Boston Celtics

Allarme biancoverde: la second unit dei Celtics non è ancora matura!

Antonello Brindisi
03.01.2018 11:35

Nonostante il grande entusiasmo manifestato costantemente dal TD Garden, fattore che sembra poter "cullare" i Boston Celtics per il resto della stagione, la trance agonistica manifestata dagli uomini di Brad Stevens, dopo il terrificante infortunio di Gordon Hayward sembra ormai aver fatto il proprio corso, sottolineando così i difetti strutturali del roster biancoverde. Ancora una volta infatti, il rendimento incostante e spesso deficitario dell'inesperta second unit, si pone in netta contrapposizione alla grande maturità espressa dallo starting five bostoniano. Un'autentica "moneta di Giano" per Stevens, costretto più volte a rivedere le proprie tattiche in favore di una maggiore solidità delle seconde linee.

La prima posizione della lega (30-10 il record ottenuto ad oggi dai biancoverdi) non deve quindi ingannare il giovane roster dei Celtics, spesso protagonista di evidenti cali di tensione nel corso della singola partita. Se da un lato infatti, la stagione di Boston sta generando il proprio entusiasmo e la propria forza d'animo grazie alle grandi rimonte raggiunte all'ultimo respiro (James Harden e gli Houston Rockets sono solo le ultime vittime dello spirito combattivo del TD Garden), dall'altro le sconfitte subite fin qui sono sempre state influenzate da pesanti parziali subiti spesso nel corso di un solo quarto di gioco. Una caratteristica piuttosto pericolosa per una squadra costruita con il chiaro intento di interrompere il pluriennale scontro tra i Golden State Warrors e i Cleveland Cavaliers.

Peculiarità più volte sottolineata dallo stesso Brad Stevens, lucido interprete delle evidenti difficoltà offensive della propria second unit:

"Questa è la stagione più difficile del nostro percorso. Non parlo solo degli infortuni, ma anche della grande prova di maturità che ci attende al termine della regular season. Quest'anno le attenzioni dei media sono costantemente su di noi e molti giocatori si devono ancora abituare a questa nuova condizione. Abbiamo molti profili giovani che devono ancora apprendere al meglio come gestire il proprio corpo e la propria mente nell'arco della partita".
"Stiamo giocando tanto e ultimamente alcuni cali di condizione hanno penalizzato il lavoro della second unit. Insieme al mio staff stiamo valutando la migliore risposta tattica da offrire, aggiungere dell'esperienza al secondo quintetto potrebbe essere una soluzione. I recenti problemi fisici di Jaylen Brown e Marcus Morris hanno ridotto al minimo le nostre rotazioni, incidendo negativamente sull'apporto offensivo delle seconde linee".
"Sicuramente proverò diverse soluzioni tattiche, è fondamentale riuscire a trovare dei punti dalla panchina per poter valorizzare il lavoro svolto dai titolari".

Nel corso del mese di dicembre i Celtics hanno subito ben 6 sconfitte (3 in casa e 3 in trasferta) delle loro 10 defezioni stagionali, precludendo le proprie possibilità di vittoria a  causa di "sanguinosi" parziali di gioco in cui le forze in uscita dalla panchina hanno spesso vanificato la grande vena realizzativa di Kyrie Irving con delle prestazioni anonime e confusionarie. Come dimostrato dalle sfide giocate contro i Chicago Bulls, gli Utah Jazz e i New York Knicks, quando Uncle Drew è costretto a gestire il proprio minutaggio al di fuori del parquet, gli uomini di Brad Stevens non riescono ad alimentare a dovere le proprie trame offensive (91.1 pts realizzati ogni 100 possessi), concedendo spesso la possibilità agli avversari di realizzare dei fast-break points a causa delle numerose palle perse (14.1% di media nel 2017, oltre il 16.5% negli ultimi tre incontri).

I maggiori indiziati sono senza dubbio Marcus Smart (9.5 ppg, 3.7 rpg, 4.9 apg con 1.2 spg in questa stagione) e Terry Rozier (9.1 ppg, 4.4 rpg, 2.1 apg con 1.1 spg). Entrambi i giocatori stanno disputando una grande stagione al livello personale (carreer-high in tutte le statistiche sopracitate), ma nell'economia della squadra pesano molto i 2.5 TO (turnovers per game) di Smart e gli 1.1 TO di Rozier, a cui si devono aggiungere le cifre di Daniel Theis (1.0 TO).

La contromossa di Brad Stevens alle difficoltà realizzative della propria second unit è stata quella di limitare il riposo di Al Horford e Jayson Tatum in panchina, utilizzando i due alfieri come guida tecnica e carismatica del secondo quintetto. Questa mossa ha certamente colmato l'esigenza di punti sul parquet senza però arginare il numero di palle perse della second unit (Horford viaggia a 2.0 TO a partita mentre Tatum a 1.3 TO), continuando così ad esporre i Celtics ai pericolosi parziali degli avversari e costringendo così il proprio starting five ad un'eccessiva responsabilità nell'economia della singola partita.

Vederemo cosa deciderà di fare Brad Stevens, sempre più consapevole dell'importanza di una solida rotazione del roster per salvaguardare le energie e la salute del propri titolari in vista della complicatissima sfida nella post season al trono dei Cleveland Cavaliers. Aspettando il ritorno di Gordon Hayward (lo sfortunato giocatore potrebbe miracolosamente tornare nel corso dei playoffs), la giovane second unit dei biancoverdi dovrà necessariamente trovare la propria maturità per garantire quelle energie necessarie ad accendere "il fuoco della speranza" del TD Garden nella difficile sfida a LeBron James e compagni per il dominio della Eastern Conference, e non solo.

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