Philadelphia 76ers

"Non voglio incontrare LeBron James ai prossimi playoffs!"

I Philadelphia 76ers tornano ai playoffs dopo 6 anni di astinenza, ma Dario Saric ha già il terrore di incontrare il Re

Emanuele
30.03.2018 15:56

Dopo 6 anni i Philadelphia 76ers hanno fatto il passo più significativo nel loro processo di ricostruzione ribattezzato "The Process" con la partecipazione ufficiale alla prossima postseason. La squadra di coach Brett Brow attualmente possiede il quarto miglior record ad est con 44 vittorie e 30 sconfitte, dietro solo a Toronto, Boston e Cleveland e matematicamente sono già ai playoffs. Da qui sino al termine della regular season non ci resterà che vedere se Ben Simmons e compagni (senza Joel Embiid infortunato, clicca qui per l'approfondimento) riusciranno a guadagnarsi anche il fattore casa nel primo turno.

I meriti di questa straordinaria stagione non vanno solamente a Joel Embiid e Ben Simmons, che hanno ricevuto la maggior parte degli elogi da parte di tutta la lega, ma anche agli altri componenti del roster, finiti sotto ai radar per l'emergere delle due star, ma ai quali andrebbe fatto un grosso plauso per aver contribuito a riportare la franchigia ai playoffs.

Uno di questi giocatori è Dario Saric che anche in questa stagione ha mostrato ampi margini di miglioramento passando dai 12.8 punti, 6.3 rimbalzi e 2.2 assist della passata regular season (in cui ha sfiorato anche il premio di Rookie of the Year) a 15.1 punti, 6.9 rimbalzi e 2.6 assist di media a partita. Ma i numeri che lasciano a bocca aperta gli addetti ai lavori sono le percentuali al tiro. Il serbo infatti è passato dal 41.1% dal campo e dal 31.1% da dietro l'arco a 45.8% e 40.1% rispettivamente.

Ma non è tutto, perchè se prendessimo le statistiche di Saric da inizio anno, ossia solo quelle del 2018, ci accorgiamo che l'ala piccola sta facendo registrare medie di 16.4 punti e 6.8 rimbalzi tirando con il 43.2% da dietro l'arco. Insomma il giovane 23enne sta dimostrando di essere più di un fattore per i Philadelphia 76ers e la sua presenza rende il team ancora più pericoloso nei prossimi playoffs.

Proprio per questi motivi e considerando i risultati ottenuti in questa stagione, i 76ers sono senz'altro una squadra in fiducia, che può giocarsela contro chiunque. Tuttavia lo stesso Saric ha ammesso che c'è una franchigia ed un giocatore in particolare che preferirebbe evitare a tutti i costi:

"Non voglio giocare contro LeBron James. E' uno dei primi tre giocatori della storia della NBA. Giocare contro di lui nei playoffs sarà molto diverso".

Dopo aver consegnato l'anello alla sua città natale nel 2016 e dopo aver partecipato alle Finals per sette anni consecutivi, non c'è dubbio che nel caso in cui i 76ers andranno avanti nella postseason, la loro strada e quella di Dario Saric potrebbe incrociarsi proprio con quella del Re. Ma per il momento meglio rimandare l'incontro, anche perchè secondo il numero 9:

"Qualsiasi altra squadra è la benvenuta. Penso che possiamo battere chiunque, anche lontano da casa".

A proposito di casa e del Wells Fargo Center. Avere il vantaggio del fattore casalingo darebbe un enorme privilegio alla franchigia della Pennsylvania in quanto ha uno dei pubblici più "rumorosi" della lega. D'altronde i fans hanno aspettato 6 lunghi ed intrepidi anni, prima di dare nuovamente il benvenuto ai playoffs:

"Sento il calore del pubblico e l'elettrizzante atmosfera che creano. Tutti hanno iniziato a giocare a basket per sentire queste senzazioni, non per avere una macchina, o una casa o altre cose".

I Philadelphia 76ers hanno soltanto otto partite a disposizione per assicurarsi un piazzamento tra le prime quattro teste di serie della eastern conference e, se dovessero riuscirci, eviterebbero di incontrare il "mostro" LeBron James almeno fino alle ipotetiche finali di conference.

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