Phoenix Suns

I Phoenix Suns entrano nella storia, ma dalla parte sbagliata!

19.10.2017 17:39
La regular season è iniziata da soli due giorni ma, nonostante il poco tempo trascorso, sono già molti gli eventi che hanno "scosso" i più conclamati pronostici estivi: Gordon Hayward, come è oramai noto, salterà l'intera stagione a causa del terribile infortunio occorsogli durante la partita contro Cleveland nell'Opening Night, i Golden State sono stati battuti in casa nella serata della consegna degli anelli dagli Houston Rockets e Phoenix, a discapito dell'enorme talento a disposizione, è stata demolita (tra le mura amiche) dai Portland Trail Blazers per 124 a 76, stabilendo la peggior sconfitta della storia franchigia in una gara d'esordio stagionale. I commenti a fine partita dei giocatori e dell' allenatore dei Suns non lasciano spazio a fraintendimenti. Devin Booker, giocatore simbolo del prossimo futuro di Phoenix, ha "catechizzato" duramente la pessima prestazione offerta:

"Ci hanno semplicemente preso a calci nel c**o dall'inizio alla fine. Il coach non ha bisogno di dirci nulla. Fortunatamente è solo una sconfitta ma pesa come se fossero cinque".

Sulla stessa lunghezza d'onda si è collocato il coach Earl Watson:

"I Blazers sono venuti qua e fondamentalmente ci hanno preso a calci in c**o più forte che potevano. Una parola per descriverci ? Imbarazzanti è la migliore ".

Se la stagione per i Suns era già partita tra mille stenti a causa della complicata rebuilding in corso da ormai diversi anni, dopo questa pessima prestazione la situazione in Arizona si fa ancora più intricata. Certo, stiamo parlando comunque di una sola partita su 82, ma certe sconfitte lasciano sempre una "profonda cicatrice" nell'orgoglio e nella mente di una squadra: sopratutto quando si ha a disposizione un roster di giocatori molto giovani come quello di Phoenix. In ogni caso, per Watson l'età non deve essere certo una scusa:

"Non possiamo venire a giocare pensando che la nostra età sia un problema. Quando entri in questa lega devi giocare in un certo modo, devi avere una certa mentalità, continuare a giocare possesso dopo possesso come se fosse l'ultimo. Dobbiamo giocare meglio, abbiamo il dovere di innalzare l'intensità e la qualità del nostro lavoro!".

Anche Eric Bledsoe (leader emotivo della squadra) ha lanciato un campanello d'allarme, esprimendo una vera e propria critica nei confronti del proprio operato:

"Non ho guidato i ragazzi come avrei dovuto".

Mike James, il migliore nel disastro generale, preferisce focalizzarsi sul collettivo:

"Penso che ogni tanto la palla si incolli un po' troppo nelle nostre mani , dovremmo solamente condividerla di più".

Per una squadra così giovane, sarà quindi fondamentale rialzare subito la testa: una reazione emotiva d'altronde, è il minimo che si possa chiedere dopo la pesante umiliazione subita. I giovani Suns si trovano ora chiamati quindi ad un rapido riscatto. In tal senso, sarà molto importante la risposta attesa per venerdì sera, giornata chiave per gli uomini di coach Watson. Una "magra prestazione" contro i Los Angeles Lakers potrebbe infatti condannare i Phoenix Suns all'ennesima stagione "nel limbo" della Western Conference.

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