Ovest

Dallas avverte la NBA: tankare rappresenta una speranza!

Simone Romani
21.02.2018 14:53
Giunti ormai verso l'ultimo segmento di questa difficile regular season 2017/18, i Dallas Mavericks sembrano ormai pronti a prendere le distanze da un presente avaro di soddisfazioni, attratti dalla concreta speranza di una travolgente rinascita. L'elevata percentuale statistica di poter arrivare alla prima scelta assoluta del Draft 2018 sembra quindi aver monopolizzato l'attenzione della franchigia texana, apparsa fortemente intenzionata a chiudere come fanalino di coda la classifica generale della stagione corrente. Certo, giocare con l'intento di perdere il maggior numero di partite (azione spesso identificata in NBA dal gergo comune tanking) non rappresenta in alcun modo un motivo d'orgoglio anzi, spesso vanifica l'affetto, la passione e la fiducia trasmessa dai propri tifosi, generando così un'immagine che va a scalfire pesantemente la dignità dello sport. Tuttavia davanti ad un sistema professionistico che pone al centro del proprio business un continuo ricambio generazionale, la speranzosa rebuilding dei Mavericks non sembra rappresentare un vero e proprio regresso culturale. Il principale sostenitore di questo progetto tecnico è Mark Cuban, attuale (ed ormai storico) proprietario della franchigia texana, intervenuto recentemente sull'argomento nel corso dello show televisivo House Call with Dr.J. Nel corso del programma diretto dal leggendario Julius Erving, Cuban ha esposto senza mezzi termini la propria linea di pensiero, mostrando al contempo un nutrito rispetto verso i canoni sportivi imposti dalla National Basketball Association:
"Probabilmente non dovrei dirlo. ho appena cenato con l'intero organico ed alcuni nostri giocatori e il discorso che abbiamo affrontato, ci ha portato ad una soluzione. perchè rischiare di perdere un'ottima, se non la prima, scelta al draft? Con questa domanda non voglio certo scalfire i principi della NBA ma portare alla luce le nostre esigenze tecniche".
Dalle parole dell'orgoglioso Cuban questa volta emerge un inconsueto tono di rassegnazione e mortificazione. Tutto ciò è dovuto ad una profonda crisi tecnica, situazione ancora sconosciuta a Dirk Nowitzki e compagni, costantemente abituati a svolgere un ruolo di prim'ordine nella lotta al titolo NBA. Oltrepassato dunque il punto di non ritorno, il carismatico proprietario dei Mavs ha quindi deciso di giocarsi tutte le carte a propria disposizione, conservando però quell'orgoglio e quel rispetto verso la lega americana che ha sempre contraddistinto la storia recente della franchigia texana:
"ho spiegato anche ad adam silver, quali sono le nostre intenzioni per questa estate. non abbiamo intenzione di fare un tanking incontrollato. fino a quando la matematica non ci condanna giocheremo per vincere ogni partita, poi sarà tutto diverso. questa è la mia decisione. sono due anni che viviamo questo incubo. se dovessi tankare è solo per non viverlo in futuro. Non voglio andare contro ai valori del nostro sport ma è mio dovere, da presidente e da primo tifoso di dallas, offrire finalmente un'annata degna del supporto dei nostri tifosi!"
Una tattica già utilizzata dai Mavericks lo scorso anno, ben oculata nel rispettare gli argini piazzati preventivamente dal Commissioner NBA Adam Silver, da sempre contrario alla pratica del tanking: un azione fortemente lesiva nei confronti dell'etica professionale in vigore nella lega americana. Non è quindi da escludersi un nuovo intervento dei vertici NBA nei confronti di questo abitudinario piano b. Al termine della passata stagione (chiusa con un record di 33-49), la strategia adottata da Dallas aveva prodotto una buona percentuale, 1.7%, di poter arrivare alla prima scelta del Draft, portando in Texas un diamante grezzo come Dennis Smith Jr. A causa di un analoga situazione quest'anno, l'incubo non sembra ancora finito. Una partenza disastrosa da 2 vittorie e 12 sconfitte ha segnato l'intera stagione che ora rischia di ricadere in un ulteriore tanking che, con il sistema della lotteria del Draft 2018 in caso di ultimo posto nella Conference, garantirebbe un 25% di possibilità ai Dallas Mavericks di ottenere la prima scelta assoluta del prossimo Draft. Scenario che mai come quest'anno sembra pieno di talenti cristallini:
"se la nostra squadra sta andando male, ora è il momento che vada peggio."
Per una franchigia abituata alla vittoria questa è la motivazione che potrebbe rendere la sconfitta meno amara. I Dallas Mavericks hanno intenzione di fondare la nuova squadra attorno a Dennis Smith Jr., Harrison Barnes e le altre giovani leve texane, visto l'imminente ritiro di Dirk Nowitzki. La prima scelta, o comunque una delle top5, al prossimo Draft garantirebbe alla squadra di Dallas il giusto compagno da affiancare all'ex North Carolina Univesity, per tornare così a dominare la lega come accaduto nel recente passato. Vedremo se la linea di pensiero espressa da Mark Cuban, seppur intenzionalmente corretta, porterà ora ad una nuova riforma della NBA, pronta a scongiurare definitivamente questa "macchia culturale" dopo l'ennesima dimostrazione di una resa anticipata. Come previsto infatti, la lega ha aperto un'inchiesta sulle situazione corrente tra le fila dei Dallas Mavericks, pronta ad un intervento di peso nel caso la strategia dei Mavs vada a condizionare più del dovuto la classifica generale della regualr season. L'aria tempestosa tutt'ora presente in Texas non sembra voler abbandonare la franchigia di Mark Cuban, ora più che mai nell'occhio del ciclone.

Commenti

Due certezze e un'incognita nel futuro dei Brooklyn Nets
TIMEOUT | Shaquille O'Neal: Shaq, si gira!