Story of the Game

La partita dimenticata di Rasheed Wallace

10.10.2017 20:19
Atlanta, 19 Febbraio 2004 - Fa freddo quella mattina, il termometro segna a stento 40 gradi Fahrenheit, fanno poco più di 3 gradi Celsius. I dirigenti Hawks hanno appena trovato un accordo con i dirigenti dei Boston Celtics e dei Detroit Pistons per uno scambio a tre squadre. Agli Hawks vanno Chris Mills (via Celtics), Zeljko Rebraca (via Pistons), Bob Sura (via Pistons) e una futura prima scelta del Draft 2004, poi rivelatasi Josh Smith (via Pistons, ma originariamente dei Bucks). Ai Celtics vanno Chucky Atkins (via Pistons), Lindsey Hunter (via Pistons, ma successivamente tagliato e rifirmato dagli stessi Pistons) e una futura prima scelta del Draft 2004, poi rivelatasi Tony Allen (via Pistons). Ai Pistons va Rasheed Wallace (via Hawks). Avete letto bene, nessun inganno, Rasheed Wallace raggiunse i Detroit Pistons via Atlanta Hawks e non via Portland Trail Blazers, sua storica squadra di inizio carriera. Ma prendiamoci il tempo necessario e, ripercorrendo con calma tutte le tappe che portarono a questo scambio, scopriremo un episodio più unico che raro. New York, 28 Giugno 1995 - Gli allora Washington Bullets scelgono al primo giro di quel draft, con la quarta chiamata assoluta, il prodotto dalla University of North Carolina Rasheed Wallace. Ragazzone di 210 centimetri, longilineo, elegantissimo nei movimenti, essenziale come pochi. Segni particolari: il basket scorre letteralmente nelle sue vene e, per fortuna o purtroppo, lui, il giovane Rasheed, lo sa bene. Lo contraddistingue, infatti, oltre ad una estrema naturalezza nel giocare a basket, una più che accentuata supponenza verso tutto e tutti, come fosse un essere superiore al resto del creato, come fosse, per l'appunto, un Dio. Washington, 15 Luglio 1996 - Dopo appena una stagione, i Bullets spediscono senza tanti complimenti Rasheed ai Portland Trail Blazers, sostanzialmente in cambio del buon Rod Strickland. Sul pino dei Blazers siede PJ Carlesimo, passato poi alle cronache la stagione successiva per essere stato quasi strangolato a morte da Latrell Sprewell. Coach duro Carlesimo, ma a Rasheed non gliene importa più di tanto. I due tecnicamente parlano la stessa lingua e Carlesimo in campo lo lascia fare. D'altronde Sheed non ha bisogno di essere ingabbiato troppo all'interno di schemi e tattiche, cosa vuoi spiegare ad uno a cui il gioco del basket viene naturale quanto un gesto istintivo? Nulla! I Blazers vengono eliminati dai playoffs al primo turno in sole 4 gare. PJ Carlesimo viene esonerato, ma Rasheed, a soli 22 anni, tiene medie da campione in quelle 4 gare: 19.8 punti, 6.0 rimbalzi, il 58.9% dal campo e il 40.0% dalla lunga distanza. I Portland Trail Blazers hanno trovato il loro uomo franchigia. Portland, 9 Febbraio 2004 - Ancora brucia la sconfitta in Finale di Conference di quattro anni prima per mano dei Los Angeles Lakers. Fondamentalmente ancora nessuno in città si è ripreso da quello schiaffo. Eppure Rasheed in tutto questo tempo ha continuato ad essere il solito ragazzone di 210 centimetri, longilineo, elegantissimo nei movimenti ed essenziale come pochi. Ok, forse la sua consapevole superiorità lo ha reso a tratti insopportabile, quasi irritante, ma, potete giurarci, il basket scorre ancora nelle sue vene. Eppure qualcosa sembra essersi rotto. La dirigenza Blazers non sembra essere più intenzionata a supportare il genio (cestistico) e la sregolatezza (caratteriale) di Rasheed, semplicemente non lo sopportano più, e la cosa molto probabilmente è reciproca. Si trova l'accordo: Rasheed Wallace finisce agli Atlanta Hawks in cambio di Shareef Abdur-Rahim, Dan Dickau e Theo Ratliff. Siamo qui, al 9 Febbraio 2004, ed avevamo cominciato la nostra storia appena 10 giorni dopo, il 19 Febbraio 2004. Rasheed Wallace scambiato due volte nel giro di pochissimo tempo. Eppure, nonostante tutto, a Rasheed quei 10 giorni bastarono per scendere in campo con la maglia degli Atlanta Hawks e fare quello che sapeva fare meglio: giocare a basket. New Jersey, 18 Febbraio 2004 Palla in post di Jason Terry per Rasheed Wallace. A fronteggiarlo ci sono i 110 kg abbondanti di Rodney Rogers. Neanche il tempo di prendere un riferimento per il difensore: ricezione spalle a canestro, rotazione sul piede perno, leggero salto all'indietro, tiro, solo rete! Kenyon Martin prova ad aggredire il ferro. Tra i lunghi della lega i suoi piedi sono tra i più veloci. Scivolamento di Rasheed: non si passa! Kenyon Martin è costretto a scaricare per il taglio a tutta velocità di Richard Jefferson. Il #24 dei Nets salta e va su per due facili come gli è successo tante volte in carriera. Niente da fare: la vallata si oscura sotto la mano di Sheed! Contropiede Nets. Jason Kidd porta avanti l'ennesimo fastbreak della sua carriera. Scarico per Kerry Kittles, che ha seminato nella corsa il suo diretto avversario. Kittles va per l'appoggio facile al tabellone di sinistro. Niente da fare. Altra stoppata di Rasheed Wallace! I New Jersey Nets vinceranno, ma non senza fatica, 98 a 92. Per Rasheed Wallace le statistiche diranno 20 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, 1 palla rubata e ben 5 stoppate, con un rivedibile 33,3% dal campo, sicuramente al di sotto per i suoi standard. Ma che serata per i tifosi Hawks. Abituati come erano al macchinoso Shareef Abdur-Rahim, si ritrovarono improvvisamente ad ammirare un flusso armonioso di pallacanestro. 10 giorni, una sola partita, 42 minuti complessivi, ma che storia per la città di Atlanta, una di quelle serata da ricordare e tenere negli annali del gioco!

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