Ovest

Kevin Durant e Stephen Curry credono in Lonzo Ball

Guido Boldoni
29.11.2017 19:11
Con una mossa di marketing da applausi la famiglia Ball, grazie principalmente al padre Lavar, è ormai al centro dell’attenzione nella NBA e non c’è giorno in cui non si parli di loro. Il figlio Lonzo, vittima dell’arroganza di Lavar, (costruita ad hoc o meno), sta cercando la sua affermazione nella lega e, nonostante stia dimostrando di avere grandi potenzialità non sta convincendo tutti gli addetti ai lavori, soprattutto in virtù delle parole del padre di qualche mese fa, ossia che Lonzo Ball sarebbe diventato sin da subito il nuovo uomo simbolo dei Lakers. Proprio su questo tema, la star dei Golden State Warriors Stephen Curry ha deciso di dire la sua con un’uscita estremamente intelligente:
“Spero non abbiate giudicato anche me dopo 20 partite nella lega, Lonzo è un rookie e come tutte le matricole ha tanti alti e bassi, gli serve l'esperienza che si acquisisce partita dopo partita, ho sempre detto che ha un gran talento".
Il due volte MVP della lega con queste parole ha preso, di fatto, le difese del giovane playmaker che, come normale che sia, deve ancora prendere confidenza con il palcoscenico della NBA, il più difficile al mondo. Alle parole di Curry hanno fatto eco quelle del suo compagno di squadra Kevin Durant:
"Lonzo è un rookie e deve imparare come si gioca in NBA, i pro e i contro, ha solo 19 anni...".
Quest'estate pochi giorno dopo essere stato selezionato al draft come seconda scelta assoluta Lonzo Ball aveva rivelato alla stampa chi fosse il suo idolo nella lega attuale:
“Curry è il miglior tiratore di tutti i tempi e uno dei giocatori più eccitanti di tutta la lega”.
Come è giusto e comune che sia anche la stella dei Golden State Warriors ha avuto bisogno di tempo per affinare la perfezione la confidenza e la meccanica nel tiro, specialmente da dietro dall’arco e, evidenziando ciò, lo stesso Lonzo ha risposto a chi critica le sue percentuali al tiro, che fino ad ora recitano: 30.9% dal campo, 24.5% dall'arco e 42.9% dalla lunetta.
“Io amo giocare a basket, per me è un onore poter uscire là fuori e vedere tanta gente fare il tifo per la tua squadra, questo per me è l’inizio. Anche Curry ci ha messo tempo per diventare quello che è oggi”.
Oltre a Stephen Curry e Kevin Durant, chi continua ad avere massima fiducia in Zo e non perde occasione per difenderlo è il coach dei gialloviola Luke Walton:
“Guardare giocare Lonzo è un piacere, avrà tante occasioni per migliorare sfidando i più forti”.
La realtà è che stiamo parlando di un ragazzo buono, giovane, ma con tanta voglia di emergere che in campo è sempre stato corretto e sportivo, ma che deve convivere con le troppe attese create dal padre. Riuscirà entro fine stagione a diventare il faro dei Los Angeles Lakers? Statistiche a parte Ball è un giocatore che non può non entusiasmare e, nonostante tutto, sembra anche la scelta giusta per il futuro della franchigia.

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