San Antonio Spurs

Il grande veto di Gregg Popovich: la cultura degli Spurs non si infrange!

Davanti ad una Free Agency fondamentale per il futuro di San Antonio, il divieto imposto dal leggendario allenatore si abbatte sui sogni di gloria dei Los Angleles Lakers.

Antonello Brindisi
23.04.2018 21:13

Nonostante il dolore personale e la distanza presa recentemente dal parquet dell’AT&T Center dopo il devastante lutto familiare, Gregg Popovich continua ad amministrare e plasmare il futuro degli Spurs con la consueta protezione verso quel modus operandi così caro alle sorti della franchigia texana. Il conclamato pressing dei Los Angeles Lakers nei confronti di Kawhi Leonard sembra aver particolarmente irritato lo storico head coach di San Antonio, pronto a far valere la propria leadership in difesa della storica rivalità instaurata nel corso degli anni con la franchigia gialloviola.

Logorato da una lunga serie di fraintendimenti (volontari e non preventivati), il rapporto tra Kawhi Leonard e la dirigenza di San Antonio sembra ormai essere giunto al proprio termine, ponendo di conseguenza un concreto pessimismo sul possibile rinnovo contrattuale del giocatore (Free Agent nell’estate del 2019). Ciononostante, la disponibilità degli Spurs ad offrire il massimo salariale al giocatore (un estensione da oltre 200 milioni di dollari), rimane senza ombra di dubbio la principale opzione per il futuro di ambo le parti in causa. Un eventuale contrordine da parte di Leonard, destabilizzato dall’enigmatico confronto con i propri compagni di squadra, potrebbe però distruggere i piani della società, aprendo così le porte ad una pericolosa spirale di mercato.

Dopo un primo sondaggio dei Los Angeles Clippers, il recente interesse dei Lakres (sempre pronti a d instaurare un derby di mercato con la propria controparte losangelina) sembra aver scosso la tranquillità di Gergg Popovich, pronto a ribadire ancora una volta il famoso diktat di mercato: non si cedono giocatori al proprio nemico. Memore di quanto accaduto nell’ormai lontano 2007, con l’incredibile cessione di Pau Gasol dai Memphis Grizzlies proprio ai Los Angeles Lakers, il tecnico degli Spurs vuole evitare la nascita di qualsiasi precedente storico atto a destabilizzare l’equilibrio sportivo presente in NBA.

Proprio Gregg Popovich a tempo debito, si era opposto con forza alla scellerata decisione presa dalla dirigenza dei Grizzlies, principale causa dell’improvvisa quanto assurda partrnership instaurata con la franchigia gialloviola, una presa di posizione successivamente rivendicata anche nel corso della gestione Leonard:

“La decisione presa dai Memphis Grizzlies a suo tempo fu un fulmine a ciel sereno per la NBA. Quella dirigenza fece qualcosa di assurdo, cedendo la propria stella senza avere di fatto, nulla in cambio. Possibile che non se ne siano resi conto? Io dico che è impossibile. Non è leale ne dignitoso per una franchigia, il desiderio di voler rafforzare una diretta avversaria. La lega doveva prendere dei provvedimenti per salvaguardare il proprio business. E’ inaccettabile privarsi del proprio alfiere a causa di una grande pressione mediatica, noi non commetteremo mai questo errore, almeno finché sarò a capo di questa franchigia”.

“Non si tratta di affari quanto di morale. Non ti è concesso remare contro la storia della tua franchigia! Ci sono degli equilibri da rispettare in NBA e per questo motivo, se mai un giorno Kawhi Leonard dirà addio a San Antonio lo farà per una squadra diversa dai Los Angeles Lakers. I nostri nemici non si rinforzeranno grazie a noi! Dobbiamo rispettare la cultura dei nostri tifosi”.

A consolidare l’impatto delle parole di Popovich ci hanno pensato un gruppo di osservatori interni alla NBA, i quali hanno prontamente confermato la volontà dei neroargento:

“Ad oggi gli Spurs non hanno mai preventivato di perdere Kawhi Leonard anzi, pare che la dirigenza texana stia lavorando da tempo ad un cospicuo rinnovo contrattuale con il quale poter finalmente blindare Leonard. Certo la situazione che si è venuta a creare intorno al ragazzo è piuttosto offuscata ma senza ombra di dubbio, San Antonio non lascerà partire la propria stella nella Free Agency del 2019.

“Qualora il giocatore premesse per una nuova destinazione, Gregg Popovich ha già designato la possibile destinazione, ovvero quel drappello di realtà della Eastern Conference pronte a pagare il giusto prezzo per Kawhi. Perdere il giocatore senza l’adeguata contropartita tecnica non è un opzione percorribile per gli Spurs”.

Le franchigie indicate al momento sono i Philadelphia 76ers e i Boston Celtics, ovvero le uniche due realtà dell’Est capaci di attrarre Leonard grazie ad un tanto ambizioso quanto giovane progetto tecnico e garantire contemporaneamente delle interessanti contropartite tecniche alla dirigenza texana. Bisogna chiedersi però, quanto sia forte l’appeal di un All-Star il cui rendimento sembra ormai fortemente limitato dai vari problemi fisici agli occhi di due papabili contender del prossimo futuro NBA. Le contropartite tecniche da garantire agli Spurs potrebbero infatti rappresentare un limite invalicabile per il futuro delle due pretendenti, costrette a mettere sul piatto i migliori talenti a propria disposizione (Markelle Fultz e Dario Saric da una parte, Jayson Tatum e Jaylen Brown dall’altra).

Un sacrifico tecnico forse troppo elevato anche per un giocatore del calibro di Kawhi Leonard, al momento letteralmente schiavo del proprio valore individuale. I Los Angeles Lakers infatti, pur oltrepassando l’intransigenza di Gregg Popovich, non sembrano intenzionati a cedere i propri talenti, candidandosi di conseguenza al solo ingaggio inerente alla Free Agency del 2019, possibilità esclusa a priori dalla dirigenza di San Antonio.

Nonostante l’evidente corteggiamento della franchigia gialloviola e i recenti screzi personali vissuti tra le fila degli Spurs, il futuro di Kawhi Leonard sembra legato indissolubilmente alla volontà di Gregg Popovich, autentico padre cestistico del fuoricalsse statunitense. In ferma contrapposizione al momentaneo pessimismo generale, la miglior opzione per il numero due dei texani sembra quella di riabbracciare gli insegnamenti del proprio maestro, ricongiungendosi dunque con i tanti tifosi dell’AT&T Center. Anche in questo momento di enorme fragilità emotiva, il carisma e l’empatia di Gregg Popovich sembrano aver protetto il cuore pulsante della cultura di San Antonio.

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