Golden State Warriors

La disarmante tranquillità dei Golden State Warriors

Nonostante l'infortunio di Steph Curry, l'attacco dei campioni in carica rimane efficacissimo, come visto pochi giorni fa contro i disgraziati Pelicans.

Andrea Valiani
30.04.2018 18:16

Il secondo turno dei playoffs è appena iniziato per alcune squadre ma in (almeno) un caso sembra già essere finito. Non stiamo parlando di Houston - Utah, in ragione del fatto che concediamo il beneficio del dubbio ai Jazz vista l'assenza di Rubio, bensì di Golden State - New Orleans. Gara 1 è stata praticamente un massacro e il futuro non sembra prospettare di meglio per il team di Alvin Gentry.

Partiamo dal dato che nell'NBA moderna ha assunto un'importanza sempre maggiore, ovvero il pace (ritmo). Nella serie contro gli Spurs il ritmo non ha mai superato i 98.12 possessi per partita; al contrario sabato sera è arrivato a toccare i 105.96 possessi. Questo è un primo dato che ci fa capire come Kerr possa adattare al meglio la sua squadra rispetto all'avversario che si trova di fronte, senza subire nessun contraccolpo.

Persino Klay Thompson non ha fatto mistero della difficoltà di cambiare gioco a distanza di pochi giorni, ma ciò non ha influito sulla sua prestazione:

E' stato davvero faticoso. Gli Spurs sono un po' più anziani per cui sono un po' più metodici. Adesso invece, anche se facciamo un canestro non possiamo rilassarci; dobbiamo correre indietro e cercare un tiratore, mentre loro vogliono velocizzare l'azione. E' una partita completamente differente.

Ricordiamoci che nei primi due anni di Steve Kerr, i Warriors erano una squadra dal ritmo estremamente alto. Con l'arrivo di Durant poi hanno optato per un piccolo rallentamento, così da far giocare qualche possesso in più in isolamento a KD. Questa opzione è divenuta fondamentale ma Golden State si ricorda ancora come punire in transizione. Alcuni dubbi infatti riguardavano proprio l'efficienza di una squadra senza il giocatore più incisivo nel momento in cui gli avversari (i Pelicans) li avrebbero sfidati sulla corsa.

La risposta di gara 1 è stata a dir poco devastante. Contro ogni aspettativa Green ha guidato alla perfezione ogni transizione, realizzando una tripla doppia in poco più di due quarti. Thompson ha messo a segno quattro triple senza dare tempo agli avversari di posizionarsi correttamente in difesa. Durant ha amministrato alla perfezione come suo solito, senza voler fare uno one-man-show ma chiudendo comunque con 26 punti a referto.

Questa è sicuramente la grande forza dei Warriors: nessuna delle stelle prevale completamente sull'altra. Sanno tutti qual è il loro compito e se per caso uno dei tre è in difficoltà, possono pensarci gli altri a compensare questa mancanza.

A concludere le transizioni sono spesso stati anche i comprimari: Cook, Livingston e Iguodala hanno avuto un timing perfetto nel farsi trovare già nell'altra metà campo al momento del rimbalzo. Per concludere ci ha pensato Kevon Looney, il cui plus/minus dice +34(!!!) in 24 minuti di gioco. Anche lui infatti è stato uno degli artefici delle tante rubate/stoppate/rimbalzi lunghi che hanno dato il la ai vari contropiedi.

Coach Gentry ha comunque fatto sapere che non ha intenzione di modificare il proprio stile di gioco, ma vorrà semplicemente fare qualche aggiustamento per cercare di contenere i parziali avversari. A tal proposito è lecito farsi qualche domanda. Non mettiamo in dubbio che i Pelicans debbano continuare a giocare nel modo che ha permesso lo sweep contro Portland, ma i playoffs potrebbero durare ben poco per New Orleans se queste sono le premesse.

Chiaramente è impossibile per GSW replicare gara 1, ma se comunque rimangono i favoriti per una larga vittoria, bisogna aggiungere anche il fattore Stephen Curry. Con lui in campo, tenere 105 possessi per gara potrebbe trasformare il match in una carneficina ai danni degli ospiti, vista l'abilità del numero 30 di spingere sull'acceleratore quando necessario.

Le potenzialità di Golden State in questo contesto sono assolutamente devastanti: la difesa sembra reggere alla perfezione e l'attacco non è stato mai scalfito. I pronostici degli esperti per la vittoria dell'anello stanno già volgendo a favore di Durant e compagni; gli Houston Rockets sono avvisati, con o senza Curry, Golden State c'è!

Commenti

La grande influenza del TD Garden spaventa i Sixers!
TIMEOUT | Carmelo Anthony: una storia impossibile da ignorare