Oklahoma City Thunder

Oklahoma City Thunder: critiche, aspettative e responsabilità

Dopo la delusione dell'anno scorso in Oklahoma è vietato fallire. Lo sa bene Billy Donovan e lo sanno bene anche George e Westbrook; il destino dei Thunder è nelle loro mani.

Gabriele Scaglione
07.09.2018 21:45

 

Quando si parla di NBA il termine sorpresa viene spesso utilizzato con la sua accezione positiva, in riferimento alle squadre che sono state capaci di andare oltre le aspettative. Tuttavia la parola sorpresa può essere tranquillamente usata per indicare i flop, ovvero le franchigie che hanno deluso, che non sono state in grado di esprimere il potenziale che sulla carta sembravano possedere.

 

In questo senso possiamo dire che la sorpresa per eccellenza della scorsa stagione sono stati gli Oklahoma City Thunder di Billy Donovan. Il coach di Rockville Centre viene considerato uno dei principali responsabili dell'annata fallimentare di OKC, colpevole di non aver saputo amalgamare l'esplosività di Russell Westbrook con l'esperienza di Carmelo Anthony e il talento cristallino di Paul George, entrambi arrivati in Oklahoma con un solo obbiettivo: le Finals.

 

Un risultato che non è stato neanche lontanamente sfiorato dai Thunder, usciti di scena contro i sorprendenti (questa volta in senso positivo) Utah Jazz già al primo turno di Playoffs, dopo una regular season tutt'altro che entusiasmante. Nonostante l'inaspettata eliminazione, però, Donovan è stato confermato alla guida della squadra, mentre a farne le spese è stato Anthony, scaricato e ceduto agli Atlanta Hawks per liberare spazio nel salary cap.

 

D'altro canto, nelle 84 partite giocate con la maglia di OKC, Melo, oltre ad essere sembrato un lontano parente dello splendido giocatore ammirato prima a Denver e poi a New York, è parso anche deleterio per i meccanismi di gioco di Oklahoma, vista la sua tendenza a muovere poco la palla e la sua abitudine a sbrogliare da solo la matassa con soluzioni personali e molto spesso forzatissime. Tuttavia Anthony non è l'unico ad aver peccato di egoismo in quel di Oklahoma City.

 

 

Anche gli altri due componenti del trio, infatti, non hanno trovato l'intesa che i tifosi speravano, al che i più drastici sostengono ora che in campo Westbrook e George siano addirittura incompatibili. L'ex Pacers, però, non la pensa allo stesso modo e, sebbene dessero già per fatto il suo trasferimento ai Lakers, ha deciso invece di prolungare il suo contratto con OKC. Il rinnovo di George la dice lunga sia su quanto lui creda nel progetto Thunder, sia su quanto il front office punti su di lui.

 

Per garantire al californiano il quadriennale da 137 milioni di dollari che lo ha convinto a sposare la causa OKC, infatti, la franchigia dell'Oklahoma ha dovuto rinunciare a diversi obbiettivi di mercato. Ciò nonostante è riuscita comunque ad accaparrarsi, via trade, le prestazioni di Dennis Schroder. Il tedesco rappresenta una valida alternativa a Russell Westbrook, che avrà così la possibilità di tirare maggiormente il fiato nell'arco della stagione.

 

Sarà poi interessante capire che apporto saprà dare il giovane Kevin Hervey, chiamato a raccogliere l'eredità di Melo nello spot di ala forte, e il ventenne Hamidou Diallo, che potrebbe rientrare nelle rotazioni di OKC visto che l'infortunio al tendine rotuleo rimediato da Andre Roberson lo scorso 27 gennaio potrebbe costringerlo a rimanere ai box addirittura fino a dicembre, privando i Thunder della propria guardia tiratrice titolare almeno per i primi 2/3 mesi della stagione.

 

 

Rookie a parte, però, alla fine la differenza la faranno proprio George e Westbrook, che dovranno a tutti i costi trovare quell'intesa a lungo inseguita ma mai trovata lo scorso anno. In questo senso sarà fondamentale il lavoro di Donovan, il quale dovrà inventarsi un sistema di gioco che sappia esaltare le caratteristiche di entrambi, facendo allo stesso tempo in modo che il talento di uno non prevalga su quello dell'altro, come invece è spesso accaduto nella scorsa stagione.

 

Ci riuscirà? Per saperlo bisognerà aspettare il verdetto del campo. Intanto i tifosi di Oklahoma si augurano che l'ottimo rapporto che Russ e PG13 hanno nella vita di tutti i giorni (i due hanno festeggiato insieme il rinnovo di contratto di George) possa regalare soddisfazioni anche all'interno del rettangolo di gioco. D'altronde i due non hanno scelta, devono lasciare da parte il loro ego e mettersi al servizio di OKC, perché il fallimento stavolta non è neanche contemplabile.

Commenti

Houston Rockets: un anno per consacrarsi
Toronto cerca un nuovo equilibrio, ultima chiamata per C.J. Miles!