Boston Celtics

Orgoglio Celtics: l'All-Star Game 2018 si tinge di biancoverde!

L'eccellente lavoro svolto da coach Brad Stevens viene impreziosito dal record di convocazioni in un ASG

Antonello Brindisi
29.01.2018 18:29

Grazie alla recente comunicazione in merito alle selezioni per l'All-Star Game 2018 (in programma nel weekend compreso tra il 16 e il 18 febbraio a Los Angeles), la grande stagione fin qui disputata dai Celtics comincia a "raccogliere i frutti" dell'eccellente lavoro svolto da Brad Stevens sul tanto giovane quanto competitivo roster biancoverde.

Le convocazioni di Kyrie Irving (Team LeBron James) e Al Horford (Team Stephen Curry) nella "partita delle stelle", unita alla partecipazione di Jaylen Brown e Jayson Tatum (entrambi militeranno nel Team Usa, il primo come sophomore mentre il secondo come rookie) nel consueto Rising Star Challenge, appaiono così come una vera e propria "consacrazione" dello starting five bostoniano.

I Boston Celtics hanno così eguagliato il record di convocazioni per franchigia in un All-Star Game, primato stabilito nel 2011 dai San Antonio Spurs con la partecipazione di Tim Duncan e Manu Ginobili nella sfida tra il vecchio format "Est contro Ovest" e la selezione di Gary Neal e DeJuan Blair nel Rising Star Game.

Un prestigioso riconoscimento che rende quindi onore alla leadership dei Celtics nella Eastern Conference (35-15 lo score attuale), consegnando l'ennesima "presa di coscienza" al talentuoso cuore pulsante della storica franchigia biancoverde, pronta a ripercorre i "fasti del passato" e a stabilire una nuova dinastia destinata a svolgere un ruolo da assoluta protagonista nell'imminente futuro della NBA.

Il paragone con la "filosofia Spurs" appare quindi più che mai pertinente, soprattutto se tiene in considerazione che nonostante le differenti peculiarità sul parquet, Kyrie Irving e Al Horford possono essere accostati per mentalità ed efficacia al duo Duncan-Ginobili, mentre il talentoso tandem composto da Jayson Tatum e Jaylen Brown appare sicuramente più futuribile della coppia Neal-Blair.

Date le premesse, lo starting five dei Boston Celtics potrebbe così offrire una "rivisitazione moderna" della gestione Popovich per il potenziale "flusso di gioco" offerto nelle partite e il vasto "arco temporale" a propria disposizione. Nonostante il recente periodo di flessione (4 sconfitte nelle ultime 5 partite), gli uomini di di Brad Stevens hanno raggiunto un equilibrio di squadra straordinariamente costante ed efficace, pronto a sfidare "ad armi pari" i Cleveland Cavaliers nel dominio della Eastern Conference, così da poter quantomeno impensierire il dominio dei Golden State Warriors nel corso della stagione corrente.

Un progetto certo ambizioso ma allo stesso tempo quantomai fattibile proprio in in virtù dell'inaspettata costanza di rendimento offerta da Jaylen Brown (secondo realizzatore della squadra alle spalle di Kyrie Irving grazie alla media di 14.2 ppg) e Jayson Tatum (13.4 ppg, terzo scorer del roster biancoverde a pari merito con Al Horford), autori di una grande prova di maturità capace di colmare la pesante assenza di un campione come Gordon Hayward nelle "centellinate" rotazioni del tecnico bostoniano.

Una straordinaria ascesa cestistica testimoniata direttamente dalle parole dello stesso Brad Stevens che, nel corso di una recente intervista in merito alla convocazione dei due giovani talenti all'All-Star Game 2018, ha sottolineato l'etica professionale di Brown (protagonista di una crescita costante nel corso della sua esperienza biancoverde) e la grande intelligenza tattica di Tatum (rookie già fondamentale per il flusso di gioco di una contender grazie ad un esperienza del tutto inconsueta per un ragazzo di appena diciannove anni):

"Secondo il mio giudizio Jaylen Brown meritava di essere convocato anche lo scorso anno, sono molto contento per il riconoscimento conquistato dal ragazzo. Dal primo giorno che è arrivato nel nostro spogliatoio ha dimostrato di essere un grande realizzatore, un giocatore a cui poter affidare la palla nei momenti cruciali della partita. A questa propensione offensiva dobbiamo accostare anche l'ottimo lavoro di contenimento svolto nell'economia della squadra e una spropositata dedizione al lavoro che lo spinge a migliorarsi giorno dopo giorno. Jaylen è un ragazzo serio, questa è la sua forza".
"Per quanto riguarda il ragazzino, credo di non aver mai allenato un prospetto come Jayson Tatum. E' un giocatore unico, ha una maturità unica in rapporto all'età anagrafica... sembra assurdo per come gioca ma ha solo diciannove anni! Merita un palcoscenico come l'All-Star Game, è un predestinato. Dopo l'infortunio occorso ad Hayward ad ottobre, Jayson ha superato qualsiasi aspettativa con una tranquillità sul parquet impensabile".

La data del 16 febbraio potrebbe così generare un nuovo moto d'orgoglio per il giovane roster biancoverde, consegnando quello status da "All-Star" utile a far crescere ulteriormente il profilo cestistico dei propri talenti in vista dell'incombente postseason (la data d'inizio è fissata per il 14 aprile) del 2018. Il weekend in programma nella Città degli Angeli sembra quindi poter sancire il definitivo "punto di snodo" nella carriera dei giovani campioni dei Boston Celtics, consegnando a coach Brad Stevens uno starting five pienamente maturo per poter puntare con convinzione al Larry O'Brien Trophy.

Vedremo se oltre all'influenza dell'All-Star Game ormai alle porte, la franchigia del Massachusetts riuscirà a trovare un prezioso alleato nelle occasioni di mercato offerte dalla sempre più vicina trade deadline dell'8 febbraio: molte realtà NBA sono già pronte a pianificare il proprio futuro in vista della Free Agency 2018, offrendo così un ultima chance alle attuali contender come i Boston Celtics, squadra tutt'ora alla ricerca di un valido innesto nel proprio frontcourt.

Aspettando l'ennesima "risposta di carattere" dai propri campioni, la franchigia biancoverde sembra pronta a spiccare il volo sulle "ali dell'entusiasmo" della giovinezza, sprezzante delle insidie riposte nel futuro e pronta ad appendere delle nuove coccarde sull'affollato soffitto del TD Garden.

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