Toronto Raptors

Toronto Raptors: i 5 motivi per credere nelle NBA Finals!

La notevole crescita dei canadesi proietta l'Air Canada Centre verso una ambiziosa postseason

15.03.2018 16:27

La recente win-streak messa a segno dai Toronto Raptors sembra aver inesorabilmente proiettato la franchigia canadese verso la conquista del primo posto nella Eastern Conference, alimentando di conseguenza delle nutrite speranze di gloria in vista dei playoffs 2018. Gli uomini di coach Dwane Casey sono quindi pronti ad abbattere il sentito tabù delle NBA Finals, traguardo ancora sconosciuto al caloroso pubblico dell'Air Canada Centre.

Divenuti ormai una costante realtà di vertice nella propria Conference, i Raptors devono quindi rimediare ad un preoccupante sentore di inferiorità sviluppato nelle ultime sfide contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James. Dopo un entusiasmante cammino offerto nella postseason del 2016 (evento che sembrava aver cancellato i fantasmi del passato), Toronto è stato letteralmente spazzata via dai Wine & Gold con un perentorio 4 a 0 nelle Finali di Conference, risultato bissato anche nei playoffs 2017, incontro valido questa volta per le Semifinali di Conference. Al termine del proprio cammino nella postseason del 2017, è stato in particolar modo DeMar DeRozan a sottolineare, con un marcato tono di rassegnazione, le difficoltà emotive patite dalla propria squadra:

"Abbiamo giocato, ci siamo impegnati ed abbiamo perso. Nonostante l'esperienza negativa dell'anno scorso non siamo riuscita a metabolizzare la sconfitta ed oggi siamo qui a commentare lo stesso risultato. Non è che siamo meno bravi di loro, semplicemente i Cavaliers hanno LeBron James e questo fattore genera una grande differenza".

Quest'anno però, il gelido vento del Nord sembra aver invertito le proprie correnti, trasformando l'insicurezza mostrata precedentemente dai Toronto Raptors in una sorprendente fame di vittorie. L'agguerrito roster a disposizione di coach Casey appare inaspettatamente sprezzante dei propri avversari, pronto a scommettere con estrema fiducia sul proprio valore. In particolar modo, sono 5 i motivi che hanno generato questa  straordinaria presa di coscienza:

1. La crescita della second unit

Il grande momento di forma attraversato dai Raptors (9-1 nelle ultime 10 partite disputate) non è da attribuirsi al solo talento dello starting-five canadese, quanto al grande supporto offerto dai giovani volti della second-unit, protagonista di un rendimento eccellente tanto per l'efficacia quanto per la costanza (non bisogna dimenticare che l'attuale game-streak vincente è infatti il risultato di un altrettanto esaltante parziale di 9 vittorie e 1 sconfitta).

L'entusiasmo e l'energia di Delon Wright (8.0 ppg, 2.8 rpg, 2.7 apg e 1.0 spg in questa regular season) e Fred VanVleet (8.3 ppg, 2.5 rpg, 3.1 apg e 1.0 spg) sembrano poter offrire un'adeguata copertura nelle rotazioni dietro Kyle Lowry, mentre nel pitturato, il lavoro svolto da Pascal Siakam (7.0 ppg, 4.5 rpg, 1.9 apg e 0.5 bpg) e Jacob Poeltl (6.8 ppg, 4.7 rpg, 0.7 apg e 1.3 bpg) dona le adeguate garanzie alla difesa di coach Casey quando Serge Ibaka e Jonas Valanciunas non sono presenti sul parquet.

2. L'avvento di OG Anunoby nello starting five dei Raptors

Selezionato con la 23esima scelta assoluta al Draft della scorsa estate, il britannico OG Anunoby (5.9 ppg, 2.4 rpg, 0.8 apg in questa stagione) è sicuramente una delle sorprese inaspettate di quest'anno. Nonostante il giocatore sia momentaneamente indisponibile a causa di un infortunio alla caviglia destra, il giovane talento ex Indiana State ha già disputato 48 partite da titolare dello scacchiere canadese, regalando una preziosa opzione offensiva all'attacco dei Raptors sia nell'area avversaria che dall'arco dei 3 punti. A questo brio offensivo va inoltre aggiunta una grande efficacia nella fase di contenimento, in particolar modo nei cambi difensivi imposti da coach Casey.

3. Il fattore campo

Se i Toronto Raptors dovessero chiudere la propria regular season in vetta alla Eastern Conference avrebbero la possibilità di sfruttare il fattore campo in tutti e tre i turni di playoffs. Un'eventualità piuttosto rilevante per una squadra che detiene attualmente il miglior record di vittorie in casa della lega (28-5) e che soprattutto, ha dimostrato di saper viaggiare sulle ali dell'entusiasmo poggiandosi saldamente sul calore dei propri tifosi. Non è un caso infatti se la franchigia canadese sia già riuscita a sopraffare i Boston Celtics e i Cleveland Cavaliers (le due realtà più accreditate per l'accesso alle Finals NBA ad Est) sul proprio parquet.

4. La stabilità emotiva di DeMar DeRozan

Leader indiscusso dello starting five dei Toronto Raptors, il ventottenne californiano è alla sua ottava primavera nella lega e finora sta vivendo probabilmente la miglior stagione della sua avventura in NBA. Il numero dieci infatti, viaggia con 23.6 punti, 5.1 rimbalzi e 4.0 assist di media a partita, ha alzato notevolmente le sue percentuali dall'arco (31,8%) ed è il 13° giocatore della lega per valutazione offensiva (30.6). A questa talentuosa dimensione sul parquet va tuttavia bilanciata un'estrema emotività nella vita privata (clicca qui per saperne di più), fonte di un già noto malessere psicologico che più di una volta ha frenato le gesta del King of the Notrh. Le recenti prestazioni sembrano poter testimoniare una ritrovata spensieratezza per DeMar DeRozan: un fattore che se confermato anche nella postseason, potrebbe concretamente garantire l'accesso nelle Finals NBA.

5. Le difficoltà strutturali dei propri avversari

Per quanto possa essere un fattore esterno e di conseguenza fuori dalla portata dei Toronto Raptoris, le dirette concorrenti per l'accesso alle Finals NBA sembrano fortemente influenzate dalle proprie difficoltà interne, esaltando di conseguenza lo stato di grazia attraversato dalla franchigia canadese. I molteplici infortuni patiti dal roster dei Boston Celtics sembrano infatti aver piegato l'efficienza del sistema tattico di Brad Stevens, ponendo un grande interrogativo sul futuro nei playoffs dei biancoverdi, costretti ora a recuperare l'integrità fisica dei propri titolari. D'altro canto, i Cleveland Cavaliers non sembrano ancora pronti ad offrire un solido sistema di gioco in vista della postseason, probabilmente condizionati dal poco tempo a disposizione dopo il termine della trade deadline. La franchiga dell'Ohio sembra quindi dipendere unicamente dalle gesta di LeBron James, offrendo così l'assist perfetto per un sistema collaudato come quello offerto dai Raptors.

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