbes e il rookie ventiseienne Brandon Paul, stanno giocando più minuti del previsto per sostituire Mills e Anderson nella seconda unità, insieme a Rudy Gay, il più pericoloso marcatore della panchina (12.4 punti per partita, secondo del team per punti dopo Aldridge). Parole dolci per tutti i suoi giocatori quelle di Popovich, soprattutto per quei giocatori chiamati ad avere un minutaggio più alto del solito:
"Credo che stiano facendo un ottimo lavoro. Credo che Dejounte, Bryn e Brandon sono stati meravigliosi a questo proposito. Kyle non ha avuto molti minuti a disposizione nei suoi primi anni qui e ha fatto un passo avanti come titolare. LaMarcus e Pau stanno cominciando a capirsi l'un l'altro abbastanza bene, e anche Joffrey Lauvergne stava giocando bene prima dell'infortunio".
Menzione speciale per Aldridge, che il coach ha chiamato: "il nostro giocatore più consistente", aggiungendo che: "è stato un leader per noi, aiutando tutti gli altri ragazzi a capire il sistema". Gli Spurs hanno iniziato la stagione con quattro vittorie consecutive, poi quattro sconfitte consecutive prima di fare cinque vittorie in sei gare. Ora è a 9-5. Buono, non eccellente score, ma bisogna tener conte delle assenze di Leonard e Parker (nonostante Pop non voglia alibi). Con loro, i San Antonio Spurs si riconfermeranno una super potenza della lega?

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