Denver Nuggets

Isaiah Thomas: scommessa o errore per Denver?

Isaiah Thomas è una mina vagante: come potrebbe rivelarsi un grande innesto, così potrebbe continuare il suo momento negativo

Riccardo Poletto
16.07.2018 14:24

Da qualche giorno è ormai ufficiale: nel corso della prossima stagione, Isaiah Thomas vestirà la maglia dei Denver Nuggets. Il playmaker ha firmato un contratto di un anno al minimo da veterano, che equivale a due milioni di dollari.

Lasciando per un attimo da parte la rovinosa caduta di Thomas verso il minimo salariale, occorre analizzare con obiettività la mossa di Denver, che è tutt'altro che banale. Al di là dei problemi fisici, si parla di un ragazzo che due anni fa si è caricato sulle spalle il peso della franchigia più vincente di sempre e l'ha portata al primo seed della Eastern Conference, inaugurando così un periodo fiorente per i Celtics. Ritrovata la serenità di un tempo, nonostante i frequenti acciacchi, IT potrebbe rivelarsi l'uomo in più di cui hanno bisogno i Nuggets per fare il salto di qualità che permetterebbe loro di raggiungere i Playoffs.

Questo si può affermare perché lo stipendio della point guard è una cifra irrisoria a fronte dello spazio salariale a disposizione della franchigia. Insomma, per due milioni di dollari Denver potrebbe aver portato alla propria corte ciò che mancava l'anno scorso. Non male, se dovesse finire così.

Resta però il fatto che Isaiah è un giocatore in estrema difficoltà fisica e mentale, e sarà complicato riportarlo allo splendore di una volta. Dopo il grave problema all'anca, Thomas si è trovato a dover lasciare Boston e a dover rimpiazzare Kyrie Irving a Cleveland. Non avendo soddisfatto la franchigia dell'Ohio, ha dovuto fare le valigie e trasferirsi a LA, sponda Lakers, dove però non ha potuto competere ad alti livelli data l'inesperienza del roster. Una vera e propria avventura quella del folletto, che potrebbe aver lasciato il segno nella mente del giocatore.

Tutto questo riguarda ciò che sta fuori dal parquet. E' necessario fare un discorso diverso a livello tecnico, perché in questo caso la scelta risulta strana.

Isaiah Thomas è un solista offensivo, piuttosto completo in attacco ma gravemente insufficiente in difesa. Nella scorsa stagione ha messo a segno 15.2 punti di media in 32 partite giocate, con il 29.3% dall'arco e un 37.3% generale dal campo. Nei momenti migliori, invece, la media punti era di 28.9 con il 37.9% da 3 e un 46.3% generale. Questo per fare capire quanto può essere devastante il giocatore che l'anno scorso, invece, è sparito nel nulla.

Parlando di difesa, se non dovessero bastare i fatti, anche i numeri dimostrano che il playmaker è un pessimo difensore: a fine gennaio il suo defensive rating era pari a 117.5, fatto che ha reso Thomas non solo il peggior difensore della scorsa stagione, ma degli ultimi 25 anni. Questo fa capire quanto sia difficile inserire IT in una squadra ambiziosa come uomo di rotazione, cosa che i Nuggets vogliono fare.

E' lampante il fatto che Thomas starebbe molto bene in squadre molto preparate in difesa, ma poco efficaci in attacco (simil Boston due anni fa). Il problema, in questo caso, è che Denver è tutt'altra cosa data la capacità offensiva e la scarsa applicazione in difesa. Come potrà Isaiah Thomas dare qualcosa in più ad una squadra del genere? La point guard sembra a questo punto un pezzo del puzzle che non riesce a trovare un posto nel disegno, perché non ha le giuste skills per completarlo.

Si può dire che la mossa dei Nuggets sia sbagliata? No: due milioni non sono niente per una franchigia NBA. Non si può dire, però, che questa sia una scommessa vinta in anticipo, dato che le perplessità sono tante e le certezze poche.

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