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Dellavedova, Brogdon e l'insolita alley-oop

05.01.2018 19:27
L'alley-oop è sicuramente una delle giocate più difficili e spettacolari che si possano vedere su un campo di basket. I primi a proporla furono i fratelli Al e Gerald Tucker che a metà degli anni '60 regalarono al mondo della palla a spicchi la prima “schiacciata al volo” della storia. Da allora l'alley-oop si è evoluta notevolmente nel corso degli anni fino a diventare uno dei marchi di fabbrica della pallacanestro targata NBA. Non solo, l'alley-oop è divenuta espressione dell'intesa tra due giocatori, la massima rappresentazione dell'affiatamento che può venirsi a creare tra due compagni di squadra. Tradizionalmente ad eseguirla sono il playmaker e il lungo della squadra. Il primo ha la visione di gioco per leggere i tagli e le mani per telecomandare il pallone nel punto giusto; il secondo l'altezza e la forza fisica necessarie per inchiodare la palla nel canestro. Nel basket moderno, però, i ruoli possono essere stravolti. Risultato immagine per brogdon Un esempio è l'alley-oop sull'asse Matthew Dellavedova-Malcolm Brogdon che ultimamente è diventata l'arma segreta dell'attacco dei Milwaukee Bucks. La particolarità è che Brogdon e Dellavedova sono due point guard, insomma non il genere di giocatori da cui una difesa qualunque si aspetterebbe di subire una giocata simile. I due sono una coppia affiatata anche fuori dal rettangolo di gioco e, a proposito della loro insolita alley-oop, Brogdon si è così espresso:
“E' qualcosa di cui io e Delly (Dellavedova ndr) parliamo spesso, discutiamo diverse idee ogni giorno in allenamento, guardiamo film insieme e poi sul campo, sai, a volte è puramente una questione di intesa. Delly fa sempre la giusta lettura e io mi limito a reagire di conseguenza”
Dellavedova ha invece sottolineato come l'efficacia di questo schema ormai collaudato sia legata alla presenza sul parquet di giocatori del calibro di Giannis Antetokounmpo e Khris Middleton di cui le difese avversarie si preoccupano maggiormente:
“La loro presenza apre il campo a tutti. Quando c'è Khris sul lato debole gli avversari si concentrano su di lui”.
Un concetto che è stato ripreso anche da Brogdon:
“Avendo gente come Khris e Giannis in campo l'attenzione si sposta inevitabilmente da me a loro, così sono libero di ricevere”.
Insomma, la caratteristica principale dell'alley-oop targata Dellavedova-Brogdon sembra essere il fattore sorpresa. D'altronde in una squadra allenata da Jason Kidd non potevano che essere l'inventiva e l'originalità i marchi di fabbrica.

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