Ovest

Torna a sorgere il sole dalla parte dell'Oceano Atlantico: la rivincita dell'est!

16.12.2017 11:02
Nell'eterna diatriba tra Eastern e Western Conference che riecheggia nella storia della NBA sono stati quasi sempre i secondi ad uscirne vincenti, e l'apice sembrava essere stato toccato proprio in questa stagione, col cambiamento del regolamento dell'All Star Game (in cui ora due capitani scelgono i loro uomini), che è stato modificato ad hoc nel tentativo di ridurre il gap acuitosi questa estate con gli ultimi trasferimenti di Carmelo Anthony, Paul George, Jimmy Butler e Paul Millsap. Proprio questi ultimi scambi sembravano aver lasciato l'est senz'acqua, molto più povero di talento e di superstar, ma il dato che segue è strabiliante. La eastern conference infatti, a questo punto della stagione, è in vantaggio dal punto di vista degli scontri diretti contro i rivali, con un record complessivo di 84-79. Sicuramente è ancora presto per cantare vittoria, ma i segnali di ripresa sono lampanti e questo dato è ancora più importante se pensiamo che negli ultimi 18 anni il risultato era stato favorevole a ovest per ben 17 volte. Aldilà del puro dato statistico, è interessante analizzare qualche squadra in breve per capire che sta succedendo: nella Conference che di solito è dominante quest'anno ci sembrano essere parecchie compagini in difficoltà, come gli Oklahoma City Thunder, che non riescono a trovare la quadratura del cerchio, i Los Angeles Clippers falcidiati dagli infortuni e i Memphis Grizzlies in fase di ricostruzione. Queste sono tutte squadre che garantiscono un buon numero di vittorie stagionali, quindi la loro crisi trascina verso il basso l'intero sistema. Di contro, anche l'est ha i suoi meriti: infatti la squadra più vecchia della Eastern Conference sono i Cleveland Cavaliers, che sono l'unica franchigia ad avere un'età media superiore ai 28 anni. Questo significa che c'è stato un ricambio generazionale in seguito alla perdita delle superstar, e che i giovani che militano adesso in questa parte di lega sono validi. Basti pensare a Giannis Antetokounmpo o a Kristaps Porzingis, che questa stagione stanno confermando i loro enormi progressi, ma anche Ben Simmons e Joel Embiid, così come Jaylen Brown o Jayson Tatum. Da segnalare anche l'exploit di Victor Oladipo, che sembra aver trovato la propria dimensione agli Indiana Pacers. Oltre ad essere in crescendo dal punto di vista delle indivudalità, qui ci sono molte squadre che hanno passato dei momenti bui negli anni passati, ma che hanno raccolto di recente i frutti delle loro sofferenze, con trade vincenti e scelte ai draft altrettanto convincenti. Si sa che in NBA la mediocrità non paga e spesso è meglio essere nelle ultimissime posizioni in classifica per sperare in progetti di ricostruzione più sicuri: è quello che è successo ai Philadelphia 76ers, che quest'anno vincono, divertono e hanno un futuro radioso. A supporto di tutto questo c'è un altra statistica interessante: 25 formazioni che hanno giocato più di 100 minuti in questa stagione hanno un net rating positivo. 15 di queste 25 appartengono all'Eastern Conference. In definitiva, si può tranquillamente pensare che il processo di risalita dell'est sia quantomeno iniziato, e, nonostante i giocatori più forti si esibiscano nell'altra sponda americana, il futuro potrebbe riservare grosse sorprese, sperando magari di invertire un trend che è ormai caratteristico della NBA e di tornare a vedere sorgere il sole dalla parte dell'Oceano Atlantico.

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