Chicago Bulls

Chicago, la firma di LaVine sconvolge i piani di mercato?

La conferma di Zach LaVine è fondamentale per dare continuità al progetto dei Bulls ma allo stesso tempo potrebbe costare cara sul mercato.

Gabriele Scaglione
09.07.2018 15:44

 

La finestra di mercato estiva è sicuramente uno dei periodi più delicati dell'anno solare targato NBA. In questo lasso di tempo, infatti, le franchigie completano il proprio roster in vista della stagione successiva, gettano le basi per il futuro o addirittura ripartono quasi da 0 dopo un'annata decisamente disastrosa.

 

Nel fare ciò le varie squadre adottano strategie differenti: c'è chi si muove alla luce del sole e chi agisce sotto traccia, per non dare troppo nell'occhio. Quest'ultima metafora esemplifica alla perfezione il modus operandi del front office dei Chicago Bulls, finora assenti illustri del mercato nonostante siano reduci da una stagione a dir poco deludente.

 

Come detto però, la sensazione è che la dirigenza dell'Illinois stia lavorando sodo e che lo stia facendo in silenzio, aspettando l'occasione giusta per piazzare il colpo. Intanto non si è fatta sorprendere, riuscendo a confermare uno dei suoi pochi pezzi pregiati: Zach LaVine, che, dopo essere stato molto vicino ai Sacramento Kings, alla fine resterà a Chicago per altri 4 anni (trade permettendo).

 

I Bulls, infatti, hanno deciso di pareggiare la qualifying offer da 78 milioni di dollari che l'ex Timberwolves aveva firmato con la franchigia californiana. Lo hanno fatto per dare continuità ad un progetto, partito l'estate scorsa con l'addio di Jimmy Butler, che fino a questo momento non ha convinto tifosi e addetti ai lavori ma in cui il front office crede ancora profondamente.

 

 

Lo hanno fatto perché LaVine è sicuramente il perno intorno a cui dovrà ruotare un roster che, almeno per ora, scarseggia un po' di talento. Un perno talmente indispensabile che per rifirmarlo la dirigenza ha deciso di sacrificare Jerian Grant, giocatore non imprescindibile nel sistema di gioco di Chicago ma che aveva comunque dimostrato di poter essere utile nelle rotazioni di Fred Hoiberg.

 

La cessione di Grant ha infatti permesso ai Bulls di avere lo spazio salariale necessario per pareggiare la qualifying offer di Sacrmento ma anche per provare ad accaparrarsi le prestazioni di Jabari Parker, in uscita dai Milwaukee Bucks. Attenzione, però, perché nelle ultime ore sulla scelta numero 2 del Draft 2014 sono piombati proprio i Kings.

 

La speranza dei Bulls è che non si scateni un'asta per il 25enne di Chicago; un'asta che potrebbe risultare insostenibile per il salary cap dei Bulls, già appesantito proprio dal nuovo contratto di LaVine. A questo punto, dunque, molti si chiedono se la dirigenza di Chicago abbia fatto la scelta giusta decidendo di rifirmare il dunker 23enne ad una cifra così elevata.

 

D'altra parte, però, bisogna dire che nel roster dei Bulls gli spot di ala sono già ricoperti da Lauri Markkanen e dal neo arrivato, il rookie Wendell Carter jr.; dunque l'acquisto di Parker potrebbe non essere indispensabile. Molto più importante, invece, è la conferma di LaVine, il quale potrebbe rappresentare una figura di riferimento fondamentale per il giovane Kris Dunn. Insomma, i Chicago Bulls sono un cantiere aperto, solo il tempo ci dirà se si è lavorato correttamente.

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